Ettorre e la memoria intermittente

E’ passato un anno abbondante dalla elezione di Francesco Ettorre alla presidenza della FIV e la stagione delle regate è finita. Due ottime ragioni per delineare un bilancio sullo stato di salute delle classi olimpiche italiane. Cominciamo dai dati obiettivi, cioè dai risultati. Ecco, classe per classe, i due migliori risultati italiani ai campionati mondiali e continentali (per quest’ultimi abbiamo tenuto conto della classifica “open“)

I migliori due italiani in ogni classe in questa stagione

 

Sono risultati soddisfacenti? Non sembrerebbe proprio, specie se si considera che nell’anno post olimpico molte nazioni (quelle che non possono contare su sovvenzioni statali come la nostra in particolare) procedono ad attività ridotta. Sono risultati soddisfacenti? Non sembrerebbe proprio, specie se si considera che l’Italia viene da due edizioni olimpiche consecutive, Londra e Rio de Janeiro senza medaglie. Eppure alla luce di questi numeri tanto il presidente Ettorre quanto il direttore tecnico Michele Marchesini, si dichiarano più che soddisfatti. Tanto nessuno osa contraddirli. Beh, non è questo il caso. E’ noto che il presidente federale non abbia un curriculum da regatante. Questo però non gli impedisce di intervenire a gamba tesa nelle questioni tecniche. Con esiti discutibili. Quando nel “recensire” la stagione il presidente (e con lui il DT) cita tronfio i brillanti risultati della vela giovanile come segnale di ottimismo per il futuro è impossibile non sentirsi presi in giro. Da sempre la vela italiana ha buoni risultati nelle classi giovanili senza che mai questi si siano trasformati, nel tempo, in medaglie olimpiche. Indagare sul perchè questo accada sarebbe un dovere di ogni dirigente sportivo in buona fede. Ma non succede. L’autoreferenzialità delle classi è un problema molto serio sul quale la FIV non è capace di intervenire. In compenso interviene spesso a caso. Lo scorso 7 marzo a Roma in occasione di un premio velico (qui) il presidente Ettorre annuncia un determinante rinforzo per la squadra olimpica. Nientemeno che l’ingaggio di un tecnico della coppa America e di un medagliato olimpico. “Una giornata importante”,”un salto di qualità tecnico”,”un innesto importante”. Cinguettò così il presidente in favore di telecamera. Pochi mesi dopo il roboante annuncio sapete che è successo? Il medagliato olimpico non ha mai firmato il proprio contratto. E l’altro, dopo poche settimane, ha scelto di tornare ad occuparsi di coppa America. Gran bella partenza mister Ettorre. L’Italia malconcia e non pervenuta alle olimpiadi, ringrazia. Ma in che mani siamo?

