Pochi quadri come il dipinto a olio Breezing Up (1876) dell’americano Winslow Homer hanno avuto un ruolo altrettanto importante nella percezione visiva dello sport della vela. Il capolavoro di Homer (1836, Boston, Massachusetts1910, Scarborough, Maine) arriva parecchie decine di anni prima delle fotografie che spiegheranno finalmente la bellezza del navigare su una piccola barca veloce raccontandole a chi resta a terra. La sua intensità, la sua drammaticità e il suo divertimento. Breezing Up, rinforzo di vento è ancora oggi un punto di riferimento visivo. Quasi intatto. Pochi fotografi sanno dipingere così eppure Breezing Up sembra “scattato” ieri pomeriggio  e non dipinto 141 anni fa tanto è intatta la gioia, la partecipazione dinamica al navigare. La scena. Il vento comincia ad essere impegnativo sulla rotta del ritorno dopo una giornata di pesca poco al largo del Massachusetts. Luce e vento quasi coincidono in direzione come caricandosi a vicenda. Le ombre si allungano. Il più spavaldo è il timoniere, appollaiato a poppa, poggia, con la prolunga fatta di corda, con una mano sola. Sforzo più intenso è certo quello del compagno alla scotta. Il non operoso è il terzo, ma ha tutta l’aria di godere del momento. E’ il più piccolo. Poi a prua, sdraiato con i piedi puntati sulla bugna e la schiena sopravvento, il quarto dell’equipaggio. Breezing up è un quadro amatissimo in America, una perfetta “fotografia” della capacità di quel popolo di godersi la vita. Un simbolo.  La gioia, il divertimento, parliamo di vela, è quello di oggi. Solo che questo arriva dal 1876. Un mondo che non conosceva praticamente niente di quello che oggi riteniamo assolutamente indispensabile per uscire in barca a vela. Dal neoprene, alle giacche a vento, passando per gli occhiali da sole e chissà quanto altro vi viene in mente. Ma questa è un’altra storia.

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