Ricordate il caso della pagina Facebook denominata “Amici della vela“? Con ben oltre 10 mila iscritti è la pagina, o più precisamente era, il luogo virtuale dedicato al nostro sport più popolare. La pagina era gestita dalla Federazione Italiana Vela sino all’inizio della scorsa estate quando, con una mossa a sorpresa, il suo amministratore (un dipendente FIV) se ne è chiamato fuori, con quello che ai più era parso un pretesto, ossia la presunta di incapacità di gestirne i contenuti. Il problema di gestire contenuti potenzialmente diffamatori è certo uno dei problemi maggiori delle pagine di Facebook e dei social media in generale. Esistono però delle contromisure. Quella della segnalazione dei contenuti inadeguati e della conseguente rimozione risulta piuttosto efficace in un gruppo attivo e dinamico come lo era quello degli Amici della Vela. Ma il suo amministratore decise di rinunciarvi abbandonando il gruppo al suo destino. Che sarebbe stato quello della chiusura della pagina stessa se l’eredità non fosse stata raccolta da nuovi amministratori: il gruppo adesso si chiama Amici della Vela 2.0 e gode di ottima salute. Resta infatti il più popolare tra i velisti italiani. Che la FIV avesse rinunciato alla gestione del gruppo è stato, sul piano della comunicazione, un incomprensibile atto autolesionistico. I media di nautica che sgomitano sul web, per spazi di aggregazione con numeri e conseguente audience, infinitamente inferiori a quelli della pagina Amici della Vela. Eppure la FIV rinuncia a gestirlo, di fatto regalandolo. Adesso quella decisione ha una spiegazione. La troviamo in una email che l’avvocato della Fraglia della Vela di Riva ha scritto nei giorni scorsi a qualche indirizzo di troppo perchè potesse sperare che restasse circoscritta. L’avvocato scrive agli attuali responsabili della pagina Amici della Vela 2.0 lamentando la pubblicazione di una vignetta satirica di Cinico Sailing dai contenuti ritenuti diffamatori nei confronti della Fraglia, chiedendo di elimarla dalla pagina. Argomentando, l’avvocato scrive: ” (..) segnalo come la pagina “amici della vela” precedente alla 2.0 sia stata eliminata su mia richiesta dalla FIV, proprio per non far incorrere l’amministratore, organico alla stessa federazione, in denunce querele (..)”  Bene, il mistero sul perchè dell’abbandono federale alla pagina più preziosa sui social network, è svelato. L’avvocato della Fraglia chiede, la FIV esegue anche se questo è contro i suoi interessi. C’è qualcosa che non torna. O l’avvocato millanta, oppure il presidente Ettorre deve delle spiegazioni. Su chi comanda davvero a Genova.

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La prossima dovrebbe essere la settimana decisiva. A Genova, negli uffici della Federazione si siederanno allo stesso tavolo Francesco Ettorre insieme a AICL (l’associazione italiana della classe Laser attualmente riconosciuta), ILCA (l’associazione internazionale della classe) e Assolaser (l’associazione italiana disconosciuta dalla FIV, ma tuttora riconosciuta dalla classe internazionale). Se, come assicurato, Assolaser si presenterà con un nuovo Statuto gradito alla FIV si dovrebbe arrivare in tempi brevissimi a nuove elezioni in Assolaser (che nel frattempo diverebbe una scatola vuota) con il completo travaso di AICL nel nuovo soggetto. Verrebbe così salvo il principio difeso con i denti da ILCA di mantenere una entità col medesimo nome (Assolaser), anche se questa non avrebbe più niente a che fare con il passato. E’ una soluzione soddisfacente? Apparentemente per nulla. Sullo stesso piano dei principi inderogabili tirati in ballo da ILCA, continua ad essere inaccettabile che la classe internazionale possa imporre ad una autorità nazionale alcunchè, tanto meno chi gestisce la classe. E’ però vero che se la matassa si dipanasse attraverso un compromesso del genere, la ricaduta immediata sulla classe, qualunque sia il suo nome, sarebbe quella di porre fine d’incanto al problema del doppio tesseramento. Dei doppi calendari. Etcetera. E allora viene da pensare che vale la pena di ingoiare tale rospo. In fondo si tratta solo di un nome completamente svuotato da tutto quello che ha significato in passato, no? Bisogna anche dire che, per arrivare a questo punto, il presidente Ettorre si è dato molto da fare. Ha incontrato i dirigenti di ILCA in Italia in estate e poi di nuovo in Messico, durante l’assemblea World Sailing. Si è mosso (come del resto quasi sempre in questi primi 12 mesi) in modo scomposto e contraddittorio. Con il suo inglese assai meno che spavaldo, ha scalato una montagna gigantesca. Facendo anche molti errori. Ha cominciato sbandierando una trasparenza d’azione che è durata meno del maestrale. Poi ha lavorato dietro le quinte, cosa che gli riesce meglio. Se davvero riuscirà a gestire la transizione tra AICL e Assolaser vigilando, vigilando bene, che non ci sia nessun tentativo di rimettere in gioco la vecchia dirigenza, Ettorre potrà appuntarsi al petto la prima e unica medaglia del suo sinora piuttosto confuso mandato. Rimediando ad un disastro che ha un preciso responsabile: Charlie Cross. A proposito, visto che c’è molto da vigilare, vigileremo anche noi. Male non farà.