Francesco Ettorre
Francesco Ettorre

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Un tragico errore

Prendiamo atto che l’associazione denominata Fraglia della Vela di Riva del Garda è in guerra con la vela italiana. Prendiamo atto che il suo presidente Giancarlo Mirandola dice una cosa e ne fa un’altra. Prendiamo atto che il presidente della FIV Francesco Ettorre non è al momento in grado di fermare la slavina di melma che, ingrassandosi sempre più, sta ricoprendo la vela italiana. Ecco, preso atto di tutto questo, viene da domandarci: che fare? Riflettere sugli errori commessi è sempre buona abitudine. Ma solo se serve ad evitarne di successivi. E’ una lezione che alla Fraglia trentina sembrano invece ignorare. L’ultima puntata di cui siamo testimoni è una bizzarra iniziativa dell’avvocato della Fraglia Francesco Zarbo che si è preso la briga di scrivere alla Procura Generale dello Sport presso il CONI in merito alla lettera della bambina Carlotta Cingolani pubblicato su questo sito (per chi l’avesse persa, è qui). L’iniziativa è stata rimbalzata alla Procura Federale che ha aperto delle indagini preliminari che prevedono, come da lettera qui in alto, intanto la convocazione a Genova della signora della Valle, madre di Carlotta. Perché abbiamo definito bizzarra l’iniziativa del legale della Fraglia di scrivere alla Procura Generale dello Sport? Perché costui non dovrebbe ignorare che prima di scrivere a quell’indirizzo è necessario scrivere alla Procura Federale e solo dopo, semmai, inoltrare la lettera al CONI. Ma lasciate perdere le procedure e le prassi legali. Torniamo alla sostanza. La sostanza è una lettera sconvolgente scritta da una bambina che urla al mondo il proprio peggior incubo: aver frequentato la scuola di vela della Fraglia, essere venuta a contatto con il mondo della Fraglia. Un mondo di parolacce, di prevaricazioni, di sputi in faccia. Noi pensiamo invece che in un mondo giusto, un mondo che ha a cuore i diritti dei minori, quella lettera dovrebbe portare alla chiusura della scuola della Fraglia, la demolizione fisica del circolo e la costruzione di un parco giochi al suo posto. Quella lettera che l’avvocato della Fraglia ha l’ardire di portare all’attenzione del CONI è sconvolgente ed è l’atto di accusa più potente che sia mai stato scritto verso una istituzione velica da quando esiste la Federazione Italiana Vela. Risulta altrettanto sconvolgente che, a fronte di quella lettera che ripubblichiamo, il presidente Ettorre sia andato a Riva del Garda con l’intenzione di placare gli animi e ne sia uscito peggio di un nulla di fatto, cioè con una foto in compagnia dei ragazzini della locale scuola di vela (proprio quella!) strumentalizzata dalla stessa Fraglia. Nessun gesto distensivo è uscito dalla Fraglia dopo la sua visita. Nessuna richiesta di pacificazione. Niente di niente. Due sentenze consecutive della Giustizia Federale non hanno prodotto nessuna revisione delle posizioni del club trentino. Ora siamo alle denunce al CONI. La Fraglia è chiaramente fuori controllo. E l’ultima puntata è lontana dall’essere scritta.

Intanto, per non dimenticare da che parte è il marcio, la denuncia di Carlotta:

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Una foto equivocabile, equivocata, equivocante

Il quotidiano L’Adige questa mattina riporta, con una certa evidenza, la foto della visita che il presidente FIV Francesco Ettorre ha fatto domenica scorsa alla Fraglia della Vela di Riva del Garda. Secondo il quotidiano il presidente “ha voluto rendersi conto di persona del clima che si respira alla Fraglia (..) e si è reso conto della situazione tranquilla che si vive nel sodalizio velico nonostante le recenti questioni che hanno riguardato il lavoro di allenamento dei più giovani.” Interessante. A noi veramente risultava che le ragioni della visita del presidente al club trentino fossero tutt’altre. Cioè che il Presidente cercasse di riportare il presidente Mirandola ad un comportamento più ragionevole nei confronti della signora Barbara della Valle, dopo che ben due gradi della giustizia federale hanno indicato il comportamento dell’allenatore Santiago Lopez scorretto e oggettivamente colpevole il circolo medesimo. Non solo, lo stesso club ha fatto sapere che attende di conoscere le motivazioni con le quali è stato respinto il suo appello, per valutare la possibilità di un ulteriore ricorso. Al CONI, si presume. Il clima della visita è stato allietato, si fa per dire, dalla presenza della Polizia di Stato. Chiamata perché qualcuno dei presenti all’incontro con il Presidente Ettorre, non è ancora chiaro chi, ha ritenuto che ci fossero dei potenziali rischi di ordine pubblico.

La Polizia in Fraglia durante l’incontro con il presidente FIV. Chiamata da chi?

