Se Giorgia Cingolani fosse un Laser, sarebbe più ascoltata? Lo chiediamo provocatoriamente al presidente federale Francesco Ettorre brillante risolutore della diatriba sul caso Laser, ma non ancora in grado di fare lo stesso con la quindicenne Giorgia. Già, Ettorre incassa l’indubbio successo nel caso che da anni tiene in scacco l’intero movimento velico italiano, quello della classe Laser.ILCA ha finalmente provveduto a revocare il proprio riconoscimento ad Assolaser e si accinge ad autorizzare l’attività di AICL. E’ giusto attribuire alla guida della FIV il pieno merito della risoluzione finale. Ettorre è riuscito con determinazione dove il suo predecessore Carlo Croce aveva miseramente fallito, riportando in modo chiaro, netto, inequivocabile, la Federazione saldamente alla guida delle associazioni di classe. Ettorre ha reso possibile, ha fatto, ciò che Charlie Cross alla guida contemporaneamente di FIV e World Sailing, aveva fatto sembrare irrealizzabile. In termini politici è una vittoria enorme che in questi giorni il presidente può assoporare, ma non gustare sino in fondo. Lo scintillante successo nella vicenda Laser è infatti in parte offuscato, come una nube dispettosa che intralcia un’ alba perfetta, da l’eco, tutt’altro che spento, di altra questione, quella legata all’ultima sentenza del Tribunale Federale, ancora sul caso Fraglia Vela di Riva del Garda. Nessuno della FIV, non il presidente, non coloro che a vario titolo si occupano di vela giovanile (Alessandra Sensini in testa) ha ancora sentito il bisogno di prendere posizione rispetto ad una sentenza che nei fatti tratteggia un modello didattico che definire “ruvido” è forse eufemistico. Come non era difficile immaginare questo silenzio non ha prodotto buoni frutti. Sui social media in queste ore il dibattito è accesissimo. Gli amministratori della pagina Facebook Amici della Vela 2.0, al culmine di una delle molte discussioni infuocate, hanno deciso di bannare proprio la quindicenne Giorgia Cingolani, figlia di Barbara della Valle, la genitrice che ha sollevato il coperchio sui discutibili metodi educativi messi in atto nella scuola Optimist della Fraglia della Vela di Riva del Garda e, a sua volta, bannata dalla pagina. Per gli amministratori della pagina madre e figlia non si attenevano alle linee guida della pagina, non nella sostanza dei loro interventi, ma nella forma di alcuni. Difficile non ammettere che la critica avesse un fondamento. Eppure resta ben fondato il dubbio che altre strade per ottenere lo stesso scopo, magari più mirate (censurando specificatamente i passaggi oltre il consentito non completamente le persone) sarebbero risultate più efficaci. Così facendo si fa (si è fatta) una pericolosa confusione tra vittima e carnefice. Giorgia Cingolani è la testimone di un modello sbagliato (che uno dei club velici più importanti d’Italia mette in atto da anni), però ha un cattivo carattere. E quello di sua madre è pure peggio. No. No. Giorgia Cingolani è una vittima. Punto a capo. Barbara della Valle è la genitrice che ha sfidato uno dei circoli più potenti d’Italia perchè ha visto le sue figlie a disagio dopo aver frequentato una scuola vela organizzata in nome e per conto della Federazione Italiana Vela. Questo passaggio è fondamentale. La pagina Amici della Vela 2.0 rappresenta una delle comunità veliche più numerose sul più popolare dei social media. Ce ne siamo occupati in passato (vedi qui), ora ci interessa rilevare che a seguito della decisione di bannare Giorgia Cingolani, circa il 3% degli appartenenti al gruppo hanno deciso di lasciare il gruppo medesimo in segno di disapprovazione e/o solidarietà nei confronti della quindicenne. Una reazione forte. Decisa. Sulla quale forse gli amministratori di Amici della Vela 2.0 avvieranno una riflessione. O forse no. In fondo non ci riguarda. Quello che più preme è che sia la FIV, il suo presidente, a non ignorare questi messaggi. Che urlano di una speciale sensibilità sull’argomento che è semplicemente folle ignorare. Il problema del modello educativo da proporre nelle scuole vela federali così come è tratteggiato dalla sentenza che assolve Santiago Lopez, allenatore della Fraglia di Riva, deve essere discusso adesso. Lo slancio del sucesso nella vicenda Laser possa essere d’inerzia. Giorgia e Barbara sono logorroiche, insopportabili, pedanti. E fanno un mucchio di errori, generose come sono. Ma sono le vittime ed è impossibile non stare dalla loro parte.Oltre che a voler loro bene.

