Fraglia e Lopez: deferiti

Nuova puntata nella lunga storia tra la Fraglia della Vela di Riva del Garda e le signore della Valle e Lutterotti. Un’altra pagina nera della vela italiana.

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Un tragico errore

Prendiamo atto che l’associazione denominata Fraglia della Vela di Riva del Garda è in guerra con la vela italiana. Prendiamo atto che il suo presidente Giancarlo Mirandola dice una cosa e ne fa un’altra. Prendiamo atto che il presidente della FIV Francesco Ettorre non è al momento in grado di fermare la slavina di melma che, ingrassandosi sempre più, sta ricoprendo la vela italiana. Ecco, preso atto di tutto questo, viene da domandarci: che fare? Riflettere sugli errori commessi è sempre buona abitudine. Ma solo se serve ad evitarne di successivi. E’ una lezione che alla Fraglia trentina sembrano invece ignorare. L’ultima puntata di cui siamo testimoni è una bizzarra iniziativa dell’avvocato della Fraglia Francesco Zarbo che si è preso la briga di scrivere alla Procura Generale dello Sport presso il CONI in merito alla lettera della bambina Carlotta Cingolani pubblicato su questo sito (per chi l’avesse persa, è qui). L’iniziativa è stata rimbalzata alla Procura Federale che ha aperto delle indagini preliminari che prevedono, come da lettera qui in alto, intanto la convocazione a Genova della signora della Valle, madre di Carlotta. Perché abbiamo definito bizzarra l’iniziativa del legale della Fraglia di scrivere alla Procura Generale dello Sport? Perché costui non dovrebbe ignorare che prima di scrivere a quell’indirizzo è necessario scrivere alla Procura Federale e solo dopo, semmai, inoltrare la lettera al CONI. Ma lasciate perdere le procedure e le prassi legali. Torniamo alla sostanza. La sostanza è una lettera sconvolgente scritta da una bambina che urla al mondo il proprio peggior incubo: aver frequentato la scuola di vela della Fraglia, essere venuta a contatto con il mondo della Fraglia. Un mondo di parolacce, di prevaricazioni, di sputi in faccia. Noi pensiamo invece che in un mondo giusto, un mondo che ha a cuore i diritti dei minori, quella lettera dovrebbe portare alla chiusura della scuola della Fraglia, la demolizione fisica del circolo e la costruzione di un parco giochi al suo posto. Quella lettera che l’avvocato della Fraglia ha l’ardire di portare all’attenzione del CONI è sconvolgente ed è l’atto di accusa più potente che sia mai stato scritto verso una istituzione velica da quando esiste la Federazione Italiana Vela. Risulta altrettanto sconvolgente che, a fronte di quella lettera che ripubblichiamo, il presidente Ettorre sia andato a Riva del Garda con l’intenzione di placare gli animi e ne sia uscito peggio di un nulla di fatto, cioè con una foto in compagnia dei ragazzini della locale scuola di vela (proprio quella!) strumentalizzata dalla stessa Fraglia. Nessun gesto distensivo è uscito dalla Fraglia dopo la sua visita. Nessuna richiesta di pacificazione. Niente di niente. Due sentenze consecutive della Giustizia Federale non hanno prodotto nessuna revisione delle posizioni del club trentino. Ora siamo alle denunce al CONI. La Fraglia è chiaramente fuori controllo. E l’ultima puntata è lontana dall’essere scritta.

Intanto, per non dimenticare da che parte è il marcio, la denuncia di Carlotta:

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AICO: Associazione Italiana Calunniatori Organizzati