Il rischio, per chiarezza e completezza di informazione, era rappresentato dal fatto che la signora della Valle e la signora Lutterotti (la signora che ha firmato l’altro esposto alla Procura Federale e della Repubblica denunciando comportamenti ritenuti impropri dello stesso allenatore Lopez) fossero insieme al bar. Le due signore si erano illuse che la visita del presidente FIV portasse ad un chiarimento generale, ad un appianamento e ricomposizione delle divergenze. Niente di tutto questo. La loro presenza ad un tavolo della Fraglia, sorseggiando un caffè, è stata interpretata come una potenziale minaccia all’ordine pubblico. Possono essere due signore giudicate in tal modo? Possono essere umiliate a tal punto da essere considerate una minaccia? La Polizia, intervenuta, non ha potuto che verificare con una semplice occhiata della realtà delle cose. Noi prendiamo atto che due signore sedute al bar, in questo incredibile circolo trentino possono essere esposte ad una vergogna simile. Del resto che si sia perso il senso della misura da quelle parti è riscontrabile da un altro sgradevolissimo incidente capitato nei giorni scorsi. Quando il pulmino della signora della Valle è stato vandalizzato in un parcheggio. Indagini sono in corso dai Carabinieri per individuare i colpevoli. Al momento è impossibile stabilire un nesso tra il gesto vandalico e la Fraglia. Lo registriamo solo come indice del clima che si respira a Riva del Garda in questo periodo. Un clima che deve essere rasserenato, ma che non potrà mai esserlo sino a quando la Fraglia non prende atto della due sentenze che già la riconoscono colpevole. In quanto al presidente Ettorre, farsi fotografare con i ragazzini di una scuola vela il cui istruttore principale è tecnicamente sospeso da una sentenza della sua federazione ribadita in appello, ci sembra molto discutibile. Dopo la sua partenza nessun segnale di pace è partito dalla Fraglia verso la signora della Valle che ha dovuto persino ingoiare la vergogna della chiamata della Polizia. La pace si allontana. Altre denunce pendono, altre torti debbono essere necessariamente riparati. Altre pagine tristi per la vela italiana devono essere scritte. La signora della Valle e la signora Lutterotti attendono le scuse di tutti, altro che foto sui giornali, altro che situazione tranquilla.

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La FIV e la comunicazione, un rapporto difficile

In questi giorni si fa un gran parlare in rete delle decisione presa dalla FIV di bloccare, sulla pagina Facebook Amici della vela, la possibilità di condividere post. La pagina, con oltre 11 mila iscritti, era diventata un punto di riferimento per la vela italiana. Ne ha dato notizia Carlo Della Casa, impiegato federale, che ne era amministratore, con un post nella stessa pagina. Questo:Il gruppo, che fino a qualche mese si chiamava “Amici della FIV” veniva tra l’altro utilizzato praticamente da tutti i media nazionali (compreso questo) per dare voce e visibilità alla propria attività. La decisione di bloccare la possibilità di postare sulla pagina naturalmente non può essere attribuita a Della Casa, con tutto il rispetto di costui, dobbiamo attribuirla ben più in alto. O al responsabile federale del settore comunicazione Alessandro Mei (aka Mei Patacca) se non addirittura al presidente in persona, Francesco Ettorre. Una decisione incomprensibile, comunque la si guardi. Cominciamo dal merito. L’amministratore scrive di aver preso la decisione di bloccare la possibilità di pubblicare post da parte dei membri a causa di commenti offensivi e diffamatori.  Non vengono fornite ulteriori spiegazioni. Non sappiamo chi ha offeso e diffamato chi. Si resta nel vago. Colpendo nel mucchio. Facebook fornisce la possibilità all’amministratore di bloccare un utente (in questo caso un membro del gruppo) a sua discrezione. Dunque la prima obiezione logica al provvedimento è: perché non bloccare il/i responsabile/i delle eventuali diffamazioni? Oltre il merito c’è l’opportunità. L’idea stessa che la Federazione mostra di avere nei confronti della comunicazione. La FIV teme la libera circolazione di idee? La risposta sembra essere, ed è molto triste persino pensarlo, si.  Alla luce di quanto accaduto, forse la pagina andrebbe ribattezzata “Amici della vela che piace alla FIV“. Ma questo è probabilmente un problema superato. Il declino della pagina, privata della possibilità di interventi esterni, è inevitabile. E allora subentra un altro aspetto. Che senso ha dilapidare un patrimonio simile? Si tratta di puro, autentico autolesionismo. Altre pagine subentreranno, tutto va molto veloce sul web. Su questa, come capita in queste ore si leggeranno solo notizie del tipo “il presidente Mattarella in visita al CONI“. Interessante, avvincente, vero? E’ impossibile poi non notare un’altra inquietante coincidenza. Mentre la FIV decideva di mettere la museruola alla propria pagina Facebook era in corso a Santander, in Spagna, la finale della Coppa del Mondo di classi olimpiche. Che il nuovo ufficio stampa ha coperto poco e male. Non solo, a pochi giorni della vittoria del bando del concorso per lo stesso ufficio, un membro dello staff ha già rassegnato le dimissioni. Dettagli? Forse. Certo è che sulla comunicazione della FIV tira una gran butta aria.

