La vela italiana è allo sbando?

Inutile minimizzare o far finta di niente. Per la vela italiana sono tempi pessimi. Tuoni e saette sono a giro d’orizzonte. L’ultimo scandalo che coinvolge alcune imbarcazioni della Roma per Tutti appare incredibile nei suoi risvolti. Inverosimile che una Giuria abbia assistito con le mani in mano ad una palese violazione delle regole. Stupefacente che vi sia coinvolta una barca militare. C’è poi il caso Scugnizza, con una barca campione continentale, sbugiardata numeri alla mano da una giuria internazionale. Che si aspetta ora dalle autorità italiane punizioni esemplari. Passiamo al caso dei Melges 20 a Portovenere, dove una Giuria per non risultare sgradita ad un armatore che avrebbe dovuto essere squalificato, ha concesso di ritirare una protesta, creando un clamoroso precedente. C’è poi, la bufera che travolge la classe Optimist italiana e il circolo nel quale questa si specchia attraverso il suo segretario, la Fraglia della Vela di Riva del Garda. Siamo a poche ore dalla prima sentenza che prima riguarda una mamma che denuncia le angherie subite dalla figlia. Ne seguiranno altre. Molte altre. Una già presentata da una seconda genitrice che lamenta lo stesso miserabile trattamento subito dal figlio presso lo stesso circolo. Con il medesimo allenatore. Infine, ultimo non certo per importanza, il caso Laser. La più numerosa delle classi veliche italiane ormai da un paio di anni in balia di una complicatissima vicenda di avvicendamento tra le associazioni di classe delle quale fanno le spese i regatanti. A memoria di velista non si ricorda che il Procuratore Generale FIV abbia mai avuto tanto da fare. Che succede alla vela italiana? Che origine ha questo caos che investe la federazione nella quale si è insediato da pochi mesi il neo presidente Francesco Ettorre? Il problema maggiore sembra derivare, nel complesso, dall’eredità tossica del predecessore di Ettorre, Charlie Cross (aka Carlo Croce). Il vecchio e il nuovo FIVQuest’ultimo, nel corso dei suoi due mandati (8 anni in tutto)  ha lasciato irrisolti tutti i numerosi problemi della vela italiana. Non intervenendo praticamente su niente e promettendo quasi tutto ad ognuno, ha consolidato posizioni di potere, fortificando ogni settore, oggi l’un contro l’altro armati. Gli stazzatori ritengono che i giudici che abbiano ingiustificati privilegi, questi ultimi pensano la stessa cosa dei primi. Entrambi hanno preso distanza dal potere centrale, che oggi fatica, fatica moltissimo, a tirare le fila. Sono solo due esempi. Non sono soddisfatti gli allenatori, non lo sono i dipendenti della sede di Genova. Non lo sono i gruppi sportivi militari. Da sempre centri indipendenti di privilegi e di spreco di risorse pubbliche. Ognuno per ragioni diverse. Ognuno ugualmente seccato. C’è poi un altro serio problema sul tavolo del presidente. L’inadeguatezza dei componenti del Consiglio Federale, tutti nuovi di zecca. Forse, tra tutte, la polpetta più avvelenata lasciata in eredità da Charlie Cross. Nella sua tragica indifferenza Cross non ha effettuato cambi (solo uno) in Consiglio a cavallo dei suoi due mandati. Il risultato è stato che non potendo per Statuto restare per più dei due medesimi mandati in carica, tutto il Consiglio è stato rinnovato. Portando un gruppo drammaticamente inesperto al potere. Ettorre se ne è accorto e infatti non si fida praticamente di nessuno. Dunque affronta ogni pratica, sapendo bene di essere l’unico in grado di venire a capo di ogni problema. Il che però rallenta fatalmente, e non di poco, la vita federale. In questo scenario i vecchi nodi lasciati irrisolti della vela italiana arrivano al pettine. E’ certo che il più grave riguarda la classe Optimist, i minori della base.

Un vecchio adagio veniva presuntuosamente ripetuto alla Fraglia di Riva: “la FIV fa quello che vogliamo noi“. Vero. Succedeva a fronte dei numeri trionfali dell’Optimist gestita da Norberto Foletti, da 20 anni alla guida della classe. Oggi quel modello è minato nelle fondamenta, smontato pezzo per pezzo dalle denunce di genitori stufi di una rudezza e una arroganza ingiustificata o semplicemente non necessaria. Nelle ultime settimane la Fraglia è andata al muro contro muro con la FIV, rifiutandosi di sospendere dall’attività Santiago Lopez, l’allenatore Optimist che ha ricevuto un proposta di deferimento da parte del Procuratore Generale. Sacrificando ogni prudenza il presidente della Fraglia, Il presidente della Fraglia Riva coinvolta in un caso di un OptimistGiancarlo Mirandola, un tempo soprannominato al suo circolo “girandola” per la facilità con la quale mutava opinione, ha dato uno schiaffo alla sua vecchia reputazione rimanendo immobile nelle sue convinzioni. E Lopez, alla faccia della FIV, è stato tra coloro che hanno premiato i bambini della classe Optimist nella regata di Pasqua. Una sfida vera e propria al potere centrale che non porterà a nulla se non all’inasprimento dei rapporti con Genova. A chi conviene tutto ciò? Alla vela italiana no di sicuro. Forse il peggio deve ancora venire. Purtroppo.

Share This:

5 pensieri su “La vela italiana è allo sbando?”

  1. Vincere con le scorrettezze … siano esse per la stazza o per la condotta in regata … ma che senso ha ? Ma che soddisfazione può dare ? In uno sport come la vela poi, in cui il piacere vero non è quello di battere gli avversari ma dominare gli elementi …
    Comunque non c’è nulla da fare : fra chi gareggia in qualsiasi disciplina c’è sempre chi ci prova a fare il furbo , quindi non resta che vigilare e sanzionare.
    Nella mia brevissima carriera velica (Fral2 e consigliere UVAI per 4 anni) ho sempre chiesto – inascoltato – che si investissero i quattrini incassati per stazze e quote di iscrizione in molti umpires in acqua con decisioni immediate, in controlli di stazza sicuri per i primi 5 classificati di ogni regata, e in squalifiche esemplari per chi viola il principio basilare della lealtà sportiva , che non è negoziabile, e mina la credibilità di tutto il movimento velico.

  2. sono molto vicino alle cose che scrivi , esiste pero anche una vela ‘d’elite’ come il cicolo vela crotone , che negli ultimi anni si è distinto a livello nazionale , e non , per la egregia organizzazione e la voglia di sorgere che ha dimostrato.
    le nefandezze gravi antisportive fanno parte di una italia allo sbando e che riflettono tutto un mondo in ‘rovina’ .
    io me ne sono andato definitivamente .

  3. Pienamente d’accordo con Alessandro. Di mandati in UVAI ne ho fatti almeno due ed ho cercato di far spendere soldi per controlli di stazza nei vari campionati. Sono stati deliberati ma in pratica controlli mai. Barare nello sport è la cosa più stupida che si possa fare. Cerchiamo di supportare il Presidente Federale, aiutiamolo combattendo scorrettezze e maleducazione e alla fine qualcosa di buono otterremo i velisti sono meritevoli di attenzione e correttezza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *