Paolo, Umberto e i sogni di un velista

Marrai a Hyeres

Paolo Giargia e Umberto Varbaro. Di Varazze il primo. Di Follonica il secondo. Sono due giovani, giovanissimi laseristi. Entrambi plurimedagliati, anche a livello internazionale. Sarebbe bello, questa sera, attraversare per un istante soltanto, con il fiocco a farfalla, la mente e i loro sogni. Tre settimane fa a Formia Paolo e Umberto hanno vinto una prova ciascuno nella regata nazionale Laser.

Le altre quattro, con distacco le aveva vinte Francesco Marrai. Che arrivava lì dopo aver vinto il trofeo princesa Sofia a Palma di Maiorca, una delle super classiche della vela. L’equivalente della ciclistica Parigi-Robaix, così come il SOF di Hyeres, dove Marrai è finito oggi al secondo posto (con gli stessi punti del primo) corrisponde alla Freccia Vallona o viceversa, non importa. Potremmo anche scomodare il tennis con Wimbledon e il Roland Garros. Il livello è quello.  Ricordiamo molto bene la faccia di Giargia e Varbaro mentre tagliavano il traguardo davanti a Marrai. L’urlo dei rispettivi allenatori, i complimenti, che come una raffica dolcissima, partita dalle bocche di tutti gli spettatori neutrali, li investiva. Sono facce, sono soddisfazioni, che non si dimenticano. Non è difficile immaginare che quelle soddisfazione, quell’istante sublime nel quale tagli per primo la linea del traguardo, sia riaffiorato oggi nei pensieri di Giargia e Varbaro, alla notizia del brillantissimo risultato di Marrai a Hyeres.

Marrai a Hyeres

Francesco Marrai con la maglia gialla del leader della classifica guida la flotta a Hyeres

Risultati alla mano, Francesco Marrai è attualmente il laserista numero uno al mondo. In quella occasione però a Formia, era stato battuto. Per carità, mica è diventato un marziano. A Giovanni Coccoluto e Marco Gallo, come Marrai atleti delle Fiamme Gialle, capita con ragionevole frequenza di arrivargli davanti. Sempre più raramente quest’anno, ma capita e capiterà ancora, perché i laseristi italiani sono bravi e il livello medio si è molto elevato ultimamente. I giovani Giargia e Varbaro non possono certo confessarlo a nessuno, questo pomeriggio. Li prenderebbero per pazzi o esaltati. Ma loro che l’hanno battuto, il formidabile Marrai di questi tempi, sanno certo che a patto di partire primi, dalla parte giusta e in velocità. A patto di non sbagliare neppure una virata e men che meno una strambata. A patto di non navigare mai in scarso e indovinare tutti, ma proprio tutti, i salti di vento. A patto di non fare un solo metro in più in spalla alla boa di bolina e di riuscire a poggiare al massimo in poppa, ogni volta che una raffica lo consente: battere Marrai si può. Ecco perché questa sera d’orgoglio della vela italiana è bellissimo sentirsi un po’ tutti Giargia e Varbaro. Pensare che si può. Con la regata perfetta si può battere Marrai e sentirsi i numero uno. Per un istante, per una raffica, per una notte. Marrai a Hyeres

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