Ho passato la vita a credere che Carlo Croce fosse un signore elegante ed ora mi sento uno stupido

Carlo Croce (ala Charlie Cross)Ho passato la vita a credere che Carlo Croce fosse un signore elegante ed ora mi sento uno stupido. La sua iniziativa di raccogliere firme per convocare una assemblea straordinaria dei soci dello Yacht Club Italiano il cui scopo ultimo è inficiare l’elezione di Nico Reggio a presidente, penso che sia il gesto più volgare a cui abbia mai assistito nella mia vita velica. Di più, la più rozza, insensata iniziativa velica di cui sia mai stato testimone. Non si tratta di saper o meno perdere, siamo molto oltre questo. Siamo alla completa assenza del senso del ridicolo. C’è tutto un mondo che ride più su della sopraelevata che schiaccia quel circolo verso il mare. Mi hanno insegnato che niente è più grave dell’assenza del senso del ridicolo. Ebbene, questo signore sembra esserne immune. Sapevo già di aver frequentato delle scuole molto diverse da quelle di Charlie Cross (aka Carlo Croce), adesso ho la sensazione di aver vissuto su un pianeta diverso. Come fa Charlie a non vedere, capire, sentire, che quello stesso senso del ridicolo del quale è privo, in conpenso lo sta travolgendo? Non bisogna essere necessariamente dei soci dello YCI per sapere che quel circolo nelle ultime settimane ha voltato pagina, aperto ad un nuovo orizzonte che prescinde dalle paturnie di un anziano dirigente incapace per tutta la sua vita di dirimere una sola diatriba, per quanto minima e poi, di colpo, artefice di una guerra per bande. Che razza di metamorfosi è questa? Non mi viene in mente niente di diverso da un principe che si trasforma in rospo. Uno al quale scompare il blazer sempre impeccabile e rimane in canottiera sporca di sugo. Charlie Cross non è più e non sarà mai più il presidente dello YCI, a Genova lo sanno tutti, anche le bitte. Perché non farsene una ragione? C’è chi impiega una vita a crearsi un nome, una posizione, una credibilità. C’è poi chi quel nome se lo trova nella culla senza alcun merito. Brillando di credibilità, autorevolezza, riflessa, tanto grande è il genitore. E’ la differenza che passa tra una stella e un pianeta, no? Lei non ha brillato di luce propria e quella del suo nome non arriva a illuminare il pianeta rancoroso dove si è cacciato. In quanto al nome, c’è invece chi non fa niente per meritarselo e poi, al momento della pensione decide che è il momento di smascherare l’equivoco. Resta il fatto che tutti quelli che hanno creduto in lei come dirigente velico, caro signor Cross, oggi si sentono offesi, frustrati, indignati. O semplicemente cretini, come me.

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37 commenti su “Ho passato la vita a credere che Carlo Croce fosse un signore elegante ed ora mi sento uno stupido”

  1. “L’eleganza”dell’articolo mi fa pensare che l’autore abbia ragione a sentirsi così, ma non per essersi sbagliato…
    Non sono a conoscenza dei fatti, ma conosco Carlo da quando eravamo bambini ed ho grande stima di lui.

    1. Grazie per la stima. Anche io conosco Carlo da alcuni decenni, principalmente per questo come parecchi altri sono rimasto scioccato dai suoi comportamenti, sui quali le suggerisco di informarsi.

  2. È leggendo queste cose che capisco a chi si ispira Crozza per creare i suoi personaggi… nello specifico “l’hater Napalm 51″… Caro scrittore, si dia pace, stando a ciò scrive appare chiaro anche ad uno stolto come me che lei non brillerà mai ne di riflesso ne di suo… vogliono solo sperare per il bene dello YCI che lei stia facendo tutto da solo, e tale insensata ed inutile ostilità sia solo alimentata da chiara invidia e dall’affanosa ricerca di un po’ di visibilita’ a danno di una situazione comunque difficile, per la quale sono certo che tutti i Soci gradirebbero la massima discrezione e riservatezza. Distinti Saluti

  3. Articolo intellettualmente disonesto. Poi che modi, che volgarita’ davvero. Inoltre l’affrontate certi argomenti dando per scontati nella filo del discorso certi fatti, in modo che vengano presi dal lettore come verita’- il vecchio trucco dei comunisti, solo che non ci casca piu’ nessuno.. ( e chi lo dice poi che Il Sig. Croce non sara’ mai piu’ presidente dello Yacht? Lei? Le ” bitte” ?- e poi- lo sa Lei che al Sig. Croce non gliene importa niente di essere presidente dello Yacht in quanto tale? Potesse ritirarsi in pace lasciando il club nelle mani di un SIGNORE – sa Lei cos’e’? – lo farebbe immediatamente. Giustamente non vuole lasciare il club nelle mani di Gente come Lei- persone che usano il club per interessi privati e/o speculazioni edilizie- persone che vogliono trasformare un eccellenza italiana a Genova, nel solito’ clubbino snob alla Golf di Rapallo, con 4 industrialotti genovesi che lo usano a propria immagine e utilita’- e questo club, questa eccellenza Italiana e’ diventata tale in gran parte per merito della famiglia Croce- quindi Lei- o e’ intellettualmente disonesto, o e’ decisamente mal informato- personalmente penso Lei sia tutti e due). Ho schifo di tutta questa storia. Vergogna alle persone che ci sono dietro. Un grande applauso al Signor Carlo Croce.