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Assolaser e la truffa del ranking

Le settimane, i mesi, persino gli anni passano, ma il super pasticcio che riguarda la classe Laser è ben lungi dall’essere risolto. Anzi, più la stagione agonistica si fa intensa più le contraddizioni di una situazione paradossale si fanno stridenti. Assolaser contro ogni logica e buon senso continua a tenere in ostaggio la classe in Italia. La FIV del nuovo corso del presidente Ettorre aveva preso in mano la situazione con decisione cercando di risolvere la situazione alla radice incontrando un gran numero di difficoltà. Che sono ancora tutte o quasi sul tappeto. Adesso lo scenario più probabile è questo: ILCA, l’associazione internazionale della classe, imporrà ad Assolaser un nuovo statuto, che sia approvato dalla FIV. Quando Assolaser avrà fatto proprio questo statuto AICL confluirà dentro Assolaser e immediatamente saranno indette nuove elezioni che determineranno un consiglio direttivo di Assolaser nuovo di zecca. A quel punto AICL farà un passo indietro, la FIV riconoscerà di nuovo Assolaser mettendo così fine ad una vicenda che sembra incredibile. Nel frattempo, prima che questo scenario si concretizi, AICL prosegue la propria attività con il pieno appoggio della FIV. Perché viene fatto tutto questo? Perché ILCA è irremovibile sul principio che sia Assolaser a rappresentare la classe italiana, un posizione più di principio che di sostanza, dato che la “nuova” Assolaser non avrebbe assolutamente niente a che fare con la precedente. Ettorre ha provato a smontare questo punto, finendo pragmaticamente per desistere. I tempi? Difficile che tutto questo avvenga nel giro di giorni o poche settimane. Più realisticamente dobbiamo immaginare che si arrivi a questa nuova definizione di ruoli per la fine della stagione agonistica, se non per la fine dell’anno. Ma almeno sarebbe la fine di una situazione che pagano principalmente i velisti. L’ultimo scandalo riguarda infatti il ranking che Assolaser, in assoluto disprezzo delle esigenze dei regatanti stila una richiesta ranking list che riguarda solo chi ha partecipato alle regate di Europa Cup, escludendo tutti coloro che hanno seguito le regate del calendario FIV o World SailingNe consegue che il ranking di Assolaser non rispecchi assolutamente il reale valore degli atleti. Cioè, in altre parole, che atleti meritevoli si siano trovati impossibilitati a partecipare a regate che avrebbero dovuto e potuto fare o che altri che non lo meritavano affatto invece abbiano ottenuto il posto. Per ovviare, almeno parzialmente a questa ingiustizia, FIV ha chiesto direttamente a ILCA la disponibilità di avere altri accessi alle regate internazionali. Al momento non conosciamo ancora la risposta dell’associazione internazionale della classe. Certo che da questa sarà possibile misurare la buona fede e la reale intenzione della stessa ILCA di superare la situazione di stallo nella quale i velisti italiani sono finiti a causa dello scellerato atteggiamento di Assolaser. Vi terremo informati.