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Il fatto che la FIV non abbia ritenuto opportuno aggiornarci dopo il suo Consiglio Federale in merito alla situazione della classe Laser non significa ovviamente che niente sia successo. L’ultima puntata ufficiale risale allo scorso 5 dicembre, quando si sono incontrati a Genova con il presidente Francesco Ettorre il rappresentante ILCA e i vertici di AICL. All’incontro era invitata anche Assolaser, che ha ritenuto non intervenire. Oggi sappiamo perchè. Non che il particolare sia sostanzialmente rilevamente: dalla riunione in questione è uscita la richiesta ufficiale della FIV a ILCA di disconescere Assolaser e riconoscere AICL. Cosa peraltro non ancora accaduta. Un passo alla volta. La novità di questa sera è il comunicato che Assolaser ha emesso dopo la propria assemblea tenutasi nel pomeriggio a Milano. Il comunicato è questo:

Da tempo abbiamo abbandonato la logica come strumento per decifrare i comportamenti di Assolaser in questi ultimi anni. Questo comunicato è concentrato di tutti i suoi difetti. Certo colpisce l’ardire nel definire AICLassociazione pirata” e molto altro. Ma colpisce molto di più che, pur definendola “remota e infaustaAssolaser per la prima volta ammette la possibilità che ILCA possa revocargli il riconoscimento come distretto. Siamo dunque ai titoli di coda. La FIV resta in attesa di comunciazioni da ILCA circa quel passaggio per la prima volta ammesso persino da Assolaser. Ci risulta che la FIV abbia già sollecitato ILCA che continua nella sua incomprensibile melina. Peccato non saperlo direttamente dalla FIV. Peccato che la FIV stessa al termine di un Consiglio Federale protrattosi per due giorni non abbia ritenuto necessario aggiornare la situazione. Trasparenza è una bella parola che i politici, anche quelli sportivi, usano spesso prima di essere eletti. E poi dimenticano nel corso del mandato.

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Era il giorno decisivo per la classe Laser italiana. E così è stato. A Genova, negli uffici della FIV l’incontro con ILCA, Assolaser e AICL. Colpo di scena: Macrino Macrì, segretario di Assolaser non si presenta. Di conseguenza crolla tutto il progetto sul tavolo. Ai presenti non resta che prendere atto della novità. La conseguenza principale la trae il presidente Ettorre che chiede in modo risoluto e ufficiale a ILCA, rappresentata dal segretario emerito Jeff Martin, di rompere gli indugi disconoscendo Assolaser e riconoscendo in modo ufficiale AICL. La FIV non era mai arrivata a ciò. E’ ILCA che sin qui ha difeso con i denti il principio di non cambiare la denominazione del proprio interlocutore. Ma ora Assolaser, assente ingiustificato al tavolo della trattativa, è indifendibile anche da ILCA. Quando si verifica che sul sito di Assolaser è riportatata la convocazione per l’assemblea dei soci senza che all’ordine del giorno (qui) sia indicato la modifica dello Statuto, indispensabile per proseguire nel progetto sul tavolo, è chiaro per tutti che la strada è senza ritorno. Cosa succede adesso? Jeff Martin, ha promesso una risposta ufficiale di ILCA in merito (disconoscimento Assolaser, riconoscimento AICL) entro poche ore. Ma è in cul de sac. Urrah.

 

IL COMUNICATO STAMPA FIV

5 dicembre 2017

Situazione Laser in Italia
Assolaser non si presenta all’incontro, la FIV chiede a ILCA il disconoscimento di Assolaser

Si è tenuto questa mattina presso la sede della Federazione Italiana Vela a Genova un incontro tra FIV e ILCA per definire la situazione della classe Laser in Italia. All’incontro erano state invitate anche AICL e Assolaser; AICL ha partecipato mentre nessuno si è presentato per Assolaser.
Si è dovuto constatare che Assolaser, oltre a non presentarsi all’incontro, ha convocato per il giorno 17 dicembre 2017 l’Assemblea Generale Annuale avente ad oggetto, tra l’altro, l’elezione del Consiglio Direttivo senza mettere all’ordine del giorno la discussione e l’approvazione del nuovo statuto, concordato con FIV.

Constatata la chiara assenza di volontà in Assolaser di porre termine ai problemi dei laseristi italiani, FIV ha ritenuto di prospettare come unica soluzione che sia ILCA ad intervenire direttamente, attuando il disconoscimento di Assolaser ed il riconoscimento di AICL quale nuova Associazione di Distretto in Italia. Consapevole che per questo percorso occorrerà tempo, FIV ha anche richiesto che ILCA a partire dal 1 gennaio 2018 proceda al tesseramento diretto dei laseristi italiani, tramite FIV, a fronte del pagamento della sola quota dovuta alla classe internazionale, fatta salvo l’accordo già raggiunto per la partecipazione degli atleti italiani alle manifestazioni internazionali.

Il Segretario Esecutivo Emerito di ILCA Jeff Martin si è riservato di consultare il World Council di ILCA e dare una risposta entro pochi giorni.

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Siamo a un passo. 5 dicembre 2017, martedì. Il giorno della verità per il destino della classe Laser in Italia. Si incontrano a Genova, negli uffici della FIV i rappresentanti di ILCA, Assolaser e AICL. Obiettivo: verificare che il nuovo Statuto di Assolaser sia in linea con i parametri federali e insieme un contenitore completamente vuoto (cioè privo di ogni collegamento con il passato). Solo a questo punto sarebbe possibile un temporaneo travaso di AICL in Assolaser con lo scopo di organizzare rapidamente nuove elezioni. E dopo anni di sofferenza la vicenda che ha tenuto in scacco la più importante (in quanto largamente più diffusa) classe olimpica italiana andrebbe finalmente in archivio. Il passaggio è dunque delicatissimo. La FIV, che ha messo fuori legge Assolaser disconoscendola, deve vigilare che ciò che ha buttato fuori a calci dalla porta non rientri dalla finestra. Il problema del Laser in Italia ha un nome e cognome: Macrino Macrì. E’ lui, padre padrone di Assolaser per oltre un trentennio, il dirigente che ha portato deliberatamente la classe in rotta di collisione con il resto del mondo velico italiano. Lo abbiamo raccontato qui puntualmente e non vale la pena ripetersi ora. Quello che invece adesso dobbiamo ribadire con forza è che lui, Macrì, non può necessariamente avere un ruolo nella nuova Assolaser. Attraverso il suo nome passa la credibilità dell’intera operazione. Lui sarà la linea di demarcazione tra accordo inaccettabile e base di lavoro per il futuro. Non è esagerato ritenere che sul suo nome il presidente federale Francesco Ettorre si gioca la sua personale credibilità (vedi qui). Ci vediamo martedì…

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La prossima dovrebbe essere la settimana decisiva. A Genova, negli uffici della Federazione si siederanno allo stesso tavolo Francesco Ettorre insieme a AICL (l’associazione italiana della classe Laser attualmente riconosciuta), ILCA (l’associazione internazionale della classe) e Assolaser (l’associazione italiana disconosciuta dalla FIV, ma tuttora riconosciuta dalla classe internazionale). Se, come assicurato, Assolaser si presenterà con un nuovo Statuto gradito alla FIV si dovrebbe arrivare in tempi brevissimi a nuove elezioni in Assolaser (che nel frattempo diverebbe una scatola vuota) con il completo travaso di AICL nel nuovo soggetto. Verrebbe così salvo il principio difeso con i denti da ILCA di mantenere una entità col medesimo nome (Assolaser), anche se questa non avrebbe più niente a che fare con il passato. E’ una soluzione soddisfacente? Apparentemente per nulla. Sullo stesso piano dei principi inderogabili tirati in ballo da ILCA, continua ad essere inaccettabile che la classe internazionale possa imporre ad una autorità nazionale alcunchè, tanto meno chi gestisce la classe. E’ però vero che se la matassa si dipanasse attraverso un compromesso del genere, la ricaduta immediata sulla classe, qualunque sia il suo nome, sarebbe quella di porre fine d’incanto al problema del doppio tesseramento. Dei doppi calendari. Etcetera. E allora viene da pensare che vale la pena di ingoiare tale rospo. In fondo si tratta solo di un nome completamente svuotato da tutto quello che ha significato in passato, no? Bisogna anche dire che, per arrivare a questo punto, il presidente Ettorre si è dato molto da fare. Ha incontrato i dirigenti di ILCA in Italia in estate e poi di nuovo in Messico, durante l’assemblea World Sailing. Si è mosso (come del resto quasi sempre in questi primi 12 mesi) in modo scomposto e contraddittorio. Con il suo inglese assai meno che spavaldo, ha scalato una montagna gigantesca. Facendo anche molti errori. Ha cominciato sbandierando una trasparenza d’azione che è durata meno del maestrale. Poi ha lavorato dietro le quinte, cosa che gli riesce meglio. Se davvero riuscirà a gestire la transizione tra AICL e Assolaser vigilando, vigilando bene, che non ci sia nessun tentativo di rimettere in gioco la vecchia dirigenza, Ettorre potrà appuntarsi al petto la prima e unica medaglia del suo sinora piuttosto confuso mandato. Rimediando ad un disastro che ha un preciso responsabile: Charlie Cross. A proposito, visto che c’è molto da vigilare, vigileremo anche noi. Male non farà.