AICO. Associazione Italiana Classi Optimist oppure Associazione Italiana Calunniatori Organizzati? La domanda è lecita dopo aver ascoltato la testimonianza di un lettore che ha sentito che le sue orecchie un consigliere di questa organizzazione sostenere che Barbara della Valle sia una pregiudicata con tre condanne penali alle spalle. Peccato che sia completamente falso. Chi è Barbara della Valle? La madre di Carlotta Cingolani, la bambina autrice della lettera pubblicata ieri su questo blog che ha fatto indignare l’Italia intera. Tentare di minare la credibilità della signora della Valle è un atto vile e di raro squallore. La connessione tra la classe Optimist e la Fraglia Vela di Riva è come noto ben salda e consolidata attraverso la figura di Norberto Foletti, da anni segretario della classe italiana Optimist e per anni consigliere Fraglia. In questa storia non ci sono dubbi e incertezze su chi sia la vittima e chi il (i) carnefice. La vittima è una mamma che ha visto trattare la figlia in modo inqualificabile. E che continua ad essere al centro di una campagna di denigrazione altrettanto inqualificabile. Di questa storia si sta occupando la Procura Federale e la Procura della Repubblica. Che un consigliere AICO parli così a sproposito è preoccupante per il livello di degrado raggiunto da questa classe. Ci auguriamo che la classe porga al più presto le sue scuse. Senza se, senza ma.

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Brandelli di Fraglia

C’è un match in corso nella vela italiana. Uno scontro senza precedenti tra uno dei più titolati club velici e un suo allenatore con una bambina. Non è un errore di battitura, la sproporzione dei protagonisti è davvero in questi termini: una timoniera di Optimist e un sodalizio velico famosissimo. Il titolo di questa storia incredibile è: Fraglia della vela di Riva del Garda contro buon senso e resto del mondo. Dove eravamo rimasti? Ad una sentenza del tribunale federale. Cioè il provvedimento disciplinare nei confronti dell’allenatore del club trentino Santiago Lopez, sospeso per 20 giorni e per altri 10 dalla sua attività di allenatore. E a 4000 (quattromila) euro di sanzione disciplinare pecuniaria alla Fraglia medesima per responsabilità oggettiva. Questo succedeva il 21 aprile, il documento originale, lo trovate qui.

Che cosa è successo da allora? Immediatamente dopo gli avvocati della Fraglia trentina hanno fatto sapere di ritenere la sentenza ingiusta e di essere pronti, una volta lette le motivazioni della sentenza, a presentare ricorso. Le motivazioni sono rese pubbliche qualche giorno dopo e una settimana dopo pare proprio che gli avvocati della Fraglia mantengano le loro intenzioni, presentando ricorso.

Carlotta Cingolani con Ettorre.
Carlotta Cingolani con il presidente FIV Francesco Ettorre.

La notizia è sorprendente perché è uno schiaffo al tentativo di mediazione nel quale si adoperato il presidente federale Francesco Ettorre. Costui lo scorso 28 aprile ha ricevuto a Genova prima Carlotta e Giorgia Cingolani poi, successivamente, Giancarlo Mirandola, presidente della Fraglia Vela di Riva del GardaCarlotta Cingolani è la giovane “optimista” al centro dell’incidente che ha determinato l’azione disciplinare nei confronti del suo allenatore e del suo circolo. Giorgia, la sorella maggiore, ha recentemente conquistato il secondo posto al campionato europeo Laser 4.7 in Spagna. Ma è anche testimone diretta e vittima dell’assurdo clima di tensione vissuto nella vela trentina. Secondo quanto ci risulta, nell’occasione Ettorre prima si è bonariamente intrattenuto con la famiglia Cingolani, poi, successivamente, ha strigliato il presidente Mirandola invitandolo a presentare le sue scuse. Scuse sue e dell’allenatore Lopez. Affettusoso e quasi paterno prima con le “ragazze”, duro e severo con il dirigente poi. Non ci è voluto un sociologo per interpretare le mosse del presidente FIV. E infatti un primo incontro tra Mirandola e Barbara della Valle, madre di Carlotta e Giorgia, è avvenuto nei giorni scorsi a Riva del Garda. Mirandola si è dichiarato disponibile a presentare le scuse ufficiali del suo club. In quanto a quelle di Lopez, Mirandola si è spinto sino a garantirle, pena il licenziamento dell’allenatore dalla Fraglia. Mentre avviava la trattativa caldamente sollecitata da Ettorre, però Mirandola riteneva opportuno anche presentare ricorso alla FIV per la sanzione inflitta. Questo perché evidentemente Mirandola ritiene ingiusta la condanna. Il che è perfettamente legittimo. Un comportamento forse comprensibile da un punto di vista tecnico legale. Ma indubbiamente lontano parecchi anni luce dalla strada di rasserenamento degli animi invocata dalla FIV. Del quale l’intrattanersi in serenità delle ragazze Cingolani con presidente, era un segno tangibile. Di fatto una mina potente alla credibilità del presidente Ettorre che non sembra in grado di ricondurre al buon senso un club affiliato. E che apre le porte ad una polemica ancora tutta da scrivere. Pendono sul tavolo del procuratore federale altri 2 punti del caso Cingolani/Fraglia/Lopez precedentemente stralciati. Oltre naturalmente ad un nuovo esposto di un’altra genitrice: un formidabile ulteriore atto di accusa verso il modo di operare degli allenatori del club trentino. Ecco cosa certamente non evita il ricorso della Fraglia. Come fa Mirandola a non vederlo? Si tratta di tutta pessima pubblicità per la vela italiana. Con la quale il presidente, anzi i presidenti, non sembrano essere capaci di fare i conti. Si tratta, tra l’altro, volendo agire alla radice del problema, di ridisegnare completamente il profilo dell’istruttore di vela Optimist. La federazione intende sfruttare l’occasione per aprire un seminario sull’argomento? Che razza di argomenti ha adoperato Ettorre con Mirandola se questi, tornato a casa, ha deciso di ricorrere contro la sentenza federale? Ha Ettorre la personalità sufficiente per guidare la vela italiana? A questo punto è lecito chiederselo.

