Thomas Lipton e il saper perdere

Se fosse richiesta una sola immagine per cercare di spiegare il senso della partecipazione di Thomas Lipton alla coppa America la sola prima pagina del New York Times di mercoledì 28 luglio 1920 potrebbe davvero essere sufficiente.

Salto nel tempo. 97 anni fa. La quinta regata della tredicesima edizione della coppa America si è appena conclusa con la vittoria del defender Resolute per 3 a 2 nei confronti dello sfidante, Shamrock IV di Thomas Lipton. E’ una rimonta. Il defender era sotto di 2 a 0. Mai prima nella storia delle regata il defender era parso tanto in difficoltà, tanto vicino alla sconfitta. Anche per questo c’è tanta enfasi nel lunghissimo titolo a tutta pagina. Mentre sospiriamo nel rimpiangere un tempo nel quale la coppa America irrompeva con agio sulla prima pagina del più importante quotidiano al mondo, scorriamolo il titolo. “Resolute vince la regata finale e conserva la coppa America. Shamrock perde in una regata lenta con 13’05” di vantaggio”. Questa è la cronaca essenziale. Come da manuale di giornalismo. L’ultima riga del titolo, la terza, è, incredibilmente, tutta per lo sconfitto: “Best boat won”, says Lipton who will build Shamrock IV. Ha vinto la barca migliore, dice Lipton, che costruirà un nuovo Shamrock. Prima il plauso al vincitore, quindi la rassicurazione: tornerò. Perfetto. Il vincitore è dimenticato, ma pazienza, se è proprio quello che l’ America vuol sentirsi dire. Questa volta il manuale non è di giornalismo, ma di buone maniere. Ciò per cui è famoso Lipton. Un box a centro pagina ipotizza una sfida successiva nel 1922. In effetti l’edizione successiva della coppa America si svolgerà solo nel 1930, la prima con i J class.

vedi articolo

Effettivamente uno Shamrock V sarà presente come sfidante, ma verrà spazzato via dal defender Enterprise con un travolgente 4 a 0. Quella del 1920 è dunque certo la migliore tra tutte le 5 sfide di Thomas Lipton in coppa America. La popolazione scopre che è difficile fare a meno di lui. Del suo senso dello sport. Qualcuno ha provato a mettere il relazione la montagna di denaro speso da Lipton nelle sue sfide con il ritorno in immagine della compagnia che porta il suo nome, scoprendo che forse la somma destinata allo yachting sia stata persino ben spesa. Tutto ciò, prima che una strategia di marketing, appare irrilevante, come una conseguenza persino involontaria, una specie sorriso del destino. Lipton in coppa America ha perso, riperso e poi ancora perso. Ma, qualunque fosse la motivazione reale, non ha mai smesso di crederci. Questo ha fatto la differenza nell’immaginazione di tanti, in un’epoca nella quale le storie della coppa America si leggevano in prima pagina. Dopo la quinta sconfitta del 1930 lo stesso New York Times lancia una sottoscrizione tra i suoi lettori per l’acquisto di un trofeo ancor più bello della coppa America. Trofeo da regalare a Lipton. Arrivano 16 mila biglietti da un dollaro. Il raccolto viene portato da Tiffany che realizza una coppa. Quando la consegnano a Lipton, che era capace di sdrammatizzare in qualunque situazione, semplicemente non riesce a parlare, toccato come è dal gesto. Morirà pochi mesi dopo, il 2 ottobre 1931.  

 

 

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