FIV come Federazione Italiana Vela? La tentazione semmai, in questi giorni, è di concedersi un grido: FIV, Fuori I Vili. Come minimo è una delle reazioni possibili alla lettura del documento con il quale il Procuratore Federale (l’avvocato romano Giancarlo Sabbadini) comunica alla Procura Generale dello Sport l’intenzione di archiviare le indagini a carico del tesserato Santiago Lopez. Ricordate? Si tratta di uno dei numerosi procedimenti collegati alla vicenda che ha visto protagonisti la Fraglia della Vela di Riva del Garda (Lopez è un suo istruttore) e della signora Barbara della Valle in quanto genitrice di due sorelle, Giorgia e Carlotta Cingolani. Entrambe, all’epoca, frequentatrici della squadra Optimist del medesimo club. Del fatto, conclusosi nella sua parte principale per quanto riguarda la Giustizia Sportiva con la doppia assoluzione della Fraglia della Vela e del suo istruttore, ci siamo più volte e a lungo occupati in passato e basterà avere la pazienza di scorrere attraverso i post precedenti per ripercorrere tutti i particolari. Questa volta si tratta di altro. Ecco qua:

 

Incredibile, vero? Il proscioglimento in questione (le sottolineature sono nostre) appare indubbiamente coerente con quello principale. Però. Però. Le parole hanno un senso. Santiago Lopez, sito web della Fraglia della Vela alla mano, attualmente uno degli istruttori della scuola della vela di quel circolo, è definito dal Procuratore Federale Sabbadini, come “autore di dichiarazioni inveritiere” (cioè bugiardo), di condotta “moralmente riprovevole“. Non pago, Sabbadini aggiunge che Lopez, pur muovendosi all’interno del proprio libero diritto di difesa, appaia come “del tutto privo di senso di proibità sportiva“. Probo è un aggettivo desueto, ma privo di ambiguità, vuol dire onesto. La logica del diritto consente al Procuratore Generale di arrivare al proscioglimento e ne prendiamo atto. Non ci interessa la parte legale della vicenda. O meglio, ci interessa molto meno delle sue conseguenze. C’è un istruttore, in una scuola di vela in un circolo affiliato alla FIV, che pur essendo definito dal Procuratore Generale della Federazione stessa, “bugiardo, autore di condotte moralmente riprovevoli e del tutto privo di senso di proibità sportiva” è libero di continuare a intrattenere bambini che si avvicinano alla vela. Ieri, oggi e domani. Che sia legale lo abbiamo appurato. Appurato con un senso di profondo disagio. Siamo lieti di non essere avvocati, lasciamo a loro l’ardire, di fronte ad un indagato che mente, di dover concludere di doverlo prosciogliere. Non è evidente che debbano essere urgentemente cambiate le norme? Non solo, dobbiamo anche domandarci quanto tutto questo sia opportuno. Per la Fraglia della Vela di Riva del Garda evidentemente si, lo è. Per la Federazione Italiana Vela che lo tollera senza intrervenire, anche. Il suo presidente Francesco Ettorre ha, sulla vicenda, da tempo scelto un pavido silenzio. In verità sopraggiunto dopo uno sgangherato e, nei fatti, del tutto inutile tentativo di mediare la situazione. Evidentemente questa è ancora la sua linea, visto che il documento è datato 28 marzo scorso e, da allora, non ci risultano interventi di alcun tipo. Implicitamente Ettorre ammette, ed è molto grave, il proprio difetto di giurisdizione nei confronti del club trentino che, del resto, ha sistematicamente ignorato la sua mediazione, sino a quando c’è stata. La Fraglia fa quello che crede, anche quando il suo comportamento, come in questo caso, è da molti, oltre i confini della sua provincia, ritenuto dannoso per l’immagine della vela nazionale nel suo complesso. Il suo presidente, Giancarlo Mirandola, artefice della difesa ad ogni costo del proprio istruttore, responsabile almeno al 50% di tutto quanto accaduto, è stato recentemente persino rieletto per un nuovo mandato alla guida del Circolo. Un segnale forte di continuità. La Fraglia tira dritto. Del resto, con questa presidenza FIV se lo può permettere. E’ impossibile non ricordare che la Fraglia della Vela, con il patrocinio della FIV, con la sponsorizzazione di Kinder + Sport, organizza la più importante regata di Optimist al mondo. E’ opportuno che continui a farlo visto che nella sua struttura, al vertice del settore giovanile c’è un allenatore con le caratteristiche certificate di Santiago Lopez? Più in generale, la visione della vela giovanile della Fraglia è compatibile con quella della FIV? Lo chiediamo al presidente “dimezzato”, Francesco Ettorre. Signor presidente, sono queste le scuole di vela alle quali dobbiamo iscrivere i nostri figli? Signor Presidente, lei manderebbe suo figlio a scuola vela da Santiago Lopez?