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Dilettanti allo sbaraglio

Il responsabile del settore stampa propaganda FIV Mei Patacca
Alessandro Mei Patacca

La notizia dell’attribuzione dell’ufficio stampa federale ad un gruppo di professionisti completamente digiuni di classi olimpiche è un colpo ferale alla vela nazionale. Dimostra, in un colpo solo, che le speranze di una federazione che agisca per il bene dell’attività olimpica sono sepolte per altri 4 anni. E anche che i dirigenti della FIV sono politicamente dei totali incapaci. Le classi olimpiche sono il core business federale e meriterebbero ben altra considerazione. I vincitori del bando per l’ufficio stampa hanno curriculum professionale rispettabile, ma nel quale non vi è alcuna traccia di classi olimpiche. Perché allora hanno vinto? La prima ragione risiede nell’offerta economica. Il bando di gara prevedeva un esborso massimo da parte della FIV di 100 mila euro + IVA. I vincitori hanno presentato una proposta al ribasso di 70 mila euro. Questo risparmio evidentemente è stato considerato dalla FIV, in particolare dal responsabile del settore stampa e propaganda federale Alessandro Mei “Patacca”, assai più importante del fatto che gli aspiranti al ruolo, ognuno di loro, fossero totalmente digiuni di classi olimpiche. Non è una opinione. Sono fatti. Del gruppo vincitore del bando fanno parte, per la parte giornalistica, Barbara Sanicola e Giulio Masperi. La prima negli ultimi 20 anni si è occupata della comunicazione della nota stella delle derive Giovanni Soldini. Il secondo è un collaboratore de La Gazzetta dello Sport del settore motori che in vita sua ha scritto un solo articolo di vela, non di classi olimpiche. L’ineffabile Mei Patacca, già messosi in luce per aver portato i campionati classi olimpiche in un porto da dove le derive non possono uscire con mare formato e spacciandole per un successo, evidentemente ha le proprie idee. Che cozzano con la logica e gli interessi federali. La domanda che sorge spontanea è dunque: perché il presidente Francesco Ettorre gli ha affidato quel settore? E la successiva conseguente, può Ettorre guidare la Federazione o lui stesso rappresenta un problema?

Il presidente FIV
Francesco Ettorre

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La sentenza: Fraglia Riva – della Valle: 0-2

La prima sentenza è arrivata. Il Tribunale federale presieduto dall’avvocato Alessandro Ghibellini l’ha emessa alle 13 e 30 di oggi. La trovate al completo qui oppure in basso. La Fraglia della Vela di Riva del Garda è stata condannata a pagare 4000 Euro. L’allenatore del circolo, Santiago Lopez ha subito una sospensione di 20 giorni.  E’ importante sottolineare che la sentenza riguarda solo il caso di “spiaggiamento”, di sicuro la meno grave tra quelle imputate al club e al suo allenatore dal Procuratore Generale. Quindi la vicenda è lungi dall’essere conclusa.

 

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La vela italiana è allo sbando?