    1. Colpo di scena. Secondo Federico a Croce non importa niente di essere presidente dello Yacht Club Italiano in quanto tale. Allora perché sta succedendo tutto questo?

      1. Vede Bontempelli, è cosa nota che Croce abbia rifiutato cariche più onorevoli dell’essere presidente: si informi se non ci crede, è scritto anche sul secolo e Raggio (!) lo conferma pubblicamente. Vede Bontempelli vedendo che chi è in grado di sputare tutto questo veleno, definisce lo yacht club italiano un covo di vipere..evviva, Lo è! Anzi è peggio e mi creda, stia ben lontano. Capisca Bontempelli che il punto attuale è che o si ha un tipo di pensiero o se ne ha un altro. Vede Bontempelli, io umilmente le consiglio di andare a dare un occhiata a chi sono questi “250 noti cretini” (250 per ora) che non hanno gradito come è arrivata la nuova Direzione non rispettando una consuetudine secolare. Evviva Bomtempelli in effetti! ci sono persone come lei! che pubblicamente esibiscono di che pasta sono fatti. vede Bontempelli se lei sa tutte queste cose, saprà anche che è la nuova direzione ad avergliele in qualche modo comunicate perché vede Bontempelli l’understatement – che le consiglio di leggere sul vocabolario, è cosa ben nota allo yacht club italiano. O meglio, lo è stata, fino all’arrivo di questi nuovi con la loro ilarità mediatica. Cordialità Bontempelli e si ricordi che lei che allo yacht club non ci ha mai messo e non ci metterà mai piede, lo sanno anche le bitte. E infine in realtà grazie Bontempelli per questo articolo perché parla da solo.

        1. Lei è uno spasso Alberto Manca. Anche il suo commento parla da solo: il delirio sconnesso di un signore autonominatosi usciere: colui cioè che decide chi entra e chi no allo Yacht Club Italiano. Le darò una ferale notizia: il mio nome è appeso, insieme a quello degli altri membri di equipaggio di Victory ’83, su qualche parete del vostro circolo. Si informi. E abbia cura di sé, mi pare francamente necessario.

  4. Mi piacerebbe leggere il commento di qualcuno che la pensa come l’autore dell’ articolo, ammesso che ci sia, perchè sono sempre più convinto di non essermi sbagliato.

      1. Generalmente non prendo in considerazione le opinioni di chi tratta su Facebook argomenti così delicati, ho fatto un’eccezione con Lei perchè mi ha colpito il livello del Suo articolo contrapposto alla classe che Carlo e suo padre hanno sempre dimostrato.

        1. Già che è in vena investigativa, perché non prova ad informarsi sul bel ricordo che Carlo Croce ha lasciato in World Sailing dove è stato il primo presidente della storia a non essere rieletto per il secondo mandato. Oppure in FIV, dove in 8 anni non è stato capace di risolvere il problema della classe più diffusa, i Laser. A causa della sua incapacità di prendere decisioni centinaia di velisti italiani da 2 anni sono costretti ad una doppia tessera per regatare. Carlo Croce è stato un disastro di dirigente sportivo, voi allo Yacht Club Italiano siete stati solo gli ultimi ad esservene accorti.

          1. Penso che Federico le abbia già risposto esaurientemente, non saprei esprimere meglio il mio pensiero.

  5. Penso che persino la nuova direzione, con la segnalazione di questo offensivo articolo, avrà cura di rimuovere il suo nome. Di nuovo grazie per l’aiuto! E le garantisco che sarebbe un onore per me essere Usciere dello yacht club italiano. Ma i miei consoci purtroppo, sono più democratici di me. Cordialità.

