Io no Fraglia Riva. E tu?

La Giustizia Federale va avanti. Il Procuratore Federale prosegue la propria opera e procede al deferimento della Fraglia della vela di Riva del Garda e al suo allenatore Santiago Lopez per le ragioni di cui al documento pubblicato ieri, qui. La Federazione Italiana Vela ha scelto di non commentare tale deferimento e quello che per praticità e sintesi definiamo ora “caso Fraglia” ed ha evidentemente tutto il diritto di farlo. La posizione è grosso modo questa: piena fiducia nella Giustizia Federale, attesa delle sentenze. Certo, un deferimento non è una sentenza. In questo caso poi diventa semplicemente un pretesto per ricordarci la sostanza di cui parliamo, vessazioni ad una minore, il quadro di una tecnica e di un sistema didattico nelle scuole di vela che appare brutale e fortemente inadeguato. Dunque se la FIV esercita il proprio diritto (o la non spavalderia) di osservare la Giustizia fare il proprio corso, noi esercitiamo il nostro di proporre costruttivamente una soluzione del problema del “caso Fraglia“, nell’unico interesse della vela italiana. Se la FIV non sente il bisogno di dire forte e chiaro che non c’è posto nelle scuole vela della penisola per allenatori alla Lopez, pensiamo che perda una ottima occasione per ricordare ai bambini che la vela intorno ai 10 anni è solo divertimento, condivisione e rispetto per la natura. La Fraglia di Riva organizza la più importante regata di Optimist al mondo, club e classe italiana hanno numerosi punti di contatto che molte volte in passato abbiamo elencato. Senza sconti. Spiace molto che la FIV, mentre tace, non colga l’occasione per verificare che lo stile Lopez, lo stile Fraglia, non facciano proseliti. Ci sono decine di migliaia di persone che attraverso questa e altre pagine sono venuti a conoscenza di quanto succeda e sia successo, attraverso più testimonianze, nella scuola vela della Fraglia. Gente spontaneamente inorridita. Tutti costoro, per la FIV, non meritano alcuno messaggio rassicurante. Le nostre scuole di vela hanno bisogno di dire forte agli italiani che non sono come sentenze, deferimenti ed esposti dipingono essere quella della Fraglia. O sarà necessario specificare “in questa scuola di vela non si maltrattano i bambini”? Già, si tratta di questo: “Io no Fraglia Riva, e tu?”. Perché la Fraglia Riva prosegue questa battaglia? Come fa la Fraglia a non capire che una madre ferita e uno dei principali club velici italiani non sono entità che possono dialogare su uno stesso piano come invece pretende il suo presidente? Ecco, il suo presidente. Giancarlo Mirandola. Tiene in scacco la vela italiana, pone in serio imbarazzo da mesi il suo presidente. Tutto questo pur di non ammettere che uno dei suoi allenatori adopera metodi inaccettabili e per questo deve essere allontanato? Povera Fraglia. Poveri noi.

