Vittorio Bissaro Silvia Sicouri e l’etica delle classi olimpiche

Vittorio Bissaro e Silvia Sicouri sono gli unici due atleti della squadra olimpica italiana di Rio 2016 a non aver ancora consegnato il loro report sulla manifestazione al direttore tecnico Michele Marchesini. Si presume che non lo faranno più. Così il loro punto di vista, la loro analisi sulla medal race attraverso la quale è sfuggita una medaglia che pareva se non sicura, molto probabile, rimarrà per sempre privato. Non analizzabile da terzi, non patrimonio comune della vela italiana. Il dettaglio spiega perfettamente quanto egocentrica sia la visione della carriera velica di certi velisti. E quanto li stessi siano incapaci di sentirsi parte di un movimento trasversale nel quale ogni dettaglio dovrebbe essere patrimonio comune nell’obiettivo di crescere. Dove ogni successo, ogni medaglia, al pari di ogni sconfitta e delusione sono patrimonio comune. Il dettaglio della mancata analisi della sconfitta non è purtroppo il solo che la coppia BissaroSicouri ci fornisce per delineare il profilo perfetto del velista egoista/egocentrico, quello che non riesce a vedere un millimetro oltre il primo naso, che pensa soltanto alle proprie esigenze e non a quelle della squadra di cui fa parte. In queste ore comincia a Hyeres, in Francia, la stagione europea della World Cup, il circuito di massimo livello delle classi olimpiche. Vittorio Bissaro e Silvia Sicouri non ci saranno. Ormai è certo che non andranno più in barca insieme.

Maserati di Giovanni Soldini

Il primo da alcuni mesi segue il pellegrinare caraibico del Maserati di Giovanni Soldini, la seconda ha partecipato senza particolari velleità al campionato italiano della classe 49erFX. Ognuno impiega il proprio tempo come desidera penserete voi. Giusto. Peccato che tanto Bissaro che Sicouri siano atleti delle Fiamme Azzurre, cioè il gruppo sportivo della Polizia Penitenziaria. Ossia, in altre parole, sono pagati con soldi pubblici. Sono ovviamente arrivati a quello stipendio in funzione dei loro brillanti risultati in Nacra nel quadriennio precedente. Adesso c’è qualcuno che vuole spiegarci in nome e di che cosa Bissaro e Sicouri percepiscono attualmente uno stipendio pubblico? Siccome il programma di Maserati non è in alcun modo funzionale alle classi olimpiche, Bissaro è forse in ferie da mesi? Accidenti quanto sono lunghe le vacanze per gli atleti delle Fiamme Azzurre. Bissaro è un fuoriclasse è deve essere lasciato libero come un artista, come fosse un Michelangelo o un Caravaggio? Affascinante ipotesi. Forse un giorno lo diventerà. Per ora però, con tutto il rispetto, l’equivalente di capolavori, cioè medaglie d’oro, non se ne sono viste. Nell’attesa dargli del denaro pubblico per farsi i fatti suoi, non è un po’ troppo dato che viviamo in un Paese tutt’altro che economicamente florido? Il modello italiano dei gruppi sportivi, almeno nella vela, è sempre più irritante e insostenibile. Chi entra a farne parte ci resta (le eccezioni sono pochissime) a vita. In altre parole ci si entra motivatissimi e, una volta dentro, quella spinta progressivamente si affievolisce. Uno stipendio per girare il mondo e andare in barca a vela? Non esiste un solo giovanotto/a che non lo sogni. Il punto è che che posto a vita garantito e agonismo ad alto livello sono inconciliabili per drastica differenza di motivazioni. Infatti nessun altro Paese al mondo ricorre a simile formula di assistenzialismo. Chi sostiene il contrario mente. Il solo Paese assimilabile  al nostro in questo campo è la Francia. Ma in Francia sono 10 in tutto i velisti nei gruppi sportivi militari. In Italia solo le Fiamme Gialle sono molte, molte di più. Ma non è solo un problema di numeri. La differenza sostanziale nel metodo è che l’arruolamento è sottoposto a revisione ogni 2 anni. Senza risultati non si resta a spese dello Stato. E’ la federazione stessa a farsi carico del problema, a stilare le classifiche. Se questo sistema fosse introdotto in Italia ci sarebbe una drastica riduzione dei posti disponibili e il sistema sarebbe infinitamente più serio. Vittorio Bissaro e Silvia Sicouri, che abbiamo preso in questo articolo come simbolo dello spreco, dello sbeffeggiamento impunito del sistema, non si sognerebbero di comportarsi come fanno. In quanto al report olimpico, fossimo al posto di Marchesini, li dispenseremmo. Perché hanno perso le olimpiadi è ormai scritto forte e chiaro nel loro comportamento nei mesi successivi.