Charlie Cross e Francesco Ettorre

 

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Le settimane, i mesi, persino gli anni passano, ma il super pasticcio che riguarda la classe Laser è ben lungi dall’essere risolto. Anzi, più la stagione agonistica si fa intensa più le contraddizioni di una situazione paradossale si fanno stridenti. Assolaser contro ogni logica e buon senso continua a tenere in ostaggio la classe in Italia. La FIV del nuovo corso del presidente Ettorre aveva preso in mano la situazione con decisione cercando di risolvere la situazione alla radice incontrando un gran numero di difficoltà. Che sono ancora tutte o quasi sul tappeto. Adesso lo scenario più probabile è questo: ILCA, l’associazione internazionale della classe, imporrà ad Assolaser un nuovo statuto, che sia approvato dalla FIV. Quando Assolaser avrà fatto proprio questo statuto AICL confluirà dentro Assolaser e immediatamente saranno indette nuove elezioni che determineranno un consiglio direttivo di Assolaser nuovo di zecca. A quel punto AICL farà un passo indietro, la FIV riconoscerà di nuovo Assolaser mettendo così fine ad una vicenda che sembra incredibile. Nel frattempo, prima che questo scenario si concretizi, AICL prosegue la propria attività con il pieno appoggio della FIV. Perché viene fatto tutto questo? Perché ILCA è irremovibile sul principio che sia Assolaser a rappresentare la classe italiana, un posizione più di principio che di sostanza, dato che la “nuova” Assolaser non avrebbe assolutamente niente a che fare con la precedente. Ettorre ha provato a smontare questo punto, finendo pragmaticamente per desistere. I tempi? Difficile che tutto questo avvenga nel giro di giorni o poche settimane. Più realisticamente dobbiamo immaginare che si arrivi a questa nuova definizione di ruoli per la fine della stagione agonistica, se non per la fine dell’anno. Ma almeno sarebbe la fine di una situazione che pagano principalmente i velisti. L’ultimo scandalo riguarda infatti il ranking che Assolaser, in assoluto disprezzo delle esigenze dei regatanti stila una richiesta ranking list che riguarda solo chi ha partecipato alle regate di Europa Cup, escludendo tutti coloro che hanno seguito le regate del calendario FIV o World SailingNe consegue che il ranking di Assolaser non rispecchi assolutamente il reale valore degli atleti. Cioè, in altre parole, che atleti meritevoli si siano trovati impossibilitati a partecipare a regate che avrebbero dovuto e potuto fare o che altri che non lo meritavano affatto invece abbiano ottenuto il posto. Per ovviare, almeno parzialmente a questa ingiustizia, FIV ha chiesto direttamente a ILCA la disponibilità di avere altri accessi alle regate internazionali. Al momento non conosciamo ancora la risposta dell’associazione internazionale della classe. Certo che da questa sarà possibile misurare la buona fede e la reale intenzione della stessa ILCA di superare la situazione di stallo nella quale i velisti italiani sono finiti a causa dello scellerato atteggiamento di Assolaser. Vi terremo informati.

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Il testo di Assolaser su Facebook