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Un tragico errore

Prendiamo atto che l’associazione denominata Fraglia della Vela di Riva del Garda è in guerra con la vela italiana. Prendiamo atto che il suo presidente Giancarlo Mirandola dice una cosa e ne fa un’altra. Prendiamo atto che il presidente della FIV Francesco Ettorre non è al momento in grado di fermare la slavina di melma che, ingrassandosi sempre più, sta ricoprendo la vela italiana. Ecco, preso atto di tutto questo, viene da domandarci: che fare? Riflettere sugli errori commessi è sempre buona abitudine. Ma solo se serve ad evitarne di successivi. E’ una lezione che alla Fraglia trentina sembrano invece ignorare. L’ultima puntata di cui siamo testimoni è una bizzarra iniziativa dell’avvocato della Fraglia Francesco Zarbo che si è preso la briga di scrivere alla Procura Generale dello Sport presso il CONI in merito alla lettera della bambina Carlotta Cingolani pubblicato su questo sito (per chi l’avesse persa, è qui). L’iniziativa è stata rimbalzata alla Procura Federale che ha aperto delle indagini preliminari che prevedono, come da lettera qui in alto, intanto la convocazione a Genova della signora della Valle, madre di Carlotta. Perché abbiamo definito bizzarra l’iniziativa del legale della Fraglia di scrivere alla Procura Generale dello Sport? Perché costui non dovrebbe ignorare che prima di scrivere a quell’indirizzo è necessario scrivere alla Procura Federale e solo dopo, semmai, inoltrare la lettera al CONI. Ma lasciate perdere le procedure e le prassi legali. Torniamo alla sostanza. La sostanza è una lettera sconvolgente scritta da una bambina che urla al mondo il proprio peggior incubo: aver frequentato la scuola di vela della Fraglia, essere venuta a contatto con il mondo della Fraglia. Un mondo di parolacce, di prevaricazioni, di sputi in faccia. Noi pensiamo invece che in un mondo giusto, un mondo che ha a cuore i diritti dei minori, quella lettera dovrebbe portare alla chiusura della scuola della Fraglia, la demolizione fisica del circolo e la costruzione di un parco giochi al suo posto. Quella lettera che l’avvocato della Fraglia ha l’ardire di portare all’attenzione del CONI è sconvolgente ed è l’atto di accusa più potente che sia mai stato scritto verso una istituzione velica da quando esiste la Federazione Italiana Vela. Risulta altrettanto sconvolgente che, a fronte di quella lettera che ripubblichiamo, il presidente Ettorre sia andato a Riva del Garda con l’intenzione di placare gli animi e ne sia uscito peggio di un nulla di fatto, cioè con una foto in compagnia dei ragazzini della locale scuola di vela (proprio quella!) strumentalizzata dalla stessa Fraglia. Nessun gesto distensivo è uscito dalla Fraglia dopo la sua visita. Nessuna richiesta di pacificazione. Niente di niente. Due sentenze consecutive della Giustizia Federale non hanno prodotto nessuna revisione delle posizioni del club trentino. Ora siamo alle denunce al CONI. La Fraglia è chiaramente fuori controllo. E l’ultima puntata è lontana dall’essere scritta.

Intanto, per non dimenticare da che parte è il marcio, la denuncia di Carlotta:

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Una foto equivocabile, equivocata, equivocante

Il quotidiano L’Adige questa mattina riporta, con una certa evidenza, la foto della visita che il presidente FIV Francesco Ettorre ha fatto domenica scorsa alla Fraglia della Vela di Riva del Garda. Secondo il quotidiano il presidente “ha voluto rendersi conto di persona del clima che si respira alla Fraglia (..) e si è reso conto della situazione tranquilla che si vive nel sodalizio velico nonostante le recenti questioni che hanno riguardato il lavoro di allenamento dei più giovani.” Interessante. A noi veramente risultava che le ragioni della visita del presidente al club trentino fossero tutt’altre. Cioè che il Presidente cercasse di riportare il presidente Mirandola ad un comportamento più ragionevole nei confronti della signora Barbara della Valle, dopo che ben due gradi della giustizia federale hanno indicato il comportamento dell’allenatore Santiago Lopez scorretto e oggettivamente colpevole il circolo medesimo. Non solo, lo stesso club ha fatto sapere che attende di conoscere le motivazioni con le quali è stato respinto il suo appello, per valutare la possibilità di un ulteriore ricorso. Al CONI, si presume. Il clima della visita è stato allietato, si fa per dire, dalla presenza della Polizia di Stato. Chiamata perché qualcuno dei presenti all’incontro con il Presidente Ettorre, non è ancora chiaro chi, ha ritenuto che ci fossero dei potenziali rischi di ordine pubblico.

La Polizia in Fraglia durante l’incontro con il presidente FIV. Chiamata da chi?

