Un caos chiamato Fraglia di Riva

Premessa indispensabile. Chi scrive è in conflitto d’interessi. Della Fraglia della Vela di Riva del Garda sono da qualche anno socio onorario. Un riconoscimento del tutto immeritato al quale proverò finalmente a dare un senso chiedendo le dimissioni del Presidente Giancarlo Mirandola e di tutto il Consiglio. Una richiesta in fondo blanda rispetto all’entità dei fatti che stanno travolgendo il club trentino, uno dei più famosi di tutta l’Italia velica. Una richiesta che ci auguriamo venga accolta questa sera nel corso della tradizionale assemblea dei soci. Quella che precede la regata di Optimist più numerosa al mondo che si svolge nella settimana di Pasqua. Optimist e Fraglia sono indissolubilmente legati. L’anello di congiunzione è Norberto Foletti, il segretario della classe famoso per affittare alla classe medesima un suo capannone, senza essere capace di vergognarsene neppure un po’. Foletti è stato per molti anni consigliere della Fraglia e non se ne è mai troppo allontanato. Quando lo ha fatto, un suo uomo di assoluta fiducia Marcello Meringolo è stato nominato direttore tecnico ed oggi ne è consulente. In molti giurano che la sua influenza sia ancora notevole tanto più che il presidente Mirandola, ex direttore di banca, è espressione dei proprietari di barca del circolo, che storicamente non hanno molto a che fare con la vela agonistica che invece ha reso il club famoso. Comprensibile che il presidente abbia ancora bisogno di lui. Ma perché Mirandola e il Consiglio dovrebbero dimettersi? Perché il 15 marzo scorso hanno ricevuto dal Procuratore Generale FIV Giancarlo Sabbadini notizia della chiusura delle indagini preliminari e dell’intendimento di deferimento del tesserato Santiago Lopez (allenatore del club, ndr) e del club medesimo. La Fraglia ha avuto 8 giorni di tempo per presentare una memoria oppure chiedere di essere ascoltata. Il 28 marzo a Roma, presso l’ufficio del Procuratore Generale si sono presentati il Presidente Mirandola, accompagnato da Lopez.  Da quel momento due opzioni una sanzione senza incolpazione o la nomina di un difensore per il deferimento a giudizio. Poi la palla passa al Tribunale Federale, presieduto dall’avvocato genovese Alessandro Ghibellini. Saranno loro ad emettere la sentenza, l’udienza è prevista per il prossimo 21 aprile e lo stesso giorno avremo la sentenza le cui motivazioni saranno disponibili entro 20 giorni. I meccanismi  legali ci interessano sino a un certo punto. Il fatto specifico che ha determinato tutto questo anche, tanto più che riguarda una minore. Quello che conta è che il comportamento dell’allenatore sia stato definito dal Procuratore Generale “gravemente imprudente e negligente”  oltre che capace di “procurare possibili danni materiali, fisici e morali agli allievi, danneggiando indirettamente l’immagine della Federazione, che tale attività autorizza“. In tutto questo viene riconosciuta una “responsabilità oggettiva” da parte della Fraglia della Vela di Riva, che porta il Procuratore Generale a mettere nero su bianco che “intende procedere al loro deferimento per aver commesso illecito disciplinare“. Non è una sentenza, certo. Ma è una valutazione oggettiva di una figura indipendente. Non dovrebbe essere più che abbastanza per convincere il Consiglio della Fraglia a fare un passo indietro almeno sino alla sentenza? Non è quello che ci si dovrebbe aspettare da una organizzazione seria che si occupa da anni del delicatissimo settore della vela agonistica per bambini? Non ci soffermiamo sulle modalità dell’incidente per la semplice ragione che, indagando a nostra volta su quanto accaduto, ci siamo imbattuti in un ambiente fortemente degradato. Dove quanto portato nero su bianco dal Procuratore Generale FIV deve essere considerato la punta di un iceberg. Abbiamo scoperto per esempio che un linguaggio triviale ed esiziale viene comunemente utilizzato dagli istruttori della classe Optimist a Riva in nome di un “machismo” incomprensibile e dannoso. Un bambino o una bambina sono impacciati in una manovra? Verranno elegantemente apostrofati con “sei lento come la merda che esce dal culo“. Un caso isolato di un cretino che si sente importante usando un linguaggio scurrile? No, la testimonianza incrociata di un gruppo di mamme scandalizzate sino agli occhi sbarrati. Si potrebbe andare avanti a lungo con numerosi altri esempi, ma a quale scopo? La volgarità non si misura con una bilancia o col metro, è piuttosto un principio che una volta infranto provoca solo oblio. La violenza verbale, parente stretta di quella fisica, è il presupposto osceno del bullismo, uno dei gravi deficit della nostra epoca. A terra la situazione non migliora per niente. Se i genitori affidano i loro figli più che largamente minorenni ad un club blasonato come quello in questione convinti di essere al sicuro, sappiate che il controllo è molto relativo. La promiscuità è all’ordine del giorno, con tanto di foto se non proprio hard, almeno completamente inopportune, scattate quando dovrebbero essere i dirigenti del club a vigilare, che girano di chat in chat con linguaggio inaccettabile. Esagerazioni? Chi scrive ha visto con i propri occhi chat paginate di chat tra ragazzini che bestemmiano o vantano prestazioni sessuali incrociate. Del tutto inconsapevoli non solo della gravità del loro linguaggio ma dei rischi ai quali vanno incontro. Millanterie adolescenziali? Chissà. Quello che è certo è che l’attività della classe Optimist sia completamente sfuggita di mano ai vertici del circolo. E non da ieri. L’attuale consiglio ha il dovere di fare un passo indietro per ridare un briciolo di dignità a un circolo del quale un po’ mi vergogno di essere socio onorario. Lo scrivo con grave imbarazzo perché apprendo questa mattina dai giornali locali che il presidente Mirandola intende querelarmi per la vignetta pubblicata ieri. Da socio onorario a querelato in un battibaleno. Sic transit gloria mundi. 🙂

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.