Quello che vedete qui sopra è un post apparso intorno alle 20 di lunedì sulla pagina Facebook di Assolaser. Possiamo considerarla la “risposta” alla presa di posizione del presidente FIV pubblicata su questo Blog nei giorni scorsi. Una risposta sconnessa. Che parte da una bugia. Non è infatti la FIV ad aver cambiato rotta. Se mai, la FIV ha esaurito la pazienza di fronte alla estenuante immobilità di Assolaser. Che da 2 anni non è disposta a modificare il proprio inaccettabile Statuto. Una immobilità certificata dall’avvocato della FIV Mazzoni nel corso di due incontri nel mese di marzo. Incontri talmente deludenti da generare la reazione della FIV. Assolaser mente sapendo di mentire perché sente di essere arrivata alla fine del suo percorso. Perché è più probabile che Bobby Solo vinca la medaglia d’oro nella classe Finn a Tokyo 2020 che Macrino Macrì torni ad avere il controllo della associazione dei Laser italiani. Associazione che esiste e che lo stesso Macrì, con la classe che gli viene universalmente riconosciuta, definisce “pirata“. Lo comprendiamo, Macrì è allergico ad ogni tipo di democrazia. L’Associazione Italia Classi Laser, che di democrazia e trasparenza fa punti fondanti, deve sembrargli un congrega che arriva da Saturno. Resta il fatto che tristemente e fregandosene bellamente degli interessi dei laseristi italiani, Assolaser opera un ricatto sul futuro. E’ dunque indispensabile che la FIV spinga sull’acceleratore con World Sailing perché ILCA prenda atto che in Italia l’unico interlocutore possibile è AICL. Macrì quindi può continuare ad abbaiare alla luna con pochi sodali. Questa volta vogliamo segnalarvene due. Organigramma AssolaserCome apprendiamo dal sito Assolaser (sopra), quella associazione fuorilegge da 2 anni per la FIV, ha un presidente e un vicepresidente. Entrambi in carica da tempo immemore. Si chiamano Roberto Beltrame e Davide Bortoletto. E’ anche grazie a persone come Beltrame e Bortoletto che Assolaser continua ad intralciare il presente e il futuro della vela italiana. Ci domandiamo, ma come dirigenti di una associazione fuorilegge non dovrebbero essere deferiti? Il fatto che non si dimettano indica incontrovertibilmente che sono d’accordo con la politica del loro segretario. Quella politica che disconosce una delibera del Consiglio Federale FIV. Quella politica che obbliga al doppio tesseramento decine di laseristi italiani. Non è ora di prendere posizione anche nei confronti di costoro? Bortoletto e Beltrame, tenete a mente questi due nomi. Se la vela italiana è peggiore di quello che dovrebbe essere è anche grazie a loro.

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Una lettera durissima, ad ILCA. Una denuncia circostanziatissima a World Sailing. Dopo due anni di navigazione in scarso, la FIV finalmente ha virato.

Cambiando atteggiamento nell’intricatissima storia della classe Laser italiana. Un pasticcio che, lo ricordiamo, costringe i laseristi al doppio tesseramento per poter regatare in Italia e all’estero.

Avevamo, su questa colonna nelle ultime settimane, aspramente criticato la decisione del presidente FIV Francesco Ettorre (Francesco Ettorrea sinistra) di riaprire un tavolo di trattative che coinvolgesse tanto la vecchia associazione di classe (Assolaser), quanto la nuova (AICL).Non tanto perché Assolaser sia già messa fuori gioco da una delibera del Consiglio Federale FIV che la disconosce e da una sentenza del TAR che sancisce la validità di quella delibera. Ma piuttosto per la totale inaffidabilità dei vertici di quella associazione.

Inaffidabilità che a questo punto coinvolge direttamente anche l’International Laser Class Association (ILCA). Vediamo di ricapitolare e capire come si sia giunti al cambio di strategia da parte della FIV. L’impasse dipende proprio da ILCA che ostinatamente continua a ribadire di riconoscere come proprio interlocutore in Italia soltanto Assolaser. Lo fa al di là di ogni logica e di ogni diritto, di fatto ponendosi al di sopra della FIV. Ma, continuando a farlo obbliga ogni velista italiano che desidera fare attività all’estero ad associarsi ad Assolaser.