Charlie Cross e Francesco Ettorre

 

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E’ passato un anno abbondante dalla elezione di Francesco Ettorre alla presidenza della FIV e la stagione delle regate è finita. Due ottime ragioni per delineare un bilancio sullo stato di salute delle classi olimpiche italiane. Cominciamo dai dati obiettivi, cioè dai risultati. Ecco, classe per classe, i due migliori risultati italiani ai campionati mondiali e continentali (per quest’ultimi abbiamo tenuto conto della classifica “open“)

I migliori due italiani in ogni classe in questa stagione

 

Sono risultati soddisfacenti? Non sembrerebbe proprio, specie se si considera che nell’anno post olimpico molte nazioni (quelle che non possono contare su sovvenzioni statali come la nostra in particolare) procedono ad attività ridotta. Sono risultati soddisfacenti? Non sembrerebbe proprio, specie se si considera che l’Italia viene da due edizioni olimpiche consecutive, Londra e Rio de Janeiro senza medaglie. Eppure alla luce di questi numeri tanto il presidente Ettorre quanto il direttore tecnico Michele Marchesini, si dichiarano più che soddisfatti. Tanto nessuno osa contraddirli. Beh, non è questo il caso. E’ noto che il presidente federale non abbia un curriculum da regatante. Questo però non gli impedisce di intervenire a gamba tesa nelle questioni tecniche. Con esiti discutibili. Quando nel “recensire” la stagione il presidente (e con lui il DT) cita tronfio i brillanti risultati della vela giovanile come segnale di ottimismo per il futuro è impossibile non sentirsi presi in giro. Da sempre la vela italiana ha buoni risultati nelle classi giovanili senza che mai questi si siano trasformati, nel tempo, in medaglie olimpiche. Indagare sul perchè questo accada sarebbe un dovere di ogni dirigente sportivo in buona fede. Ma non succede. L’autoreferenzialità delle classi è un problema molto serio sul quale la FIV non è capace di intervenire. In compenso interviene spesso a caso. Lo scorso 7 marzo a Roma in occasione di un premio velico (qui) il presidente Ettorre annuncia un determinante rinforzo per la squadra olimpica. Nientemeno che l’ingaggio di un tecnico della coppa America e di un medagliato olimpico. “Una giornata importante”,”un salto di qualità tecnico”,”un innesto importante”. Cinguettò così il presidente in favore di telecamera. Pochi mesi dopo il roboante annuncio sapete che è successo? Il medagliato olimpico non ha mai firmato il proprio contratto. E l’altro, dopo poche settimane, ha scelto di tornare ad occuparsi di coppa America. Gran bella partenza mister Ettorre. L’Italia malconcia e non pervenuta alle olimpiadi, ringrazia. Ma in che mani siamo?

Francesco Ettorre

Francesco Ettorre

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