Inutile minimizzare o far finta di niente. Per la vela italiana sono tempi pessimi. Tuoni e saette sono a giro d’orizzonte. L’ultimo scandalo che coinvolge alcune imbarcazioni della Roma per Tutti appare incredibile nei suoi risvolti. Inverosimile che una Giuria abbia assistito con le mani in mano ad una palese violazione delle regole. Stupefacente che vi sia coinvolta una barca militare. C’è poi il caso Scugnizza, con una barca campione continentale, sbugiardata numeri alla mano da una giuria internazionale. Che si aspetta ora dalle autorità italiane punizioni esemplari. Passiamo al caso dei Melges 20 a Portovenere, dove una Giuria per non risultare sgradita ad un armatore che avrebbe dovuto essere squalificato, ha concesso di ritirare una protesta, creando un clamoroso precedente. C’è poi, la bufera che travolge la classe Optimist italiana e il circolo nel quale questa si specchia attraverso il suo segretario, la Fraglia della Vela di Riva del Garda. Siamo a poche ore dalla prima sentenza che prima riguarda una mamma che denuncia le angherie subite dalla figlia. Ne seguiranno altre. Molte altre. Una già presentata da una seconda genitrice che lamenta lo stesso miserabile trattamento subito dal figlio presso lo stesso circolo. Con il medesimo allenatore. Infine, ultimo non certo per importanza, il caso Laser. La più numerosa delle classi veliche italiane ormai da un paio di anni in balia di una complicatissima vicenda di avvicendamento tra le associazioni di classe delle quale fanno le spese i regatanti. A memoria di velista non si ricorda che il Procuratore Generale FIV abbia mai avuto tanto da fare. Che succede alla vela italiana? Che origine ha questo caos che investe la federazione nella quale si è insediato da pochi mesi il neo presidente Francesco Ettorre? Il problema maggiore sembra derivare, nel complesso, dall’eredità tossica del predecessore di Ettorre, Charlie Cross (aka Carlo Croce). Il vecchio e il nuovo FIVQuest’ultimo, nel corso dei suoi due mandati (8 anni in tutto)  ha lasciato irrisolti tutti i numerosi problemi della vela italiana. Non intervenendo praticamente su niente e promettendo quasi tutto ad ognuno, ha consolidato posizioni di potere, fortificando ogni settore, oggi l’un contro l’altro armati. Gli stazzatori ritengono che i giudici che abbiano ingiustificati privilegi, questi ultimi pensano la stessa cosa dei primi. Entrambi hanno preso distanza dal potere centrale, che oggi fatica, fatica moltissimo, a tirare le fila. Sono solo due esempi. Non sono soddisfatti gli allenatori, non lo sono i dipendenti della sede di Genova. Non lo sono i gruppi sportivi militari. Da sempre centri indipendenti di privilegi e di spreco di risorse pubbliche. Ognuno per ragioni diverse. Ognuno ugualmente seccato. C’è poi un altro serio problema sul tavolo del presidente. L’inadeguatezza dei componenti del Consiglio Federale, tutti nuovi di zecca. Forse, tra tutte, la polpetta più avvelenata lasciata in eredità da Charlie Cross. Nella sua tragica indifferenza Cross non ha effettuato cambi (solo uno) in Consiglio a cavallo dei suoi due mandati. Il risultato è stato che non potendo per Statuto restare per più dei due medesimi mandati in carica, tutto il Consiglio è stato rinnovato. Portando un gruppo drammaticamente inesperto al potere. Ettorre se ne è accorto e infatti non si fida praticamente di nessuno. Dunque affronta ogni pratica, sapendo bene di essere l’unico in grado di venire a capo di ogni problema. Il che però rallenta fatalmente, e non di poco, la vita federale. In questo scenario i vecchi nodi lasciati irrisolti della vela italiana arrivano al pettine. E’ certo che il più grave riguarda la classe Optimist, i minori della base.

Un vecchio adagio veniva presuntuosamente ripetuto alla Fraglia di Riva: “la FIV fa quello che vogliamo noi“. Vero. Succedeva a fronte dei numeri trionfali dell’Optimist gestita da Norberto Foletti, da 20 anni alla guida della classe. Oggi quel modello è minato nelle fondamenta, smontato pezzo per pezzo dalle denunce di genitori stufi di una rudezza e una arroganza ingiustificata o semplicemente non necessaria. Nelle ultime settimane la Fraglia è andata al muro contro muro con la FIV, rifiutandosi di sospendere dall’attività Santiago Lopez, l’allenatore Optimist che ha ricevuto un proposta di deferimento da parte del Procuratore Generale. Sacrificando ogni prudenza il presidente della Fraglia, Il presidente della Fraglia Riva coinvolta in un caso di un OptimistGiancarlo Mirandola, un tempo soprannominato al suo circolo “girandola” per la facilità con la quale mutava opinione, ha dato uno schiaffo alla sua vecchia reputazione rimanendo immobile nelle sue convinzioni. E Lopez, alla faccia della FIV, è stato tra coloro che hanno premiato i bambini della classe Optimist nella regata di Pasqua. Una sfida vera e propria al potere centrale che non porterà a nulla se non all’inasprimento dei rapporti con Genova. A chi conviene tutto ciò? Alla vela italiana no di sicuro. Forse il peggio deve ancora venire. Purtroppo.