 

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Le motivazioni del doppio proscioglimento della Fraglia Vela di Riva e del suo allenatore Santiago Lopez (vedi il post precedente qui per il testo completo) sono destinate ad aprire un profondo dibattito nella vela italiana. Quella nel suo complesso da un lato, quella del club trentino dall’altro. Già, sembra proprio questa la voragine che si apre. I due proscioglimenti seguono evidentemente strade indipendenti. E da tali li affrontiamo.

Proscioglimento Fraglia Riva. Secondo la Corte Federale di Appellole problematiche relative alla regolazione interna della vita dell’affiliato esulano dall’ambito di competenza federale“. La tesi è interessante. Peccato che questo articolo 4, comma 7 dello Statuto FIV, indicato dalla Corte non sia stato tenuto in considerazione né dal Procuratore Federale in fase di indagine, né dal Tribunale Federale ai fini della prima sentenza. Ora che la Corte Federale di Appello smentisca le due principali entità che gestiscono la Giustizia Federale forse è affascinante per chi vuol vederci un segno di estrema autonomia tra gli organi. In effetti, guardando meglio, è solo un segno di estrema confusione. Ed è impossibile restire alla tentatazione, in queste circostanze, di vederlo come un pretesto. Specie in un contesto storico nel quale la FIV si è appena dotata di un Codice Etico che è vero che è stato introdotto successivamente ai fatti in questione, ma avrebbe quanto meno potuto indurre i Giudici della Corte a non togliersi lo “sfizio” di contraddire Procuratore e Tribunale Federale su un argomento sensibile come questo che gravita intorno al problema del bullismo.

Proscioglimento Santiago Lopez. Il Tribunale Federale di appello ha sancito che la velista Giorgia Cingolani non è credibile. Giudicate voi. Questo è il verbale della sua deposizione:

La Corte Federale di Appello si è presa la straordinaria responsabilità di ritenere che questa deposizione non avesse alcuna conseguenza disciplinare. Del resto che Giorgia Cingolani fosse in qualche modo nel mirino dell’autorità sportiva emerge chiaramente anche da questo altro documento, che riguarda una intervista che la stessa velista aveva rilasciato a Gazzetta.it. L’intervista ha per contenuto sostanzialmente gli stessi avvenimenti della deposizione. La potete rivedere qui

Quello che appare incredibile, in questa richiesta di archiviazione, è la considerazione finale. Giorgia viene dipinta come influenzata “dalla capacità pesuasiva del giornalista” (sic!) ma, considerando la sua vittoria nel campionato mondiale Laser di categoria, si propone l’archiviazione. Che sia possibile collegare il risultato sportivo alla decisione di procedere o meno nei confronti di un potenziale illecito disciplinare è davvero sorprendente. Che razza di modello educativo ha in mente il Procuratore Federale Giancarlo Sabbadini per la vela italiana? Quello che ne esce qui, ovvero: “chi va forte, può dire le bugie” fa venire i brividi. Stesse brividi avvertibili nelle acrobazie verbali dei documenti riportati. Squarciamo questa ipocrisia. Se Giorgia Cingolani, sprovveduta 16enne dipinta in balia della madre, non dice la verità, vuol dire che è una bugiarda. Eppure Giorgia cita fatti precisi, circostanze dove è testimone diretta. Una bugiarda che vince una regata, per quanto importante, merita indulgenza? E meritano indulgenza quei “gentiluomini” della squadra velica della Fraglia che hanno accolto ieri a Napoli, a margine della nazionale Laser, Giorgia con sfottò e prese in giro? Noi crediamo di no.