Il rischio, per chiarezza e completezza di informazione, era rappresentato dal fatto che la signora della Valle e la signora Lutterotti (la signora che ha firmato l’altro esposto alla Procura Federale e della Repubblica denunciando comportamenti ritenuti impropri dello stesso allenatore Lopez) fossero insieme al bar. Le due signore si erano illuse che la visita del presidente FIV portasse ad un chiarimento generale, ad un appianamento e ricomposizione delle divergenze. Niente di tutto questo. La loro presenza ad un tavolo della Fraglia, sorseggiando un caffè, è stata interpretata come una potenziale minaccia all’ordine pubblico. Possono essere due signore giudicate in tal modo? Possono essere umiliate a tal punto da essere considerate una minaccia? La Polizia, intervenuta, non ha potuto che verificare con una semplice occhiata della realtà delle cose. Noi prendiamo atto che due signore sedute al bar, in questo incredibile circolo trentino possono essere esposte ad una vergogna simile. Del resto che si sia perso il senso della misura da quelle parti è riscontrabile da un altro sgradevolissimo incidente capitato nei giorni scorsi. Quando il pulmino della signora della Valle è stato vandalizzato in un parcheggio. Indagini sono in corso dai Carabinieri per individuare i colpevoli. Al momento è impossibile stabilire un nesso tra il gesto vandalico e la Fraglia. Lo registriamo solo come indice del clima che si respira a Riva del Garda in questo periodo. Un clima che deve essere rasserenato, ma che non potrà mai esserlo sino a quando la Fraglia non prende atto della due sentenze che già la riconoscono colpevole. In quanto al presidente Ettorre, farsi fotografare con i ragazzini di una scuola vela il cui istruttore principale è tecnicamente sospeso da una sentenza della sua federazione ribadita in appello, ci sembra molto discutibile. Dopo la sua partenza nessun segnale di pace è partito dalla Fraglia verso la signora della Valle che ha dovuto persino ingoiare la vergogna della chiamata della Polizia. La pace si allontana. Altre denunce pendono, altre torti debbono essere necessariamente riparati. Altre pagine tristi per la vela italiana devono essere scritte. La signora della Valle e la signora Lutterotti attendono le scuse di tutti, altro che foto sui giornali, altro che situazione tranquilla.

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Perchè Giancarlo Mirandola non si dimette?