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Cinico Sailing: Complimenti Mirandola

Prima selezione nazionale della classe Optimist a Bari. Il presidente FIV Francesco Ettorre sarà presente alla premiazione. Non si era fatto vedere invece a quella di una settimana fa del Criterium Optimist, fiore all’occhiello dell’attività della Fraglia Vela di Riva. Un piccolo gesto formale, ma molto significativo secondo la diplomazia federale. Certo, ci aspettiamo ben altro, questo è sicuro. Ma intanto segnaliamo questa ennesima medaglia sul petto del presidente Giancarlo Mirandola.

La diplomazia di Mirandola

 

 

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Federica, la fotogallery

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Questa Fraglia va espulsa dal movimento velico

Eravamo già stati molto sfavorevolmente impressionati dalla reazione della Fraglia della Vela di Riva alla condanna da parte del Tribunale federale. La decisione di ricorrere in appello, per quanto formalmente legittima ci è parsa del tutto inopportuna nel contesto di una madre offesa, di altre denunce sul tavolo del Procuratore generale riguardanti il medesimo punto. L’inadeguatezza di quel circolo a gestire una situazione che riguarda un argomento delicato, delicatissimo, come l’approccio dei minori allo sport della vela è sotto gli occhi di tutti. Così come è sotto gli occhi di tutti l’impotenza della FIV nel caso. Incredibilmente il presidente Francesco Ettorre non riesce a trovare argomenti per arginare questo caso, per indurre la stessa Fraglia a comportamenti meno tragicamente dannosi per il movimento velico nazionale. Il club, la sua dirigenza è completamente sordo ad ogni ipotesi di mediazione, di riconoscimento delle proprie responsabilità. Ma forse il presidente federale dovrebbe cominciare a prendere in considerazioni ben altre misure. Cioè immaginare una vela italiana senza la Fraglia Vela di Riva. Lo scriviamo perché nelle ultime ore si è passato il segno. Sono stati creati su Facebook due falsi profili che irridono offendendo profondamente le due madri che sinora hanno avuto il coraggio, mettendoci la faccia, di denunciare il “metodo Fraglia” di approccio alla vela. Un metodo fatto di violenza verbale e altri comportamenti del tutto ingiustificati nei confronti dei minori. E’ ovvio che nessuno si sogna di ritenere i due profili direttamente ascrivibili al club trentino. Quello che è certo è che siano figli direttamente dell’atmosfera che la Fraglia ha contribuito a creare con la sua linea di completa incapacità di ammettere di aver commesso degli errori. Le due mamme denuncianti si chiamano Barbara della Valle e Monica Lutterotti. Lo stesso giorno della prima sentenza contro la Fraglia sono apparsi quesi due profili. Osservateli bene.

Vengono storpiati i nomi di entrambe le signore e derise le loro foto del profilo. Poca cosa direte voi rispetto a quello che si vede on line. Beh, in effetti è solo la prima puntata. Perché i due profili diventano subito molto attivi commentando un po’ tutto quello che passa nelle pagine Facebook dedicate alla vela. Non fermandosi di fronte a niente. Neppure alla tragedia della barca finita sulle scogli a Rimini. Guardare per credere. Ce ne è pure anche per chi scrive, “affettuosamente” chiamato “Bontempo”.