 

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Questa Fraglia va espulsa dal movimento velico

Eravamo già stati molto sfavorevolmente impressionati dalla reazione della Fraglia della Vela di Riva alla condanna da parte del Tribunale federale. La decisione di ricorrere in appello, per quanto formalmente legittima ci è parsa del tutto inopportuna nel contesto di una madre offesa, di altre denunce sul tavolo del Procuratore generale riguardanti il medesimo punto. L’inadeguatezza di quel circolo a gestire una situazione che riguarda un argomento delicato, delicatissimo, come l’approccio dei minori allo sport della vela è sotto gli occhi di tutti. Così come è sotto gli occhi di tutti l’impotenza della FIV nel caso. Incredibilmente il presidente Francesco Ettorre non riesce a trovare argomenti per arginare questo caso, per indurre la stessa Fraglia a comportamenti meno tragicamente dannosi per il movimento velico nazionale. Il club, la sua dirigenza è completamente sordo ad ogni ipotesi di mediazione, di riconoscimento delle proprie responsabilità. Ma forse il presidente federale dovrebbe cominciare a prendere in considerazioni ben altre misure. Cioè immaginare una vela italiana senza la Fraglia Vela di Riva. Lo scriviamo perché nelle ultime ore si è passato il segno. Sono stati creati su Facebook due falsi profili che irridono offendendo profondamente le due madri che sinora hanno avuto il coraggio, mettendoci la faccia, di denunciare il “metodo Fraglia” di approccio alla vela. Un metodo fatto di violenza verbale e altri comportamenti del tutto ingiustificati nei confronti dei minori. E’ ovvio che nessuno si sogna di ritenere i due profili direttamente ascrivibili al club trentino. Quello che è certo è che siano figli direttamente dell’atmosfera che la Fraglia ha contribuito a creare con la sua linea di completa incapacità di ammettere di aver commesso degli errori. Le due mamme denuncianti si chiamano Barbara della Valle e Monica Lutterotti. Lo stesso giorno della prima sentenza contro la Fraglia sono apparsi quesi due profili. Osservateli bene.

Vengono storpiati i nomi di entrambe le signore e derise le loro foto del profilo. Poca cosa direte voi rispetto a quello che si vede on line. Beh, in effetti è solo la prima puntata. Perché i due profili diventano subito molto attivi commentando un po’ tutto quello che passa nelle pagine Facebook dedicate alla vela. Non fermandosi di fronte a niente. Neppure alla tragedia della barca finita sulle scogli a Rimini. Guardare per credere. Ce ne è pure anche per chi scrive, “affettuosamente” chiamato “Bontempo”.