Vedremo alla fine chi ha ragione e chi ha torto” ripeteva, con la protervia che lo ha tristemente caratterizzato in tutta questa storia, ancora pochi giorni fa il presidente della Fraglia Vela di Riva al quotidiano l’Adige. Adesso lo sappiamo anche ufficialmente: Giancarlo Mirandola e il suo club hanno torto. L’idea di presentare ricorso contro la prima sentenza del Tribunale Federale si è dimostrata pessima. Al pari del profilo tenuto in queste settimane, spavaldo, sprezzante. La Fraglia e il suo Presidente hanno preso in giro tutti. Convocati dal presidente FIV Francesco Ettorre hanno finto di essere contriti e di voler seguire il saggio consiglio che gli arrivava da Genova: scuse pubbliche, risarcimento dei danni materiali e una pietra sopra la più squallida vicenda della vela italiana da molti anni a questa parte. Invece no. Con una mano cercavano un tentativo di mediazione, con l’altra presentavano ricorso. Lo schema sembra ripetersi ancora una volta, con modalità appena differenti. A poca distanza dalla conferma da parte della Corte Federale di Appello di confermare la sentenza di primo grado attraverso un post su Facebook di Elena Giolai, ufficio stampa del club trentino, viene fatto sapere che si attendono le motivazioni per rileggerle (sic!) e proporre ulteriori impugnazioni. Immaginiamo al CONI dato che la Giustizia Federale prevede due gradi di giudizio e entrambi si sono espressi contro la Fraglia. Poi la chiosa contro chi lede la reputazione e l’onore del club e dell’allenatore. Ecco il punto: chi è che lede davvero la reputazione e l’onore del club trentino? L’urlo di una madre ferita, una bambina vessata in vari modi, oppure il club medesimo in una apparentemente inarrestabile china masochistica? Alla Fraglia di Riva del Garda hanno tolto i freni. Inibitori prima di tutto, ma non solo. Oltre c’è solo il suicidio sportivo, e siamo ad un passo da ciò. Non abbiamo memoria di un club radiato dalla Federazione, nel Regolamento di Giustizia (articolo 72, provvedimenti a carico degli affiliati) si parla di revoca di affiliazione. E qualcuno forse a Genova comincia a prenderlo in considerazione. Ipotesi estrema? Magari lo è, ma se questa ipotesi viene da molti esclusa sarebbe solo per introdurre sanzioni individuali. L’articolo 61, per esempio, a nostro avviso sembra fatto su misura per il caso di specie. Al punto 2 recita così: “Il tesserato che pubblicamente, con parole, scritti od azioni, lede gravemente la dignità il decoro, il prestigio della Federazione o degli Organi Federali commette illecito disciplinare“. L’articolo 66 elenca le sanzioni che posso venire inflitte dagli organi di Giustizia Federale: ammonizione, deplorazione, sanzione pecuniaria, sospensione, revoca dell’affiliazione, radiazione. Il vero punto all’ordine del giorno ormai è la gestione di Giancarlo Mirandola del Club trentino che viaggia come un missile fuori orbita verso l’estinzione della vela a Riva del Garda. Se esclude, dopo ben sentenza univoche, la possibilità di ritornare sui propri passi. Se non soddisfatto ricorre al CONI, quale possibilità ha la Fraglia Vela di Riva del Garda di rientrare nel movimento velico nazionale dal quale con i suoi comportamenti si chiama fuori? Forse è bene ricordare il fiume di accuse nei confronti del club è ormai inarrestabile. Pendono altre cause sia in Procura Federale che in Procura della Repubblica. Altri genitori, giorno dopo giorno, trovano il coraggio di denunciare l’anomalia di una scuola vela non più degna di essere chiamata tale. Tutto questo, lo capirebbe anche un bambino, finirà per travolgere Mirandola e il suo club. C’era una volta la Fraglia. Oppure c’è ancora?

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Brandelli di Fraglia

C’è un match in corso nella vela italiana. Uno scontro senza precedenti tra uno dei più titolati club velici e un suo allenatore con una bambina. Non è un errore di battitura, la sproporzione dei protagonisti è davvero in questi termini: una timoniera di Optimist e un sodalizio velico famosissimo. Il titolo di questa storia incredibile è: Fraglia della vela di Riva del Garda contro buon senso e resto del mondo. Dove eravamo rimasti? Ad una sentenza del tribunale federale. Cioè il provvedimento disciplinare nei confronti dell’allenatore del club trentino Santiago Lopez, sospeso per 20 giorni e per altri 10 dalla sua attività di allenatore. E a 4000 (quattromila) euro di sanzione disciplinare pecuniaria alla Fraglia medesima per responsabilità oggettiva. Questo succedeva il 21 aprile, il documento originale, lo trovate qui.

Che cosa è successo da allora? Immediatamente dopo gli avvocati della Fraglia trentina hanno fatto sapere di ritenere la sentenza ingiusta e di essere pronti, una volta lette le motivazioni della sentenza, a presentare ricorso. Le motivazioni sono rese pubbliche qualche giorno dopo e una settimana dopo pare proprio che gli avvocati della Fraglia mantengano le loro intenzioni, presentando ricorso.

Carlotta Cingolani con Ettorre.
Carlotta Cingolani con il presidente FIV Francesco Ettorre.