Perché lo fa? Per mantenere la propria struttura serrata, per consolidare il proprio potere. Per rendersi progressivamente indipendente da tutto e da tutti, World Sailing compreso. ILCA si pone in questo modo arbitrariamente al di sopra delle autorità nazionali. Ma ha pur sempre, sinora, il dovere di rapportarsi con World Sailing che ne riconosce e autorizza l’esistenza. Proprio come ILCA fa, o pretende di fare, con le singole associazioni nazionali. E questo è il punto. Se dunque ILCA “sgarra”, a rimetterlo in linea deve pensarci proprio World Sailing. Che nei confronti della vela italiana ILCA abbia pesantemente “sgarrato” consentendo ad Assolaser comportamenti inauditi che hanno causato complicazioni ed esborsi a decine di velisti, è fuori discussione. Così come è indubitabile che la risoluzione del problema sia stata a portata di mano per tutto il periodo nel quale Charlie Cross (aka Carlo Croce) ha occupato simultaneamente la poltrona di presidente di World Sailing e della FIV. Sappiamo che talvolta, per dei corto circuiti della psiche umana, i nostri peggiori nemici sono i nostri compagni di squadra. Di più, talvolta, come in questo caso, persino i capitani della nostra squadra. Detto questo, siccome indietro non si può tornare e dei danni prodotti dal politico Charlie Cross abbiamo scritto decine di volte, guardiamo al futuro. Un futuro nei confronti del quale, per la prima volta dopo molti mesi possiamo essere ottimisti. Il famoso tavolo di trattative tra Assolaser e FIV è definitivamente naufragato alla fine di marzo. La coppia Macrino Macrì e Donatella Mariani (marito e moglie nella vita) (qui sotto entrambi in una foto di molti anni fa tratta dal sito Assolaser), segretario e tesoriere nominalmente, di fatto “padroni” da decenni di Assolaser, ha incontrato in due occasioni l’avvocato Mazzoni della FIV. Costui aveva mandato di verificare se le indispensabili modifiche allo Statuto richieste ad Assolaser, fossero in corso d’opera. Il piano originale era quello di mettere in regola Assolaser secondo le disposizioni FIV per poi svuotarla. Trasferendovi dentro tutta la struttura di AICL. In questo modo si sarebbe assecondata la richiesta di ILCA che nominalmente pretendeva di avere una entità chiamata Assolaser come interlocutrice. E insieme salvato il principio per il quale la FIV riconosce attualmente solo AICL in Italia. Una operazione di facciata che avrebbe fatto tutti contenti. Sin dal concepimento del piano però è apparso evidente che Assolaser aveva, più o meno intenzionalmente, radicalmente equivocato le intenzioni della FIV. Sono apparsi sul sito di Assolaser balzane considerazioni (a fianco un esempio) secondo le quali erano riprese le trattative con FIV (vero) con lo scopo di ripristinare la situazione precedente al disconoscimento (completamente falso). Alla fine del secondo incontro tra le parti è parso chiaro alla FIV che, nonostante ILCA assicurasse il contrario, Assolaser non aveva, non ha, nessuna intenzione di modificare il proprio Statuto. Per diventare una scatola vuota da riempire con gli uomini di AICL. Entità che rispetto alla vecchia, esprime una differenza sostanziale: è fatta da velisti democraticamente eletta dalla base dei laseristi italiani. (A destra il segretario di AICL Gianni Galli nel 1990, nella sua vittoria nel campionato italiano a Civitanova Marche). Posto di fronte al problema più grande da quando è diventato presidente FIV Francesco Ettorre non si è tirato indietro. Non abbiamo avuto nessuna remora in passato nel denunciare le malefatte del suo predecessore. Non ci siamo tirati indietro quando lo stesso Ettorre ci è parso titubante nel cercare una soluzione mediata. Che avevamo avuto la lungimiranza di riconoscere immediatamente come irrealizzabile.

Con la stessa indipendenza adesso plaudiamo convinti alla decisione del presidente di rompere gli indugi. Era ora. Dalla FIV è partita nei giorni scorsi una lettera indirizzata a ILCA di una durezza senza precedenti e che contiamo di pubblicare nelle prossime ore. In questa lettera, indirizzata al segretario esecutivo Eric Faust  si “strappa” definitivamente con l’ipotesi di trattare con Assolaser. Finalmente riconosciuta come ciò che ha dimostrato di essere da anni. Cioè un problema, un inciampo della vela italiana, un’entità riconosciuta come definitivamente e irrevocabilmente inaffidabile.  Contemporaneamente è stata inoltrata a World Sailing l’intera documentazione della diatriba. Si chiede a World Sailing di farsi carico della questione.  Scoperto che abbiamo un presidente seppur a scoppio ritardato ma pur sempre, (nella circostanza), Cuor di leone, che cosa dobbiamo aspettarci adesso? L’ipotesi più accreditata vede altre nazioni -si parla di Grecia e Portogallo– con problemi simili ai nostri con le rispettive associazioni, disposte ad accodarsi nelle rimostranze con World Sailing. Per un ridimensionamento delle pretese di ILCA. La strada è in salita e potrebbe passare verso una rinuncia temporanea all’attività internazionale da parte degli atleti italiani. Un prezzo doloroso da pagare, ma forse inevitabile. Ve ne daremo conto. 