Il mondo velico non era mai caduto, prima d’ora, tanto in basso. Alla Fraglia Vela di Riva e al suo presidente Giancarlo Mirandola chiediamo di prendere immediatamente le distanze da queste volgarità che indossano incontrovertibilmente la maglia della sua squadra. Di chiedere scusa e di provare finalmente a rasserenare gli animi. La stessa richiesta la rivolgiamo alla Federazione Italiana Vela, che non può più essere spettatrice. I risvolti sono inquietanti e coinvolgono la classe Optimist nel suo complesso. Al momento dell’incidente tra la minore Cingolani (figlia di Barbara della Valle) e la Fraglia, di cui ha iniziato a occuparsi il Tribunale federale Marcello Meringolo era il direttore tecnico della Fraglia (della quale oggi risulta consulente). Lo stesso Meringolo è allenatore nazionale della squadra nazionale under 15 per la classe Optimist. Elena Giolai è contemporaneamente ufficio stampa della classe Optimist e della Fraglia Vela di Riva. Il segretario (da due decenni) della stessa classe, Norberto Foletti,

Mirandola e Foletti

Mirandola e Foletti (il primo a destra)

è stato per anni consigliere della Fraglia e appare al fianco di Mirandola anche nella presentazione della più stagione di regate del club (a destra). La classe di base della vela italiana non può restare un secondo di più nelle mani di queste persone che non hanno mosso un dito in queste settimane per dissociarsi dalla linea impostata da Mirandola nella vicenda. La FIV ha il dovere di intervenire. Subito. Con provvedenti chiari e diretti. Abbiamo bisogno di sapere da che parte sta.

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Ha vinto anche l’ultima!

Quale è il modo migliore per celebrare la vittoria ad un campionato? Champagne? Vacanze? Ma no… Per Super Federica Cattarozzi, il modo migliore è vincere anche l’ultima regata. Anche se non cambia la classifica. Perché quando il vento è forte, se la tua casa velica è il Circolo Vela Torbole, puoi fare una cosa sola: vincere! Eccola subito dopo il traguardo festeggiare con Giorgia Cingolani, al suo debutto in campo internazionale ma già bravissima: è seconda nella classifica Under 16. C’è un’Italia velica che fa faville!

Dopo il traguardo l’esultanza di Federica

Federica Cattarozzi e Giorgia Cingolani insieme

Federica e Giorgia esultano insieme

Classifica finale

La classifica finale

Giorgia Cingolani abbraccia Federica Cattarozzi

L’abbraccio delle ragazze dal gommone del coach Lazzerini

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Matematicamente Federichissima

Campionessa d’Europa Laser 4.7 con una prova d’anticipo. Dalla Spagna Federica Cattarozzi saluta raggiante noi e il resto della flotta, piegata dalla sua schiacciante superiorità. Vincendo la nona regata, che per lei è la quinta consecutiva, e piazzandosi al secondo posto nella successiva Federica formalizza con la matematica la realtà oggettiva di questo campionato: è irraggiungibile. La sua non è una storia qualunque, forse diventerà importantissima nella storia della vela italiana. Certo è insolita come poche altre. Federica viene da Pergine Valsugana, in provincia di Trento. Il nome non suona molto marinaresco vero? Il lago più vicino sarebbe quello, piccolo piccolo, di Caldonazzo. Ma per far le cose sul serio Federica ha preso a frequentare il Garda. Torbole, per la precisione. Federica è molto seria e meticolosa. Si allena duramente per essere quel che è, la numero uno con distacco con vento forte. Non perde uno degli allenamenti multisettimanali che il suo coach Fabrizio Lazzerini le prepara dal Circolo Vela Torbole. Peccato che per arrivare a Torbole, da Pergine Valsugana, ci sia un’ora di strada in auto. Che i suoi genitori si sobbarcano, con grandi sacrifici, per assecondare la passione per la vela per la figlia. Questa è una storia di curve e di pazienza. Di tantissime curve e tantissima pazienza. Un amore grande come le montagne, diventano grande come il mare. Una figlia che se avesse amato lo sci avrebbe reso la vita dei suoi genitori, assai più semplice. Ma per fortuna dell’Italia, Federica Cattarozzi da Pergine Valsugana, la neocampionessa europea Laser 4.7, ama la vela.