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Una Fraglia di presunzione

Giancarlo Mirandola presidente della Fraglia. Ricordate Arthur Fonzarelli, Fonzie per gli intimi? Era il protagonista di una serie televisiva (Happy Days) in voga negli anni Settanta. Fonzie era afflitto da una rara sindrome. Era letteralmente incapace di dire “ho sbagliato“.  Giancarlo Mirandola, presidente della Fraglia della Vela di Riva del Garda sembra essere colpito dallo stesso problema. Forse persino in una variabile più grave del medesimo deficit. Per il secondo giorno consecutivo la vela conquista la stampa nazionale per motivi non nobili strettamente dipendenti dal suo circolo e lui continua a negare l’evidenza. Rifiutandosi di accollarsi la responsabilità oggettiva che non solo il buon senso, ma anche il Procuratore Federale FIV gli attribuisce. Mirandola sembra avere un serio problema con le istituzioni.Ha ricevuto un esposto dalla FIV dove gli sono mossi 5 punti. Tutti riguardano il medesimo allenatore, che si è ben guardato dal sospendere. E lui risponde alla Gazzetta dello Sport che “molte delle cose che ci sono state attribuite non sono vere”. Come dire che l’inchiesta condotta dalla procura federale ha preso lucciole per lanterne. Non conosce il significato della parola autocritica Mirandola. Non è mai sfiorato dal dubbio. Beato lui. Si rifiuta di chiedere scusa. Insiste nella sua tesi secondo la quale tutto vada attribuito ad una mamma fuori controllo. Non importa se ogni singola parola di quella mamma sia rigorosamente documentata. E per questo ritenuta attendibile dalla procura. Non importa se siano ci siano altre voci, con nomi e cognomi, disposte a testimoniare che quei fatti sono veri, che il sistema Fraglia sia eccessivo nei confronti dei ragazzini alle prime armi. Non importa se tutto il mondo dello sport italiano sia indignato nell’ascoltare una mamma che denuncia con molti particolari inoppugnabili comportamenti inaccettabili. Non importa che le Federazione Italiana Vela sia in gravissimo imbarazzo per la pessima pubblicità ricevuta. Incapace di vedere oltre il suo naso, il dirigente Mirandola è prigioniero di un provincialismo di rara ottusità, Mirandola non si smuove. Per lui “questo era e resta il caso di una barche spiaggiata”. Cioè, il Procuratore Generale FIV non sa quel che dice. Di fronte a un comportamento tanto insensato abbiamo finito gli argomenti. Mancano 8 giorni alla sentenza del caso. Forse Mirandola/Fonzarelli conta, non si capisce in base a che cosa, in un esito positivo. Supponiamo invece che sia sfavorevole alla Fraglia. Che valore avranno a quel punto le sue eventuali scuse? La Fraglia verrà sciolta per la vergogna? Ci ha pensato? Intanto godetevi, dalla Gazzetta dello Sport di oggi, un’altra puntata dello sputtanamento della vela italiana a cura della Fraglia della Vela di Riva. Non preoccupatevi del conto. Offre Mirandola.

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Dalla Fraglia vogliamo dimissioni a catena

La Gazzetta di oggi

Quello che vedete qui sopra è probabilmente il colpo più grave inferto alla credibilità dello sport della vela in Italia da decenni a questa parte. La seguitissima rubrica delle lettere del maggior quotidiano sportivo italiano, a firma di Franco Arturi, è interamente dedicata alla vela. Non per celebrarla. Si può ipotizzare che questo articolo, la lettera riportata, i fatti agghiaccianti che contiene (tutti documentati) da solo, terrà lontano dalla vela migliaia e migliaia di bambini. Dirottati dai loro genitori verso sport dalla migliore reputazione. La vela è coperta di fango a causa di un club, la Fraglia della Vela di Riva del Garda, che non è più palesemente in grado di trattare con i minori. La vela è coperta di fango mentre la FIV sta a guardare e non interviene per azzerare i suoi vertici. Una FIV che attraverso il suo Presidente di Zona, arriva inopinatamente ad esprimere solidarietà ad un club fuori controllo che non ha neppure l’elementare buon gusto di sospendere l’allenatore che ha innescato tutto ciò. Allenatore che ci auguriamo venga, il 21 aprile prossimo, giorno della sentenza FIV sul caso, radiato. Dalla Fraglia della Vela ci aspettiamo, come fa l’autorevole Franco Arturi, dimissioni a catena. Dal presidente Giancarlo Mirandola in giù, sino al segretario della classe Optimist Norberto Foletti, che è parte in causa in tutto questo. Dagli sponsor prese di distanza da una dirigenza completamente inadeguata che scherza col fuoco, minimizzando il terribile problema del bullismo. Che il mondo dello sport respinge senza se, senza ma. Dalla FIV, che sino ha colpevolmente taciuto, pretendiamo una parola. Una presa di posizione. La situazione certo lo esige. Presidente Ettorre, che cosa la frena? Può l’intera vela italiana essere svergognata perché il club trentino non è all’altezza della situazione? In questo contesto il Criterium Optimist, appena partito, deve continuare? Esistono i presupposti, la serenità perché questo avvenga con quell’allenatore ancora in piena attività? Mediti, mediti, Presidente.