 

 

 

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La Corte Federale di Appello della Federazione Italiana Vela ha emesso ieri il proprio verdetto in merito alla vicenda che ha visto protagonista la Fraglia Vela di Riva del Garda, un suo allenatore e alcuni minori, vicenda della quale tanto ci siamo occupati in passato.Eccolo:

Ricordiamo che la Corte Federale di Appello interveniva su richiesta sia del Procuratore Federale, tanto dell’avvocato della Fraglia, entrambi insoddisfatti della prima sentenza sulla vicenda. Il primo specificatamente del proscioglimento dell’istruttore Santiago Lopez. Il secondo della deplorazione scritta inflitta al club trentino. La decisione di ieri respinge l’istanza del Procuratore Federale e accoglie invece quella dell’avvocato del circolo. Aspettiamo le motivazioni per una migliore comprensione della sentenza che lascia il mondo velico sconcertato. Dimostrando prima di tutto che la FIV sia nel caos. Difficile, se non impossibile, rintracciare una anche minima coerenza tra la decisione di dotarsi di un avanzatissimo codice etico che richiama tutti i tesserati ad alti ideali, quando poi viene respinta una istanza del Procuratore Federale che proprio a questi si richiamava. Lo spettacolo offerto è desolante. Il presidente Ettorre sino ad oggi nella vicenda si è coperto di ridicolo insieme al vice presidente del CONI e responsabile della vela giovanile Alessandra Sensini. Mascherandosi vigliaccamente dietro il susseguirsi delle varie sentenze hanno omesso di prendere posizione. E avrebbe dovuto avere l’elementare dovere di farlo, visto che c’è in ballo l’intera credibilità del sistema anche se qualcuno continua a minimizzare scambiando il tutto per una specie di isteria da social network. Come un politico, anzi due, dello scorso secolo, Ettorre e Sensini si sono limitati ad aspettare che il clamore sulla vicenda scemasse non rendendosi conto che così facendo non solo disintegravano la loro credibilità di manager (il che in fondo è un problema solo della loro sconfinata vanità), ma anche, cosa assai più grave, l’intero movimento. Eppure, da politici che si riempiono la bocca di ideali, Ettorre e Sensini hanno il dovere di dirci tra un club arrogante, un allenatore che sbraita volgarità e una ragazzina che subisce, da che parte stanno. In attesa delle motivazioni della sentenza.

 

 


 

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Il brillante secondo posto di Flavia Tartaglini nella classe RS:X salva la faccia della foltissima rappresentativa italiana a Miami, nella prova di World Cup. La squadra ufficiale prevedeva una flotta di ben 34 velisti, 6 allenatori, un fisioterapista, un team manager e il direttore tecnico per 7 classi su 10. Questa affollata spedizione ha partorito il criceto di un podio (RS:X W) e due presenze in medal race (ancora RS:X W  e 470 W). Ci sarebbe, anzi c’è, un’altra buona prestazione, quella di BressaniZorzi sul Nacra. Ma l’equipaggio era presente da indipendente, a proprie spese, orgogliosamente al di fuori di quello che per dimensioni può essere rappresentato come il carrozzone federale. A metà del quadriennio olimpico il modesto risultato del team ufficiale italiano in Florida suona come un pericoloso campanello di allarme che non può essere ignorato. I numeri sono inequivocabili.