Federica Cattarozzi

La grinta della neocampionessa europea

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Fraglia: vergogna senza fine

Quella che trovate qui sotto è la lettera che la mamma Fraglia della Vela Riva del Gardadi un “piccolo” velista della Fraglia Vela di Riva ha inviato nei giorni scorsi a La Gazzetta dello Sport e che viene pubblicata oggi. La Gazzetta aveva già pubblicato, nella sua edizione cartacea un’altra lettera di un’altra genitrice. Questa lettera che pubblichiamo anche noi oggi, ha dato vita ad un esposto inviato, nei giorni scorsi, al Procuratore Generale FIV. Costui, se lo riterrà opportuno (e non vediamo come potrebbe fare altrimenti) darà il via a indagini sul caso. Ogni commento è superfluo.

Mi chiamo Monica Lutterotti e sono la mamma di un ragazzino del 2006 che fino ad agosto del 2016 faceva parte della squadra agonistica Optimist cadetti della Fraglia Vela Riva allenato da Santiago Lopez.

Vorrei portare la mia testimonianza perche credo fermamente che la verità debba essere detta nella convinzione che lo sport debba essere tutt’ altro. Sono stata costretta a portare via mio figlio dalla Fraglia Vela Riva il circolo della città dove sono nata e cresciuta e dove vivo con la mia famiglia. Il linguaggio verbale adottato dall allenatore era molto pesante nei riguardi di mio figlio che non rispetta il canone atletico del circolo e veniva apostrofato con parole come “ciccione di merda”…..riportato poi da altri ragazzini che adottavano lo stesso linguaggio cosa per altro riferita dagli stessi genitori che ora difendono a spada tratta l’allenatore. Durante l’allenamento in acqua oltre a non essere seguito..e forse per questo nel 2015 e stato investito da un catamarano. .fortunatamente solo danni alla vela e al boma….veniva incitato con “forza sei lento come la merda che esce dal culo”….”coglione”…..questa bella parola poi l’allenatore si è permesso di dirmelo…riferita a mio figlio che non poteva regatare all ultima prova del meeting perche aveva 40 di febbre. .davanti a molte persone….tutto ciò e stato riferito al direttore tecnico al presidente e mi fu risposto che la vela è questa è se non mi stava bene potevo cambiare sport!

 

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Amazing Cattarozzi

Dopo una giornata di bufera e il conseguente annullamento delle regate, il vento è calato quel tanto che basta per consentire un paio di prove al campionato europeo 4.7 a Los Alcarez, vicino a Murcia, nella Spagna mediterranea meridionale. Calato quel che basta significa comunque che è rimasto ben sopra i 25 nodi. All’arrivo della seconda prova, Ilayda Veziroglu, la ragazza turca attualmente in terza posizione in classifica si è avvicinata alla vincitrice. Che peraltro aveva tagliato il traguardo da un pezzo. Nonostante il vento forte portasse via le parole, quello che ha detto si è sentito benissimo: “you are amazing Federica“. Che poi era la sintesi ineccepibile e perfetta per descrivere l’impresa di Federica Cattarozzi, Circolo Vela Torbole. Quarta regata con vento forte, quarta vittoria con distacco abissale. Guardate qui:

Federica vola verso il traguardo. Il resto della flotta è ancora al lasco. Una schiacciante quanto rara manifestazione di superiorità assoluta. Really amazing. Davvero stupefacente. Anche che lei, Federica, non se ne renda conto. “Le ho detto prima del via -racconta il suo allenatore Fabrizio Lazzerini– di tirare al massimo solo nella prima bolina. Poi di guardarsi intorno e di amministrarsi. Così ha fatto. Sono le sue condizioni, ci alleniamo sul lago molto a fondo ed è preparata con vento forte. Più delle altre”. Cosa ha detto dopo la vittoria? “Niente di speciale -prosegue Lazzerini– prima che le faceva un po’ male un ginocchio e poi che aveva fame”.

