BERTRAND

L’australiano (di Melbourne) John Bertrand vince la coppa America nel 1983. Ma di lui ormai, sai quasi tutto. Forse stimolerà di più la tua curiosità sapere del suo omonimo californiano che verso la fine degli anni Settanta (cioè prima della vittoria di Australia II) “minacciava” di diventare largamente il più famoso dei due. Cominciamo con il mettere a posto l’età: ci sono 10 anni di differenza tra i due, l’australiano (Victoria è lo stato di Melbourne, pensa non lo avevo mai notato: l’uomo che ha perpetrato la beffa a Vittoria –la vulnerabilità marinaresca inglese- veniva da Victoria) è del 1946. Il che vuol dire che quando nel 1975 il californiano di San Francisco John Bertrand vince il campionato nord americano dei Laser, ha 19 anni. E’ alto, ha gli occhi chiari. Soprattutto gli esplode un talento folgorante tra le mani e naviga tutti i giorni tra Alcatraz e il Golden Gate, dico: poteva andargli peggio. In quel momento la sua vita velica parte per una cavalcata strepitosa. L’anno dopo a Kiel, dove peraltro il mare ha lo stesso colore della san Francisco Bay, è già campione mondiale Laser. 1977, 21 anni di età e secondo titolo mondiale Laser. Non ha più rivali e sembra naturale il passaggio al più tecnico Finn. Il cambio di classe non muta l’attitudine. Il 1978 è il primo anno di Finn ed è, lo avrai capito, alla Gold Cup (i finnisti chiamano così il loro mondiale, che nella circostanza si svolse a Manzanillo, in Messico) John Bertrand è subito, strepitosamente, primo. Il vertice è però sorprendentemente vicino. Nel giugno dell’anno dopo (1979) a Malcesine, sponda veronese del Garda, c’è l’europeo Finn. John Bertrand lo vince con un tabellino da brividi 4-6-6-1-1-1. Il secondo è sepolto da oltre 30 punti di distacco, il nome di quel secondo? Jochen Schumann. Tre mesi dopo la Gold Cup, che stavolta Bertrand disputa da detentore, è a Weymouth, in Inghilterra. Forse è necessario ricapitolare in questo concentrato di regate. Questo Bertrand vince di fila due mondiali di Laser, uno di Finn insieme all’europeo. Ora se in assoluto non si può considerare un cattivo risultato un secondo posto in una Gold Cup, se questo avviene due volte di fila, con quel curriculum, sembra bizzarro. Addirittura atroce se in entrambi i casi a batterti è lo stesso velista, per la cronaca: Cameron Lewis, da Boston, Massachussetts. A Weymouth, nel ’78, Bertrand si gioca il titolo per una banale mure a destra-mure a sinistra (lui), ma resiste in testa alla classifica sino all’ultima bolina dell’ultima prova quando deve cedere al ritorno del coetaneo e connazionale Lewis. Servirebbero solo 5 mesi per la rivincita, perché il 1980 è anno olimpico e i mondiali sono nell’emisfero sud. La Gold cup è ad Auckland, quella Auckland lì, in febbraio. Ma di rivincita non si tratta. Alla partenza dell’ultima prova Cam Lewis è in testa con 0,9 punti di vantaggio su Bertrand. Chi arriva davanti dei due è campione del mondo Finn. La storia dice che ci fossero 30 nodi, certo è che è ricordata come una delle più belle regate di sempre. Allora, mi sa che ho dimenticato di dirtelo, le regate finiva di bolina. Bene, nell’ultima bolina, per 32 volte Bertrand virò per liberarsi dalla marcatura di Lewis. Per 32 volte Lewis rispose rimanendogli sulle vele. Vorrei aggiungere che virare una sola volta di bolina in Finn con 30 nodi risulta impossibile per il 99,99% dei tesserati Fiv. E mi sembra persino riduttivo, pensando al misto di potenza, agilità e vorrei dire grazia, necessari per muoversi a bordo di un Finn. Vedrai tra poco che non sono parole casuali. Per tornare a quella regata, alla seconda Gold Cup consecutiva di Lewis, si risolse in un inatteso stop alla carriera dei due. Per la semplice ragione che poche settimane dopo gli Stati Uniti decisero per il boicottaggio dei Giochi Olimpici di Mosca, privandoci del piacere di quello che sarebbe stata una selezione appassionante tra i due americani. Dal punto di vista di Bertrand fu, sportivamente, un dramma. Da prodigio a due volte battuto, persino privato della rivincita. Lo ritroviamo nel 1983, provare le selezioni per il defender della coppa America come tattico del texano John Kolius (argento nei Soling ai Giochi del ’76). Il tentativo è brillante, ma in fondo velleitario visto, parlo della barca, che si affida al vecchio Courageous. Il 1984 è finalmente di nuovo l’anno bisestile che porta le olimpiadi. Bertrand ci prova, nei Finn ovviamente. Le selezioni per non vanno come dovrebbero. Le ha in tasca Russ Silvestri, altro californiano. Bertrand è secondo. Nell’ultima prova Silvestri, giovane e sconsiderato, va fuori di testa. Senza averne affatto la necessita esce platealmente dalla linea poco prima della via, aspetta Bertrand e gli resta sulle vele rallentandolo in modo evidente. Quando a metà regata il gruppo è ormai irraggiungibile Silvestri sazio se ne va. La classifica dice che Silvestri ha vinto le selezioni e rappresenterà l’America ai Giochi che prevedono il programma velico a Long Beach. Bertrand non ci sta. Protesta. Accusa l’avversario di comportamento antisportivo si rivolge alla giustizia ordinaria. Te la faccio breve, ma il caso fu al centro delle discussioni veliche del pianeta: alla fine un giudice buttò fuori Silvestri dalla squadra olimpica e Bertrand coronò così il suo sogno olimpico, anche se forse non nel modo più ortodosso. Ora non ti voglio prendere per stanchezza, ma le olimpiadi 1984 nei Finn sono state vinte da Russell Coutts, proprio davanti a John Bertrand. Per quanto i simpatizzanti dell’ingenuo Silvestri storcano il naso, è un nuovo apice della carriera di Bertrand. Che prelude però un’altra grande delusione. Silurato Dennis Conner, scioccamente giudicato causa principale della sconfitta nella coppa America 1983 dal New York Yacht Club, lo stesso club decide di affidare proprio al duo di Courageous, John Kolius e John Bertrand l’ambiziosissimo progetto di riscossa immediata. Nasce cosi America II, ma Bertrand conferma che il settore “rivincite” non sia il suo preferito. America II non entra neppure nelle semifinali, e viene ricordata come una delle più disastrose (ovviamente in rapporto alle aspettative) campagne della storia della coppa America. Da allora, se ancora non ne hai abbastanza, Bertrand ha fatto molto altro. Seppur non paragonabile, era su Stars & Stripes nel 1992, per esempio. E’ ancora un grandissimo campione. Ma sembrava dover abbagliare il mondo. E prima di chiudere aggiungo che prendeva lezioni di danza. Lo faceva per migliorarsi in Finn, diceva e per questo prima accennavo all’armonia. E questo particolare ha sempre colpito molto la mia immaginazione. Ho sempre pensato che la vela avesse a che fare con il ballo.

« Back to Glossary Index