La notizia è sorprendente perché è uno schiaffo al tentativo di mediazione nel quale si adoperato il presidente federale Francesco Ettorre. Costui lo scorso 28 aprile ha ricevuto a Genova prima Carlotta e Giorgia Cingolani poi, successivamente, Giancarlo Mirandola, presidente della Fraglia Vela di Riva del GardaCarlotta Cingolani è la giovane “optimista” al centro dell’incidente che ha determinato l’azione disciplinare nei confronti del suo allenatore e del suo circolo. Giorgia, la sorella maggiore, ha recentemente conquistato il secondo posto al campionato europeo Laser 4.7 in Spagna. Ma è anche testimone diretta e vittima dell’assurdo clima di tensione vissuto nella vela trentina. Secondo quanto ci risulta, nell’occasione Ettorre prima si è bonariamente intrattenuto con la famiglia Cingolani, poi, successivamente, ha strigliato il presidente Mirandola invitandolo a presentare le sue scuse. Scuse sue e dell’allenatore Lopez. Affettusoso e quasi paterno prima con le “ragazze”, duro e severo con il dirigente poi. Non ci è voluto un sociologo per interpretare le mosse del presidente FIV. E infatti un primo incontro tra Mirandola e Barbara della Valle, madre di Carlotta e Giorgia, è avvenuto nei giorni scorsi a Riva del Garda. Mirandola si è dichiarato disponibile a presentare le scuse ufficiali del suo club. In quanto a quelle di Lopez, Mirandola si è spinto sino a garantirle, pena il licenziamento dell’allenatore dalla Fraglia. Mentre avviava la trattativa caldamente sollecitata da Ettorre, però Mirandola riteneva opportuno anche presentare ricorso alla FIV per la sanzione inflitta. Questo perché evidentemente Mirandola ritiene ingiusta la condanna. Il che è perfettamente legittimo. Un comportamento forse comprensibile da un punto di vista tecnico legale. Ma indubbiamente lontano parecchi anni luce dalla strada di rasserenamento degli animi invocata dalla FIV. Del quale l’intrattanersi in serenità delle ragazze Cingolani con presidente, era un segno tangibile. Di fatto una mina potente alla credibilità del presidente Ettorre che non sembra in grado di ricondurre al buon senso un club affiliato. E che apre le porte ad una polemica ancora tutta da scrivere. Pendono sul tavolo del procuratore federale altri 2 punti del caso Cingolani/Fraglia/Lopez precedentemente stralciati. Oltre naturalmente ad un nuovo esposto di un’altra genitrice: un formidabile ulteriore atto di accusa verso il modo di operare degli allenatori del club trentino. Ecco cosa certamente non evita il ricorso della Fraglia. Come fa Mirandola a non vederlo? Si tratta di tutta pessima pubblicità per la vela italiana. Con la quale il presidente, anzi i presidenti, non sembrano essere capaci di fare i conti. Si tratta, tra l’altro, volendo agire alla radice del problema, di ridisegnare completamente il profilo dell’istruttore di vela Optimist. La federazione intende sfruttare l’occasione per aprire un seminario sull’argomento? Che razza di argomenti ha adoperato Ettorre con Mirandola se questi, tornato a casa, ha deciso di ricorrere contro la sentenza federale? Ha Ettorre la personalità sufficiente per guidare la vela italiana? A questo punto è lecito chiederselo.

 

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Cinico Sailing: Complimenti Mirandola

Prima selezione nazionale della classe Optimist a Bari. Il presidente FIV Francesco Ettorre sarà presente alla premiazione. Non si era fatto vedere invece a quella di una settimana fa del Criterium Optimist, fiore all’occhiello dell’attività della Fraglia Vela di Riva. Un piccolo gesto formale, ma molto significativo secondo la diplomazia federale. Certo, ci aspettiamo ben altro, questo è sicuro. Ma intanto segnaliamo questa ennesima medaglia sul petto del presidente Giancarlo Mirandola.