La tabella mostra i due migliori risultati ottenuti dagli italiani a Miami. Se la definiamo, tutto sommato, una bella riga di merdesimi, si offende qualcuno? Nonostante le migliori intenzioni pare impossibile vedere il bicchiere mezzo pieno per un movimento che viene da due olimpiadi (2012, 2016) senza medaglie. A metà del cammino verso Tokio non ci sono certezze, solo speranze. Speranze che la Tartaglini regga, così come il Nacra, adesso che il gioco si fa più duro. Intanto registriamo la sproporzione tra l’investimento fatto per mandare 17 barche, 9 tavole e il relativo seguito dall’altra parte dell’oceano e i risultati ottenuti. Quale altra nazione aveva una squadra altrettanto folta? Qui la sproporzione è stridente. Le tre classi (Nacra, 49erFX e Finn) non presenti in Florida poi, mica erano ferme. Per loro il tassametro del pubblico finanziamento girava altrove. Numeri alla mano siamo una nazione di ultra retroguardia del medagliere olimpico velico. Però abbiamo i mezzi di una superpotenza. Spendiamo e spandiamo. Sono soldi pubblici, è troppo raccomandare sobrietà in attesa di tempi migliori? Probabilmente no. Solo l’Italia ricorre massicciamente ai Corpi Militari per la formazione delle proprie squadre. A Miami erano la stragrande maggioranza della nostra spedizione. E’ una peculiarità tutta nostra. Soldi pubblici in cambio di niente. Pardon, niente medaglie, ma decine e decine di stipendiati. Una seria riflessione sul rapporto costo/beneficio si impone. Ne riparliamo presto.

 

 

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E’ fissata per il prossimo 6 febbraio l’udienza della Corte Federale di appello. Udienza resa necessaria dal contemporaneo appello del Procuratore Federale e dell’avvocato della Fraglia Vela di Riva alla sentenza del Tribunale Federale resa nota nelle sue motivazioni lo scorso 11 dicembre. Le motivazioni della sentenza sono visibili qui Più specificatamente la Fraglia ricorre contro la deplorazione scritta che il Tribunale gli ha inflitto e il Procuratore nei confronti del proscioglimento di Santiago Lopez, istruttore della medesima Fraglia. Si tratta di due visioni opposte, su una sentenza che ha fatto molto discutere dato che delinea i comportamenti ammissibili in una scuola di vela. La nostra posizione è nota e facilmente rintracciabile nei numerosi articoli scritti sull’argomento. Rimaniamo alla finestra in attesa di questa nuova imminente puntata. Decisiva. Nel frattempo, come è noto, la FIV ha scelto, discutibilmente, di non commentare ufficialmente la sentenza ma, contestualmente, si è dotata di un Codice Etico che da quest’anno viene esteso automaticamente a tutti i tesserati (sinora veniva sottoscritto soltanto dai componenti delle squadre nazionali olimpiche). Nelle prossime ore il Codice verrà diffuso on line. La novità è un significativo passo in avanti su quali comportamenti la FIV si aspetta dai propri tesserati, un arma preziosa per sedare e dipanare assai meglio in futuro casi simili a quello in questione. Tuttavia, la pur encomiabile iniziativa del Consiglio Federale, è del tutto vana di fronte all’ostinatezza con la quale la Fraglia ha affrontato e affronta la vicenda. Non importa che la cattiva pubblicità derivata vada ben oltre i confini di Riva del Garda. Di tutto questo, alla locale Fraglia, resa semicieca dal suo provincialismo, sembra non importare niente a nessuno. Fatti loro? Non proprio. La Fraglia di Riva è libera di prendere a picconate la propria reputazione, ciò che le dovrebbe essere impedito è di estendere il danno all’intero movimento velico nazionale, cosa che invece sta accandendo da mesi.

