Giorgia urla. Siete sordi?

C’è una velista adolescente che in questi giorni sta facendo parlare molto di se. Non per le sue imprese in regata, il Laser 4.7 è la sua barca, che pur sono notevoli non solo in campo nazionale, ma per ben altro. Il suo nome è Giorgia Cingolani. Ed è l’autrice di una denuncia sconvolgente che se avete dimenticato (risale al luglio scorso), vi consigliamo di rivedere qui. Questa denuncia, insieme a quella della madre di Giorgia, Barbara della Valle (la potete rivedere qui) e di un’altra mamma, Monica Lutterotti (la cui testimonianza potete rivedere qui) hanno portato al procedimento contro la Fraglia Vela di Riva del Garda e del suo allenatore Santiago Lopez. Come è noto quel procedimento si è concluso (le motivazioni della sentenza le trovate qui) con il proscioglimento di Lopez e una deplorazione scritta nei confronti del club velico di Riva del Garda. Le motivazioni hanno suscitato molte perplessità e parecchi malumori nei confronti di quali la presidenza FIV ha fatto sostanzialmente orecchie da mercante. Perchè se è certamente vero che le sentenze si rispettano, queste devono poter essere discusse specie come quando, come in questo caso, investono uno dei cardini del nostro sport, la sua porta d’ingresso principale, quella verso gli adolescenti. Il presidente Ettorre e il responsabile della vela giovanile Sensini devono uscire dalla banalità di “rispettiamo l’autonomia del Tribunale Federale” per affermare con chiarezza a quale modello di vela giovanile pensano. Quello eufemisticamente ruvido, definito dalle motivazioni della sentenza che sdogana il linguaggio triviale consentito all’istruttore Lopez, oppure un altro. Ma quale altro? Mentre aspettiamo una presa di posizione che tarda ad arrivare, la credibilità dell’intero impianto della vela giovanile italiana mostra tutte le sue crepe. Perchè l’intreccio che vede opposta la piccola/grande Giorgia Cingolani, sua sorella Carlotta e sua madre da un lato e la Fraglia Vela di Riva d’altra è lungi dall’essere finito. Non è concluso per la semplicissima ragione che i bambini, gli adolescenti sono strutturalmente incapaci di accettare le bugie. E nella sua giovanissima carriera di velista di gran talento, Giorgia Cingolani di bugie ne ha già viste troppe. Noi come lei siamo attoniti di fronte all’atteggiamento del suo vecchio circolo. Lo abbiamo scritto più volte, lo ripetiemo ancora in questo mondo di sordi: un club velico, a maggior ragione uno dei più importanti d’Italia e d’Europa, non può entrare in guerra con un bambino e con i suoi genitori. Se lo fa, non ha capito il proprio ruolo e il senso della propria esistenza. Un semplice incidente di percorso è diventato un caso nazionale per l’incapacità di un circolo di ammettere i propri errori, in principio piccoli, poi sempre più grandi in un crescendo travolgente. Incapace di vedere oltre il proprio naso il presidente della Fraglia Giancarlo Mirandola ha trascinato il suo circolo al minimo storico della sua popolarità, subendo una deplorazione scritta da parte del Tribunale Federale che è uno schiaffo a cinque dita al suo orgoglio e alla sua storia. Tutto questo pur di non ammettere che il suo allenatore Lopez si era comportato in modo incontrovertibilmente inadeguato. Già, si trattava di essere umili per un istante e riconoscere un errore. Ma essere umili, anche solo temporaneamente, non è proprio la migliore delle qualità del presidente Mirandola. Il presidente Ettorre avrebbe potuto indurre Mirandola ad evitare tutto questo. Ma non ne è stato capace. Il fatto che ci abbia provato a lungo parla in modo preoccupante dei suoi limiti come mediatore. Nella storia della FIV non c’era mai stato un circolo con un atteggiamento altrettanto ribelle rispetto al centro. E il precedente è pericoloso. Molto pericoloso. Così come lo è continuare a minimizzare la rabbia di Giorgia. Giorgia Cingolani ha scritto questa lettera al Procuratore Federale:

 

Denuncia di Giorgia Cingolani su Santiago Lopez

Procuratore sono Giorgia Cingolani e ho saputo che lei ha archiviato il procedimento su Santiago per quello che è successo a Malta l’anno scorso perché lui ha detto che non ha fatto assistenza ai tre della fraglia che regatavano e questo non è vero perché io ero in acqua e Santiago seguiva i tre in acqua e a terra. In acqua stava sul gommone di Cervia con l’istruttore Nicola Bissi. Santiago seguiva i 3 come sempre durante le regate, faceva i breafing e regolava le loro vele. Ricordo anche che durante il penultimo giorno in acqua ho protestato un ragazzino di Santiago, Alex de Murtas, e Santiago poi ha parlato con il mio allenatore Antonio Tamburin per chiedergli se io avevo poi fatto la protesta a terra. Questo glielo può confermare anche Antonio Tamburin. Tutto quello che sta succedendo non è bello e non mi piace perché io dico la verità.
Come tesserata FIV ho imparato che se vengo a conoscenza di qualcosa che è un illecito ho l’obbligo di denunciare e quindi io voglio denunciare che Santiago ha dichiarato il falso sia per il fatto di Malta ma anche per quello che ha dichiarato sull’episodio della palestra perché sono stata io ad accompagnare mia sorella in palestra il 7 febbraio e l’ho lasciata a Santiago che l’ha fatta entrare poi quando me ne sono andata la cacciata dalla palestra. Io voglio denunciare queste cose e voglio essere sentita.
Giorgia Cingolani
Chi si prende la responsabilità di dire a Giorgia che le sue speranze per una vela più pulita sono mal riposte? Vuol farlo lei presidente Ettorre?
———————————————————————————————–

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.