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Charlie Cross

Il terribile pasticcio che riguarda la classe Laser è ben lontano purtroppo dall’essere risolto. In queste settimane è difficile trovare degli aggiornamenti sull’argomento. La FIV si appresta a scegliere il nuovo ufficio stampa e chi ambisce a sedersi a tavola per lo divisione della torta si guarda bene dal pubblicare qualcosa che potrebbe anche solo lontanamente risultare sgradito alle alte cariche federali. Eppure di fatti nuovi ce ne sarebbero da raccontare. La posizione del presidente Francesco Ettorre è nota e annunciata da tempo: mettere allo stesso tavolo Assolaser (la vecchia associazione) con la AICL (acronimo della nuova associazione). E’ una posizione che apparirebbe inconciliabile con la delibera del Consiglio Federale che ha disconosciuto Assolaser nell’ormai lontano dicembre 2015. Dopo quella delibera sono successe molte cose due sopra di tutte: ILCA (acronimo dell’associazione mondiale della classe) e Assolaser l’hanno ignorata, con conseguenze devastanti per i velisti italiani della classe in primo luogo. Buon senso, logica e persino un briciolo di orgoglio nazionale dovrebbero indurre la FIV ha prendere una posizione forte nei confronti di ILCA che di fatto si pone al di sopra di essa, decidendo arbitrariamente e con somma arroganza chi la rappresenta in Italia, compito questo, istituzionalmente nelle mani della FIV. Ma questa affermazione di elementare principio si è stemperata nel tempo.  Se un anno fa la voce del presidente federale coincideva con quello del presidente di World Sailing, oggi, con Carlo Croce (aka Charlie Cross) uscito dall’incarico nazione per raggiunti limiti di mandato e buttato fuori (è impossibile trovare una immagine meno cruda di fronte al primo presidente non rieletto dopo il primo mandato nella storia della Federvela mondiale) da World Sailing il potere della vela italiana in campo internazionale è molto significativamente ridimensionato. Insomma, Charlie Cross, se solo lo avesse voluto, avrebbe potuto “spiegare” a ILCA la decisione della FIV con la possibilità di tenere il punto grazie al suo ruolo di presidente WS. Non lo ha fatto, danneggiando la vela italiana e questo rimarrà per sempre nella sua biografia di dirigente fallito. A noi, anzi, più precisamente al suo successore in Italia, Francesco Ettorre, restano le macerie con le quali fare i conti. Ettorre, indicato nel quadriennio precedente come uno dei più critici nei confronti della scellerata gestione Assolaser, non ha perso tempo. Già a Barcellona, nello scorso autunno, in occasione della Conferenza World Sailing ha affrontato la questione con i vertici ILCA. E ha capito una volta per tutto che ILCA non intende modificare la propria posizione di un millimetro. Per ILCA esiste un solo referente in Italia e questo si chiama Assolaser, ieri, oggi, domani e dopodomani. Per ILCA è importante il principio, più delle persone. Che vuol dire? Dalla sua fondazione Assolaser è stata guidata da due persone, Macrino Macrì e Donatella Mariani, uniti anche nella vita. Con un potente (ma proprio potente) eufemismo potremmo dire che Assolaser non si è distinta nella sua storia per la democraticità delle sue norme interne e per la trasparenza della sua gestione. Una gestione colpevolmente tollerata dalla FIV sino a quando si è resa indispensabile l’espulsione. Oggi ILCA apparentemente è disposta a sacrificare le persone, cioè non difende più, la del resto indifendibile coppia Macrì/Mariani ma, più o meno dice alla FIV: fate quello che volete all’interno di Assolaser, portate pure, se credete, AICL dentro Assolaser, non ci riguarda, l’unica cosa che conta è che il nostro interlocutore italiano continui a chiamarsi Assolaser. E’ proprio questa la “patata bollente” attualmente in mano al presidente Ettorre, essere il regista della cosiddetta “fusione” tra Assolaser e AICL, o meglio, dello svuotamento di Assolaser. Capita talvolta nella vita che si parta incendiari e si finisca pompieri e questo sembra proprio il caso di Francesco Ettorre. Dall’esterno, per chi vive la vela per passione e senza pretese dirigenziali, continua ad apparire inverosimile e inaccettabile che una associazione di classe internazionale possa imporre la propria visione ad una autorità nazionale. La FIV ha deciso che Assolaser, con mille buoni motivi e una delibera unanime del proprio