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Il presidente FIV Francesco Ettorre è un uomo dinamico. Macina chilometri da un capo all’altro dell’Italia senza risparmiarsi. Per questo non ci ha sorpreso, nei giorni scorsi, vederlo prendere la parola nel corso dell’Assemblea Straordinaria della classe Optimist tenuta a Napoli in concomitanza con una importante regata. Ci pareva una importante occasione perfetta per chiarire la posizione della FIV in merito alle linee guida da tenere nelle scuole di vela, dopo che una sentenza del Tribunale Federale che ha assolto un istruttore dai modi come minimo rudi. Il Presidente ha ritenuto non fosse il caso di intervenire e così rimaniamo in attesa. L’ argomento, quello dei doveri/diritti degli allenatori dei giovanissimi è troppo importante per far finta di nulla e continueremo a sollecitare il Presidente su questo punto cruciale. Mandereste vostro figlio in una scuola di vela dove gli allenatori si comportano molto duramente e si usa un linguaggio triviale? Lei, Presidente, lo farebbe? La sua presenza a Napoli, silente sull’argomento, serve solo a rafforzare l’attuale gestione della classe Optimist. E, visto che non ha una preparazione tecnico agonistica (nel mondo velico si è occupato di tutt’altro) Presidente, si è accorto che risolto il problema della classe Laser, resta quello dell’Optimist, il problema centrale della vela italiana? Si chiama autoreferenzialità. La classe Optimist italiana produce campioncini che assai raramente o mai approdano, rimanendo in testa alla flotta, nelle classi olimpiche. Siccome il problema drammatico della vela italiana è che non produce medaglie olimpiche, si tratta di scegliere. Meglio lasciare le cose come stanno ed essere incapaci di conquistare medaglie olimpiche o avere il coraggio di intervenire alla radice del problema? E’ il quesito tecnico fondamentale che Ettorre si è trovato sul tavolo lasciatogli in eredità dal predecessore Charlie Cross. Per affrontarlo servivano e servono spalle molte larghe. Ettorre ha dimostrato di averle domando la questione Laser. Giocava fuori casa, un po’ alla sbaraglio. Qui, con gli Optimist, è ben diverso. Ci sono equilibri più delicati. La lunghissima permanenza del cavaliere Norberto Foletti al vertice della classe Optimist italiana ricorda molto quella di Macrino Macrì con Assolaser. Foletti è stato a lungo dirigente della Fraglia Vela di Riva. Ma non ha mosso un dito per salvare la reputazione del suo circolo travolto dalle accuse di bullismo al suo allenatore. Avrà avuto le sue buone ragioni. Che non coincidono con quelle della vela italiana. E quando ci siede troppo a lungo sulla stessa poltrona si finisce per far confusione tra se stessi e ciò che si rappresenta, fraintendendo alla radice il senso del volontariato sportivo. Il signor Foletti va ringraziato e accompagnato alla porta. Per la semplice ragione che la classe Optimist italiana in questi anni ha ingrassato a dismisura se stessa, ma ha fallito miseramente nella sua missione di fornire qualità alla vela olimpica italiana. Non siamo nel campo delle opinioni. Sono le medaglie olimpiche che misurano la bontà di un movimento velico. Il nostro è uno degli ultimi in campo mondiale. Un dirigente coscienzioso dovrebbe prendere il toro per le corna. Non farsi vedere ad un’assemblea contribuendo a diffondere il messaggio che tutto va bene. Non è così.

