Alessandra Sensini: l’inadeguatezza al potere

Troviamo di un raro squallore che Alessandra Sensini, responsabile della vela giovanile, trovi il tempo e il modo di farsi un selfie con la brava Giorgia Speciale in testa alla classifica ai mondiali giovanili in corso in Cina. Ci pare infatti al limite dell’offensivo nei confronti di tutti i ragazzi della vela italiana che immeritatamente in questo caso la Sensini rappresenta, trovare il tempo per queste facezie, ma non trovarlo per esprimere un parere sulla sentenza che nei giorni scorsi ha scosso alle fondamenta al vela giovanile. Non è la prima volta che la Sensini mostra una rara insensibilità verso i problemi che la circondano. Due anni fa con lo stesso ruolo si trovò in Malesia mentre il mondo intero della vela veniva travolto dallo scandalo dell’esclusione degli atleti israeliani dalla competizione. Anche in quel caso, questo politico specializzato nel puntualizzare i propri diritti, ma cieca e sorda quando si tratta di agire nell’ambito dei propri doveri, fece scena muta. Altre federazioni più illuminate presero posizione, l’Italia purtroppo no. In quella occasione la Sensini fu pessima, facendo vergognare l’intero movimento nazionale. Stavolta ha fatto persino di peggio. Pare straordinaria la velocità con la quale la signora del windsurf italiano, la più grande windsurfista di tutti i tempi, è stata capace di dilapidare tutta la sua credibilità conquistata lungo una carriera memorabile, quasi leggendaria. Ma la verità è che la Sensini che vinceva, anzi stravinceva in acqua, come politica è men che mediocre. Da super star a super pippa, questo è successo se si osservano i fatti. Il capo della vela giovanile italiana ha il dovere di parlare della sentenza emessa dal tribunale federale che sancisce un nuovo modello educativo. Se non lo fa, tragga le conseguenze necessarie e se ne vada.

 

 

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