Cattarozzi al traguardo

Cattarozzi taglia il traguardo nettamente prima

Federica ha già vinto l’europeo due anni fa. “Si, ma in condizioni diverse. Molto diverse. Questo campionato lo sta gestendo molto meglio ed ha per questo un sapore molto diverso”. Lazzerini, è anche l’allenatore di Giorgia Cingolani, strepitosa con il vento medio leggero (due primi) di inizio campionato, meno brillante con il vento forte. “Giorgia è felicissima del suo campionato -dice Lazzerini– e anche io lo sono del suo. E’ seconda nella classifica under 16 e domani nell’ultima giornata ha ottime possibilità. Va in Laser da poche settimane, sa che le mancano molte ore di allenamento, specie con vento forte”.

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La Fraglia non ci sta. E incredibilmente ricorre

 

La sentenza del Tribunale Federale è ancora “calda” sui tavoli delle redazioni dei giornali, ed ecco, via email, la risposa del club trentino:

La Fraglia Vela Riva ha preso atto oggi della decisione del Tribunale Federale presieduto dall’avv. Ghibellini in relazione al caso di spiaggiamento di una propria atleta avvenuto lo scorso mese di ottobre. 

La Fraglia Vela Riva affida ai propri legali una nota formale di commento alla decisione N. 2/2017 del tribunale di Federvela: “Abbiamo suggerito alla Fraglia Vela Riva e all’allenatore Santiago Lopez di non commentare in alcun modo la decisione N. 2/2017 del Tribunale F.I.V. Riteniamo di dover impugnare una decisione che non si può condividere assolutamente. Parleremo esclusivamente attraverso atti formali, che siamo chiamati a proporre, nella convinzione che il tecnico e la Fraglia Vela Riva siano stati ingiustamente sanzionati”.

Avv. Alessandro Malossini e Avv. Francesco Zarbo

 

La Fraglia dunque non ci sta.  Decide di sfruttare l’articolo 41 del Regolamento di Giustizia Federale, questo:

Ricapitoliamo. Niente può accadere sino a quando non usciranno le motivazioni della sentenza. Cioè entro 10 giorni. A quel punto però anche l’avvocato della della Valle, potrebbe ritenere insufficienti le sanzioni e ricorrere per le motivazioni opposte a quelle degli avvocati di Riva del Garda. Per farlo hanno entrambi 15 giorni dal momento della pubblicazione delle motivazioni (come da punto 2 dell’articolo 41).

Che dire. L’ostinazione della Fraglia ci lascia basiti. Una sentenza tutto sommato blanda poteva essere una buona occasione per cercare di voltare pagina. Non sarà così. Per altre settimane continueremo a parlare di questo caso. Che presto sarà affiancato da altri, già in rampa di lancio presso la Procura Federale. Un frullatore del quale la vela non ha bisogno alcuno. Ma alla Fraglia, seppellito ogni buon senso, sembrano non rendersene conto.

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La sentenza: Fraglia Riva – della Valle: 0-2

La prima sentenza è arrivata. Il Tribunale federale presieduto dall’avvocato Alessandro Ghibellini l’ha emessa alle 13 e 30 di oggi. La trovate al completo qui oppure in basso. La Fraglia della Vela di Riva del Garda è stata condannata a pagare 4000 Euro. L’allenatore del circolo, Santiago Lopez ha subito una sospensione di 20 giorni.  E’ importante sottolineare che la sentenza riguarda solo il caso di “spiaggiamento”, di sicuro la meno grave tra quelle imputate al club e al suo allenatore dal Procuratore Generale. Quindi la vicenda è lungi dall’essere conclusa.

 

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