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Se Giorgia Cingolani fosse un Laser, sarebbe più ascoltata? Lo chiediamo provocatoriamente al presidente federale Francesco Ettorre brillante risolutore della diatriba sul caso Laser, ma non ancora in grado di fare lo stesso con la quindicenne Giorgia. Già, Ettorre incassa l’indubbio successo nel caso che da anni tiene in scacco l’intero movimento velico italiano, quello della classe Laser.ILCA ha finalmente provveduto a revocare il proprio riconoscimento ad Assolaser e si accinge ad autorizzare l’attività di AICL. E’ giusto attribuire alla guida della FIV il pieno merito della risoluzione finale. Ettorre è riuscito con determinazione dove il suo predecessore Carlo Croce aveva miseramente fallito, riportando in modo chiaro, netto, inequivocabile, la Federazione saldamente alla guida delle associazioni di classe. Ettorre ha reso possibile, ha fatto, ciò che Charlie Cross alla guida contemporaneamente di FIV e World Sailing, aveva fatto sembrare irrealizzabile. In termini politici è una vittoria enorme che in questi giorni il presidente può assoporare, ma non gustare sino in fondo. Lo scintillante successo nella vicenda Laser è infatti in parte offuscato, come una nube dispettosa che intralcia un’ alba perfetta, da l’eco, tutt’altro che spento, di altra questione, quella legata all’ultima sentenza del Tribunale Federale, ancora sul caso Fraglia Vela di Riva del Garda. Nessuno della FIV, non il presidente, non coloro che a vario titolo si occupano di vela giovanile (Alessandra Sensini in testa) ha ancora sentito il bisogno di prendere posizione rispetto ad una sentenza che nei fatti tratteggia un modello didattico che definire “ruvido” è forse eufemistico. Come non era difficile immaginare questo silenzio non ha prodotto buoni frutti. Sui social media in queste ore il dibattito è accesissimo. Gli amministratori della pagina Facebook Amici della Vela 2.0, al culmine di una delle molte discussioni infuocate, hanno deciso di bannare proprio la quindicenne Giorgia Cingolani, figlia di Barbara della Valle, la genitrice che ha sollevato il coperchio sui discutibili metodi educativi messi in atto nella scuola Optimist della Fraglia della Vela di Riva del Garda e, a sua volta, bannata dalla pagina. Per gli amministratori della pagina madre e figlia non si attenevano alle linee guida della pagina, non nella sostanza dei loro interventi, ma nella forma di alcuni. Difficile non ammettere che la critica avesse un fondamento. Eppure resta ben fondato il dubbio che altre strade per ottenere lo stesso scopo, magari più mirate (censurando specificatamente i passaggi oltre il consentito non completamente le persone) sarebbero risultate più efficaci. Così facendo si fa (si è fatta) una pericolosa confusione tra vittima e carnefice. Giorgia Cingolani è la testimone di un modello sbagliato (che uno dei club velici più importanti d’Italia mette in atto da anni), però ha un cattivo carattere. E quello di sua madre è pure peggio. No. No. Giorgia Cingolani è una vittima. Punto a capo. Barbara della Valle è la genitrice che ha sfidato uno dei circoli più potenti d’Italia perchè ha visto le sue figlie a disagio dopo aver frequentato una scuola vela organizzata in nome e per conto della Federazione Italiana Vela. Questo passaggio è fondamentale. La pagina Amici della Vela 2.0 rappresenta una delle comunità veliche più numerose sul più popolare dei social media. Ce ne siamo occupati in passato (vedi qui), ora ci interessa rilevare che a seguito della decisione di bannare Giorgia Cingolani, circa il 3% degli appartenenti al gruppo hanno deciso di lasciare il gruppo medesimo in segno di disapprovazione e/o solidarietà nei confronti della quindicenne. Una reazione forte. Decisa. Sulla quale forse gli amministratori di Amici della Vela 2.0 avvieranno una riflessione. O forse no. In fondo non ci riguarda. Quello che più preme è che sia la FIV, il suo presidente, a non ignorare questi messaggi. Che urlano di una speciale sensibilità sull’argomento che è semplicemente folle ignorare. Il problema del modello educativo da proporre nelle scuole vela federali così come è tratteggiato dalla sentenza che assolve Santiago Lopez, allenatore della Fraglia di Riva, deve essere discusso adesso. Lo slancio del sucesso nella vicenda Laser possa essere d’inerzia. Giorgia e Barbara sono logorroiche, insopportabili, pedanti. E fanno un mucchio di errori, generose come sono. Ma sono le vittime ed è impossibile non stare dalla loro parte.Oltre che a voler loro bene.

