Un tribunale lento come la merda che esce dal culo

Perdonate il titolo. Purtroppo è strettamente necessario. E se pensate che sia offensivo siete fuori strada. Già. Per il Tribunale Federale, lo spiega esso stesso motivando la sentenza che vedeva opposti due genitori di due optimisti (Barbara della Valle e Monica Lutterotti) e la Fraglia della Vela di Riva con il suo allenatore Santiago Lopez, la frase “sei lento come la merda che esce dal culo” rivolta ai ragazzini “non può essere ritenuta offensiva per il contesto e le modalità specifiche”. Dunque, sostenere che il Tribunale sia stato lento a diffondere una sentenza depositata il 7 dicembre, ma resa pubblica solo l’11 alle 15, non è offensivo, viste le modalità specifiche. E’ solo un pretesto. Ben più importante è che per il Tribunale Federale le scuole di vela italiane sono una specie di sintesi tra un camp per marines e un angiporto, dove gli insulti sono creativi, pur restando volgarissimi. Ora è in qualche modo reso ufficiale, messo nero su bianco. Viene certificato uno stile, un atteggiamento che praticamente in ogni altro settore della nostra società sarebbe definito oltre il limite del bullismo. Che ne pensano il presidente Francesco Ettorre e Alessandra Sensini, a capo del settore giovanile? Avranno la sensibilità per spendere due parole sull’argomento? Le scuole di vela “macho per macho“, dove i piccoli decenni sono strapazzati a male parole, sono il modello che anche loro hanno in mente? Pensano anche loro che SLCLMCEDC (acronimo dell’immortale scemenza detta da Lopez) sia un modo sensato per approcciare un minore? Pensiamo sia indispensabile che chiariscano il punto. Sul tavolo, per arrivare a questa sentenza, ci sono due testimonianze video scioccanti su atteggiamenti dell’allenatore che vanno ben oltre la frase ingiustamente famosa. Per il Tribunale Federale quei video, i loro contenuti, simili alle deposizioni rese davanti al Procuratore Federale, sono in qualche modo confutati da altre testimonianze rese durante l’istruttoria. La naturale conseguenza di questo ragionamento è che i contenuti di quei video sono almeno parzialmente falsi e gli autori di quelle testimonianze almeno parzialmente bugiardi. Davvero? Nelle motivazioni della sentenza si legge che non è dimostrata la condotta illecita dell’allenatore e per questo viene prosciolto. Qualcosa non funziona. La testimonianza accorata e accurata di una minore è stata confutata. Bella responsabilità. E anche un segnale inquietante. Altri watt, altra potenza alla luce sinistra che sembra illuminare adesso, grazie a questa sentenza, la vela giovanile italiana. Dobbiamo necessariamente riparlarne. Se comunque l’allenatore è stato prosciolto, non così il club che organizzava la scuola vela “macho per macho“. Alla Fraglia Vela di Riva tocca una deplorazione scritta, che non appare semplice da decifrare. Non siamo stati capaci di reperire un precedente simile. Solo questo significa che al club trentino tocca l’onore, si fa per dire, della prima volta. Nessun circolo velico italiano può vantare una vergogna simile sul proprio diario di bordo e speriamo vivamente che la circorstanza induca il presidente Giancarlo Mirandola a riflettere. Voleva la gloria, l’ha avuta: nessun dirigente velico prima di lui ha ricevuto una sanzione simile disintegrando la reputazione del proprio circolo. Di peggio può solo affondarlo definitivamente ed è sorprendente che nessuno di quelle parti si renda conto di quanto siamo vicini a tanto. O meglio, veramente qualcosa di peggio c’è ed è non credere alla testimonianza di una bambina. A proposito. Fossimo i suoi genitori la cosa non finirebbe qui. I machi non ci sono mai piaciuti.

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1 commento

  1. Complimenti per l’efficace giochetto degli scambi di ruolo. Ha reso evidente che gli adulti considerano tollerabile per i bambini/e ciò che considerano intollerabile per loro stessi. Grazie per essersi messo dalla parte dell’infanzia. Vi incoraggio a continuare. Ogni bene

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