Il mondo velico non era mai caduto, prima d’ora, tanto in basso. Alla Fraglia Vela di Riva e al suo presidente Giancarlo Mirandola chiediamo di prendere immediatamente le distanze da queste volgarità che indossano incontrovertibilmente la maglia della sua squadra. Di chiedere scusa e di provare finalmente a rasserenare gli animi. La stessa richiesta la rivolgiamo alla Federazione Italiana Vela, che non può più essere spettatrice. I risvolti sono inquietanti e coinvolgono la classe Optimist nel suo complesso. Al momento dell’incidente tra la minore Cingolani (figlia di Barbara della Valle) e la Fraglia, di cui ha iniziato a occuparsi il Tribunale federale Marcello Meringolo era il direttore tecnico della Fraglia (della quale oggi risulta consulente). Lo stesso Meringolo è allenatore nazionale della squadra nazionale under 15 per la classe Optimist. Elena Giolai è contemporaneamente ufficio stampa della classe Optimist e della Fraglia Vela di Riva. Il segretario (da due decenni) della stessa classe, Norberto Foletti,

Mirandola e Foletti
Mirandola e Foletti (il primo a destra)

è stato per anni consigliere della Fraglia e appare al fianco di Mirandola anche nella presentazione della più stagione di regate del club (a destra). La classe di base della vela italiana non può restare un secondo di più nelle mani di queste persone che non hanno mosso un dito in queste settimane per dissociarsi dalla linea impostata da Mirandola nella vicenda. La FIV ha il dovere di intervenire. Subito. Con provvedenti chiari e diretti. Abbiamo bisogno di sapere da che parte sta.

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Chi ha paura di Barbara della Valle?

Barbara delle Valle
Barbara della Valle con una delle sue figlie

Una donna bionda sola contro tutti. Una donna capace, sempre da sola, di mettere all’angolo il circolo velico più importante d’Italia. Si può condividere o meno il suo stile o il suo approccio, ma quello che ha fatto Barbara della Valle è prodigioso. Indice di una personalità e di una intensità del tutto fuori dal comune. Tecnicamente Barbara ha molto di una leonessa, in termini di personalità prima di tutto. Per come difende i propri cuccioli poi. C’è chi maneggia fatti ed opinioni con le pinze, con prudenza. Lei li brandisce contro chi le ha fatto un torto, del male. Per chi scrive Barbara è la persona più coraggiosa della vela italiana, una vera e propria benedizione. Il battipanni del quale avevamo bisogno per scuotere un mondo accartocciato su se stesso ormai incapace di prendersi le proprie responsabilità. Barbara non è corruttibile. Il suo mantra è: “rispetto per tutti, deferenza per nessuno”. Si pone nello stesso identico modo quando approccia un bambino amico delle sue figlie (ne ospita 4 in questi giorni per le regate di Riva) o quando interloquisce con il presidente della FIV. Il che l’ha portata ad ingaggiare senza complesso alcuno una battaglia senza precedenti che mette a nudo tutte le debolezze di un sistema marcio. Il mito dell’allenatore macho che strapazza, verbalmente e materialmente i ragazzini che si avvicinano alla vela, noi lo abbiamo sempre criticato in punta di penna, lei, Barbara, lo ha divelto, con fatti su fatti, argomenti su argomenti. La Fraglia della Vela di Riva del Garda ha provato in ogni modo a farla tacere. Le hanno offerto dei soldi. Hanno organizzato un gruppo modesto di genitori per smentirla. Lei li ha svergognati uno per uno. Senza mezze misure. Barbara non ne ha. E’ logorroica, travolgente, puntigliosa. Ha un marito ufficiale di Marina. La sua figlia maggiore è una delle grandi speranze della vela italiana, quella minore deve ancora riprendersi dalla sventura di essere capitata tra le mani di un allenatore scellerato e decidere che cosa fare della sua carriera velica appena iniziata. La mamma vigila che questa decisione venga presa con tutta la serenità possibile in queste circostanze. La vela italiana aveva bisogno di Barbara della Valle e noi siamo orgogliosi di stare dalla sua parte. Del resto siamo solo alla prima puntata…

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