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C’è una velista adolescente che in questi giorni sta facendo parlare molto di se. Non per le sue imprese in regata, il Laser 4.7 è la sua barca, che pur sono notevoli non solo in campo nazionale, ma per ben altro. Il suo nome è Giorgia Cingolani. Ed è l’autrice di una denuncia sconvolgente che se avete dimenticato (risale al luglio scorso), vi consigliamo di rivedere qui. Questa denuncia, insieme a quella della madre di Giorgia, Barbara della Valle (la potete rivedere qui) e di un’altra mamma, Monica Lutterotti (la cui testimonianza potete rivedere qui) hanno portato al procedimento contro la Fraglia Vela di Riva del Garda e del suo allenatore Santiago Lopez. Come è noto quel procedimento si è concluso (le motivazioni della sentenza le trovate qui) con il proscioglimento di Lopez e una deplorazione scritta nei confronti del club velico di Riva del Garda. Le motivazioni hanno suscitato molte perplessità e parecchi malumori nei confronti di quali la presidenza FIV ha fatto sostanzialmente orecchie da mercante. Perchè se è certamente vero che le sentenze si rispettano, queste devono poter essere discusse specie come quando, come in questo caso, investono uno dei cardini del nostro sport, la sua porta d’ingresso principale, quella verso gli adolescenti. Il presidente Ettorre e il responsabile della vela giovanile Sensini devono uscire dalla banalità di “rispettiamo l’autonomia del Tribunale Federale” per affermare con chiarezza a quale modello di vela giovanile pensano. Quello eufemisticamente ruvido, definito dalle motivazioni della sentenza che sdogana il linguaggio triviale consentito all’istruttore Lopez, oppure un altro. Ma quale altro? Mentre aspettiamo una presa di posizione che tarda ad arrivare, la credibilità dell’intero impianto della vela giovanile italiana mostra tutte le sue crepe. Perchè l’intreccio che vede opposta la piccola/grande Giorgia Cingolani, sua sorella Carlotta e sua madre da un lato e la Fraglia Vela di Riva d’altra è lungi dall’essere finito. Non è concluso per la semplicissima ragione che i bambini, gli adolescenti sono strutturalmente incapaci di accettare le bugie. E nella sua giovanissima carriera di velista di gran talento, Giorgia Cingolani di bugie ne ha già viste troppe. Noi come lei siamo attoniti di fronte all’atteggiamento del suo vecchio circolo. Lo abbiamo scritto più volte, lo ripetiemo ancora in questo mondo di sordi: un club velico, a maggior ragione uno dei più importanti d’Italia e d’Europa, non può entrare in guerra con un bambino e con i suoi genitori. Se lo fa, non ha capito il proprio ruolo e il senso della propria esistenza. Un semplice incidente di percorso è diventato un caso nazionale per l’incapacità di un circolo di ammettere i propri errori, in principio piccoli, poi sempre più grandi in un crescendo travolgente. Incapace di vedere oltre il proprio naso il presidente della Fraglia Giancarlo Mirandola ha trascinato il suo circolo al minimo storico della sua popolarità, subendo una deplorazione scritta da parte del Tribunale Federale che è uno schiaffo a cinque dita al suo orgoglio e alla sua storia. Tutto questo pur di non ammettere che il suo allenatore Lopez si era comportato in modo incontrovertibilmente inadeguato. Già, si trattava di essere umili per un istante e riconoscere un errore. Ma essere umili, anche solo temporaneamente, non è proprio la migliore delle qualità del presidente Mirandola. Il presidente Ettorre avrebbe potuto indurre Mirandola ad evitare tutto questo. Ma non ne è stato capace. Il fatto che ci abbia provato a lungo parla in modo preoccupante dei suoi limiti come mediatore. Nella storia della FIV non c’era mai stato un circolo con un atteggiamento altrettanto ribelle rispetto al centro. E il precedente è pericoloso. Molto pericoloso. Così come lo è continuare a minimizzare la rabbia di Giorgia. Giorgia Cingolani ha scritto questa lettera al Procuratore Federale:

 