  6. Caro Sig. Bontempelli- vede a noi “vecchi” soci dello Y.C.I interessa che il club sia frequentato da persone “per bene” – da persone che non scriverebbero un articolo come il suo neanche al peggior nemico- perche’ in un mondo perfetto si circonderebbero se potessero solo di nemici onorevoli. Purtroppo il mondo moderno, la maledetta vita sociale ed ahime’ volgari neccessita’ di bilancio, costringono a volte ad allargare il cerchio a persone che si credono- o ci si sforza di credere per troppa bonta’ – “per bene” anche loro. Purtroppo invece la cultura, l’educazione, la dignita’ e l’onore non si possono acquisire nel corto percorso di vita- o ce l’hai o non le avrai mai. E Lei non sa con quanta amarezza mi accorgo di cio’ ogni giorno della mia vita…
    Lo Y.C.I. e’ nato come un circolo di amici di questa pasta- se lo vuole paragonare alla FIV- lo faccia pure, ma sbaglia- forse gente come Lei e questa nuova dirigenza dovreste effettivamente occuparvi di questioni politiche. Cosi’ contribuireste con la Vostra grande capacita’ a rendere questo mondo migliore- come stanno facendo quelli come Voi in politica. I nostri figli e nipoti Vi ringrazieranno- davvero..

    1. Gentile signor Federico, capisco che il mio articolo non le sia piaciuto per niente, a Lei come ad altri soci dello Y.C.I.. Me ne faccio una ragione. Quello che mi è difficile comprendere è come sia possibile dare lezioni di stile, di vita, di educazione in nome di qualcuno che ha semplicemente perduto una votazione perfettamente democratica e non è capace di accettarlo. Evidentemente questo per Lei è elegante, se non addirittura chic.

  7. Ma un socio che vede nel club un momento di benessere , avulso dalle isterie politiche , burocratiche , economiche che lo circondano in ogni minuto della vita lavorativa e spera di trovare in amici dello stesso club la passione per il mare in tutte le sue meravigliose sfaccettature a che verità di questa tristissima faida deve credere ?

    1. E lo chiede a questo soggetto qui?!?! Che continua a insultarci e nemmeno è socio?

      No guardi, se vuole avere spiegazioni vada dentro il Club, in segreteria sono depositati tutti gli atti, li chieda e li legga. Caro Consocio non alimenti il becero pettegolezzo con la retorica della tristissima faida… cordialità.

  8. La mia impressione e’ che nel quadriennio ISAF Croce abbia combinato poco o nulla:
    – non e’ riuscito a risolvere la questione Assolaser / FIV. Considerando che al momento aveva sia la presidenza di FIV che ISAF e quindi rappresentava sia una che l’ altra, mi sembra veramente un primato di incapacita’.
    – La questione Malese…la federazione internazionale di ping pong e’ stata piu’ risoluta dell’ ISAF.
    – Mancanza di trasparenza nell’ intero mandato. E prima delle elezioni si rifiuta di comunicare con i giornalisti e di confrontarsi con gli altri candidati.

    Ecco, ricorda molto uno dei tanti politici italiani, comunisti (visto che sono stati tirati in ballo) o no. Contrariamente a quanto dice Bontempelli, potrebbe andare bene per un circolo velitico italiano ma non certo per un’ organizzazione internazionale.
    Poi personalmente della vicenda della mancata elezione allo YCI non so nulla e magari i commentatori e Croce hanno tutte le ragioni a sostenerla.
    Infine una domanda: dove sarebbe questa presunta ‘eccezionalita’ ‘ dell YCI? sinceramente nel mondo delle regate conta come il due di picche. Eccezionale forse come circolo golfistico. Per me, nella vela, eccezionali sono lo SVOC, Malcesine, la Fra…ops, ah no.

      1. Chi chiede in cosa consiste l’eccezionalità di un club come lo YCI, fortunatamente non potrà mai farne parte…

        1. Parafrasando uno troppo spiritoso perché Lei lo conosca, anche io non farei mai parte di un club che accetta uno come lei come socio. Quindi siamo felici entrambi, salvo che io non ho la spocchia per rinfacciarglielo. Non mi sembra una differenza di poco conto.

          1. Direi che non ha parafrasato, ma invertito il senso della battuta di Woody Allen…comunque non sono socio dello YCI.

      1. Cari signori e caro Luca chiedo cortesemente di escludere dalla vostra discussione il Golf di Rapallo che in questa vicenda non c’entra assolutamente. Dico poi a Federico, sicuramente esperto velista, di non fare apprezzamenti sul Golf di Rapallo e sui golfisti perché evidentemente ha problemi a calpestare un green.
        Comunque viva lo YCI.

  9. Allora Bontempelli ha saputo le novità? La nuova Direzione dopo due mesi dalle sua elezioni è stata costretta a rinunciare alla carica perché non gradita dal più gran numero dei soci e tempo 12 mesi ci saranno nuove elezioni. Chi lo sa se i rappresentanti di questa direzione così poco piaciuta non vorranno direttamente dare le dimissioni da soci del Club? Portandosi con loro la coccarda con il Suo nome.. da vita di Club, c’è lo aspetteremmo un po’ tutti. Cordialità.

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