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Il delirio di un certo Macrì

Il testo di Assolaser su Facebook

Quello che vedete qui sopra è un post apparso intorno alle 20 di lunedì sulla pagina Facebook di Assolaser. Possiamo considerarla la “risposta” alla presa di posizione del presidente FIV pubblicata su questo Blog nei giorni scorsi. Una risposta sconnessa. Che parte da una bugia. Non è infatti la FIV ad aver cambiato rotta. Se mai, la FIV ha esaurito la pazienza di fronte alla estenuante immobilità di Assolaser. Che da 2 anni non è disposta a modificare il proprio inaccettabile Statuto. Una immobilità certificata dall’avvocato della FIV Mazzoni nel corso di due incontri nel mese di marzo. Incontri talmente deludenti da generare la reazione della FIV. Assolaser mente sapendo di mentire perché sente di essere arrivata alla fine del suo percorso. Perché è più probabile che Bobby Solo vinca la medaglia d’oro nella classe Finn a Tokyo 2020 che Macrino Macrì torni ad avere il controllo della associazione dei Laser italiani. Associazione che esiste e che lo stesso Macrì, con la classe che gli viene universalmente riconosciuta, definisce “pirata“. Lo comprendiamo, Macrì è allergico ad ogni tipo di democrazia. L’Associazione Italia Classi Laser, che di democrazia e trasparenza fa punti fondanti, deve sembrargli un congrega che arriva da Saturno. Resta il fatto che tristemente e fregandosene bellamente degli interessi dei laseristi italiani, Assolaser opera un ricatto sul futuro. E’ dunque indispensabile che la FIV spinga sull’acceleratore con World Sailing perché ILCA prenda atto che in Italia l’unico interlocutore possibile è AICL. Macrì quindi può continuare ad abbaiare alla luna con pochi sodali. Questa volta vogliamo segnalarvene due. Organigramma AssolaserCome apprendiamo dal sito Assolaser (sopra), quella associazione fuorilegge da 2 anni per la FIV, ha un presidente e un vicepresidente. Entrambi in carica da tempo immemore. Si chiamano Roberto Beltrame e Davide Bortoletto. E’ anche grazie a persone come Beltrame e Bortoletto che Assolaser continua ad intralciare il presente e il futuro della vela italiana. Ci domandiamo, ma come dirigenti di una associazione fuorilegge non dovrebbero essere deferiti? Il fatto che non si dimettano indica incontrovertibilmente che sono d’accordo con la politica del loro segretario. Quella politica che disconosce una delibera del Consiglio Federale FIV. Quella politica che obbliga al doppio tesseramento decine di laseristi italiani. Non è ora di prendere posizione anche nei confronti di costoro? Bortoletto e Beltrame, tenete a mente questi due nomi. Se la vela italiana è peggiore di quello che dovrebbe essere è anche grazie a loro.

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La corrispondenza FIV/ILCA/World Sailing

Come promesso pubblichiamo le lettere con le quali il presidente della FIV Francesco Ettorre “strappa” con ILCA sulla annosa questione Laser e comunica a World Sailing quanto avvenuto. In ultimo la risposta di ILCA. Il tono è molto diverso da quello a cui eravamo abituati dalla FIV. E ne siamo lieti.

La lettera di Ettorre al presidente World SailingLa lettera di Ettorre a ILCALa risposta ILCA a Ettorre

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