Denuncia di Giorgia Cingolani su Santiago Lopez

Procuratore sono Giorgia Cingolani e ho saputo che lei ha archiviato il procedimento su Santiago per quello che è successo a Malta l’anno scorso perché lui ha detto che non ha fatto assistenza ai tre della fraglia che regatavano e questo non è vero perché io ero in acqua e Santiago seguiva i tre in acqua e a terra. In acqua stava sul gommone di Cervia con l’istruttore Nicola Bissi. Santiago seguiva i 3 come sempre durante le regate, faceva i breafing e regolava le loro vele. Ricordo anche che durante il penultimo giorno in acqua ho protestato un ragazzino di Santiago, Alex de Murtas, e Santiago poi ha parlato con il mio allenatore Antonio Tamburin per chiedergli se io avevo poi fatto la protesta a terra. Questo glielo può confermare anche Antonio Tamburin. Tutto quello che sta succedendo non è bello e non mi piace perché io dico la verità.
Come tesserata FIV ho imparato che se vengo a conoscenza di qualcosa che è un illecito ho l’obbligo di denunciare e quindi io voglio denunciare che Santiago ha dichiarato il falso sia per il fatto di Malta ma anche per quello che ha dichiarato sull’episodio della palestra perché sono stata io ad accompagnare mia sorella in palestra il 7 febbraio e l’ho lasciata a Santiago che l’ha fatta entrare poi quando me ne sono andata la cacciata dalla palestra. Io voglio denunciare queste cose e voglio essere sentita.
Giorgia Cingolani
Chi si prende la responsabilità di dire a Giorgia che le sue speranze per una vela più pulita sono mal riposte? Vuol farlo lei presidente Ettorre?
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Il fatto che la FIV non abbia ritenuto opportuno aggiornarci dopo il suo Consiglio Federale in merito alla situazione della classe Laser non significa ovviamente che niente sia successo. L’ultima puntata ufficiale risale allo scorso 5 dicembre, quando si sono incontrati a Genova con il presidente Francesco Ettorre il rappresentante ILCA e i vertici di AICL. All’incontro era invitata anche Assolaser, che ha ritenuto non intervenire. Oggi sappiamo perchè. Non che il particolare sia sostanzialmente rilevamente: dalla riunione in questione è uscita la richiesta ufficiale della FIV a ILCA di disconescere Assolaser e riconoscere AICL. Cosa peraltro non ancora accaduta. Un passo alla volta. La novità di questa sera è il comunicato che Assolaser ha emesso dopo la propria assemblea tenutasi nel pomeriggio a Milano. Il comunicato è questo:

Da tempo abbiamo abbandonato la logica come strumento per decifrare i comportamenti di Assolaser in questi ultimi anni. Questo comunicato è concentrato di tutti i suoi difetti. Certo colpisce l’ardire nel definire AICLassociazione pirata” e molto altro. Ma colpisce molto di più che, pur definendola “remota e infaustaAssolaser per la prima volta ammette la possibilità che ILCA possa revocargli il riconoscimento come distretto. Siamo dunque ai titoli di coda. La FIV resta in attesa di comunciazioni da ILCA circa quel passaggio per la prima volta ammesso persino da Assolaser. Ci risulta che la FIV abbia già sollecitato ILCA che continua nella sua incomprensibile melina. Peccato non saperlo direttamente dalla FIV. Peccato che la FIV stessa al termine di un Consiglio Federale protrattosi per due giorni non abbia ritenuto necessario aggiornare la situazione. Trasparenza è una bella parola che i politici, anche quelli sportivi, usano spesso prima di essere eletti. E poi dimenticano nel corso del mandato.

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E’ previsto per domani a Roma il Consiglio Federale FIV. Non conosciamo ufficialmente l’ordine del giorno, ma saremmo molto sorpresi che non riguardasse le conseguenze della ormai famosa motivazione della sentenza su l’ultima puntata del caso Fraglia Vela Riva/Lopez vs Della Valle/Lutterotti e la situazione nella classe Laser. Cominciamo da quest’ultima. Domani saranno passati 10 giorni dall’ultimo incontro a Genova tra il presidente Francesco Ettorre e il delegato ILCA Jeff Martin. Incontro concluso con la richiesta ufficiale della FIV di disconescere Asssolaser e riconoscere AICL, richiesta alla quale ILCA si era impegnata di rispondere entro pochi giorni. I pochi giorni sono abbondantemente passati e della risposta non c’è traccia. Che succede adesso? Siamo ansiosi di saperlo e chiediamo che dal Consiglio Federale esca una posizione chiara in tal senso. Anche se sembra difficile crederlo, la situazione innescata dalla motivazione all’ultima sentenza del Tribunale Federale è ancora più complessa. In ballo c’è l’intera reputazione delle scuole di vela italiane. Come dimostra la lettera che abbiamo appena ricevuto:E’ indispensabile che il presidente Francesco Ettorre e la responsabile della vela giovanile Alessandra Sensini forniscano risposte univoche. Altrimenti possiamo aspettarci una cosa sola: che gli iscritti alle scuole vela, minate nella loro credibilità, del prossimo anno calino drasticamente. E’ questo che vuole la FIV? Domani lo sapremo.

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L’attesa motivazione della sentenza del procedimento nei confronti di Santiago Lopez e Fraglia Vela Riva è finalmente arrivata. La trovate cliccando qui. I commenti a dopo.

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