consiglio, non rappresenta più i laseristi italiani? ILCA ne prende atto, punto. Si rifiuta di farlo? Se la FIV cede su questo punto ne va di mezzo non solo la propria autorità o credibilità, ma anche il senso stesso della propria esistenza. Il debosciato (come dirigente) Charlie Cross ha ingoiato il rospo? I suoi tragici errori non possono ricadere su tutta la vela italiana ed essere presi ad esempio dei suoi successori. Al di là delle buone intenzioni, Francesco Ettorre, è alle prese con una significativa prova di principio che potrebbe portare anche all’interruzione dell’attività internazionale della classe italiana. Un prezzo assurdo da pagare? Non proprio se in ballo c’è, appunto, il senso dell’esistenza stessa della FIV.  Se l’ipotesi di fusione tra Assolaser e AICL ci appare dunque come un bizantinismo ad uso e consumo di ILCA c’è anche chi la vede in modo ben diverso. Tale fusione, delibera della FIV di disconoscimento di Assolaser alla mano, potrebbe avvenire soltanto nel momento nel quale tutti i dirigenti di Assolaser (ossia, in buona sostanza, la coppia MacrìMariani) escono di scena e viene indetta una libera e democratica elezione al suo interno. Come già scritto ILCA, avrebbe fatto capire da tempo di non aver niente in contrario. O forse ci piace semplicemente pensarlo, perché nel frattempo lo stesso Macrì rimane il vice presidente di EURILCA, come suggerisce il nome, la branca continentale di ILCA. Sembra incredibile che tutto ruoti intorno ad un nome solo, che da due anni decine, centinaia di laseristi siano costretti al doppio tesseramento per fare quello che più li piace: regatare in Laser. Eppure è così. Macrì, stuprando il senso del volontariato sportivo, è la persona che prima ha gestito per decenni con metodi quanto meno dubbi la più importante (per numero di iscritti) classe velica italiana mentre la FIV faceva finta di non vedere. Ed è sempre Macrì che ha portato Assolaser al deragliamento, ossia sino al disconoscimento federale. Se per ILCA e/o EURILCA questo non è un problema, dovremo capire molto di come tali organizzazioni internazionali vengono gestite. E il particolare, da solo, dovrebbe essere sufficiente a farci comprendere l’assoluto non senso per la FIV di assecondare tali organizzazioni. Il punto oggi sembra essere: al di là delle intenzioni pubblicamente manifestate, Ettorre ha la forza di imporre le ragioni italiane a ILCA? La risposta è no. Passare attraverso la cosiddetta “fusione” tra Assolaser e AICL porterà alla soluzione del problema? Il prezzo da pagare sembra altissimo. Assolaser aveva impugnato la delibera federale che la disconosceva. Tre gradi di giudizio della giustizia sportiva le avevano dato torto. Attraverso quale equilibrismo o stato mortale legale ora la FIV vuole passare per rimangiarsi tutto e dire che aveva scherzato, che la giustizia sportiva italiana conta, ma mica quanto ILCA? C’è poi il caso Macrì. Costui in questi giorni è attivo più che mai. Scrive lettere in quantità. Che mostrano una idea sul come vada a finire che sembra chilometri lontana da quello che tutti si aspettano (cioè che si faccia da parte e non si faccia più vedere).
Un esempio? Ecco quanto scrive Macrì a un tesserato Assolaser: “Come hai visto è in corso un tavolo di trattative tra Assolaser e FIV che dovrebbe portare in breve ad una risoluzione, a quel punto l’unica tessera richiesta resterebbe quella Assolaser“.  A che punto sono le trattative? Macrì ha la risposta pronta per i suoi interlocutori: “L’accordo è di fatto già definito e concluso in quanto tutte le richieste a suo tempo esposte da FIV ad Assolaser nel 2014 sono state accolte. Deve ancora essere formalizzato da FIV, perchè per Assolaser non c’è altro da aggiungere”. Per Macrino Macrì dunque esiste già un accordo tra FIV e Assolaser, deve solo essere formalizzato. Ed usa un tono che tutto sembra meno quello di un dirigente ai titoli di coda, prossimo a farsi da parte per lasciar spazio ad altri. Lo stesso Macrì non spiega quale sorte toccherebbe ad AICL che opera in Italia su regolare mandato FIV. Si presume che verrà sciolta, con un bel marameo a chi ha pagato i soldi per la tessera. Siamo alla fantascienza. E anche alla risposta della domanda del titolo. No, Francesco Ettorre al momento non sembra in grado di risolvere la grana Laser. Ce lo ha fatto credere. Ma non è così.

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