La diplomazia di Mirandola

 

 

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Questa Fraglia va espulsa dal movimento velico

Eravamo già stati molto sfavorevolmente impressionati dalla reazione della Fraglia della Vela di Riva alla condanna da parte del Tribunale federale. La decisione di ricorrere in appello, per quanto formalmente legittima ci è parsa del tutto inopportuna nel contesto di una madre offesa, di altre denunce sul tavolo del Procuratore generale riguardanti il medesimo punto. L’inadeguatezza di quel circolo a gestire una situazione che riguarda un argomento delicato, delicatissimo, come l’approccio dei minori allo sport della vela è sotto gli occhi di tutti. Così come è sotto gli occhi di tutti l’impotenza della FIV nel caso. Incredibilmente il presidente Francesco Ettorre non riesce a trovare argomenti per arginare questo caso, per indurre la stessa Fraglia a comportamenti meno tragicamente dannosi per il movimento velico nazionale. Il club, la sua dirigenza è completamente sordo ad ogni ipotesi di mediazione, di riconoscimento delle proprie responsabilità. Ma forse il presidente federale dovrebbe cominciare a prendere in considerazioni ben altre misure. Cioè immaginare una vela italiana senza la Fraglia Vela di Riva. Lo scriviamo perché nelle ultime ore si è passato il segno. Sono stati creati su Facebook due falsi profili che irridono offendendo profondamente le due madri che sinora hanno avuto il coraggio, mettendoci la faccia, di denunciare il “metodo Fraglia” di approccio alla vela. Un metodo fatto di violenza verbale e altri comportamenti del tutto ingiustificati nei confronti dei minori. E’ ovvio che nessuno si sogna di ritenere i due profili direttamente ascrivibili al club trentino. Quello che è certo è che siano figli direttamente dell’atmosfera che la Fraglia ha contribuito a creare con la sua linea di completa incapacità di ammettere di aver commesso degli errori. Le due mamme denuncianti si chiamano Barbara della Valle e Monica Lutterotti. Lo stesso giorno della prima sentenza contro la Fraglia sono apparsi quesi due profili. Osservateli bene.

Vengono storpiati i nomi di entrambe le signore e derise le loro foto del profilo. Poca cosa direte voi rispetto a quello che si vede on line. Beh, in effetti è solo la prima puntata. Perché i due profili diventano subito molto attivi commentando un po’ tutto quello che passa nelle pagine Facebook dedicate alla vela. Non fermandosi di fronte a niente. Neppure alla tragedia della barca finita sulle scogli a Rimini. Guardare per credere. Ce ne è pure anche per chi scrive, “affettuosamente” chiamato “Bontempo”.

Il mondo velico non era mai caduto, prima d’ora, tanto in basso. Alla Fraglia Vela di Riva e al suo presidente Giancarlo Mirandola chiediamo di prendere immediatamente le distanze da queste volgarità che indossano incontrovertibilmente la maglia della sua squadra. Di chiedere scusa e di provare finalmente a rasserenare gli animi. La stessa richiesta la rivolgiamo alla Federazione Italiana Vela, che non può più essere spettatrice. I risvolti sono inquietanti e coinvolgono la classe Optimist nel suo complesso. Al momento dell’incidente tra la minore Cingolani (figlia di Barbara della Valle) e la Fraglia, di cui ha iniziato a occuparsi il Tribunale federale Marcello Meringolo era il direttore tecnico della Fraglia (della quale oggi risulta consulente). Lo stesso Meringolo è allenatore nazionale della squadra nazionale under 15 per la classe Optimist. Elena Giolai è contemporaneamente ufficio stampa della classe Optimist e della Fraglia Vela di Riva. Il segretario (da due decenni) della stessa classe, Norberto Foletti,

Mirandola e Foletti
Mirandola e Foletti (il primo a destra)

è stato per anni consigliere della Fraglia e appare al fianco di Mirandola anche nella presentazione della più stagione di regate del club (a destra). La classe di base della vela italiana non può restare un secondo di più nelle mani di queste persone che non hanno mosso un dito in queste settimane per dissociarsi dalla linea impostata da Mirandola nella vicenda. La FIV ha il dovere di intervenire. Subito. Con provvedenti chiari e diretti. Abbiamo bisogno di sapere da che parte sta.

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La sentenza: Fraglia Riva – della Valle: 0-2

La prima sentenza è arrivata. Il Tribunale federale presieduto dall’avvocato Alessandro Ghibellini l’ha emessa alle 13 e 30 di oggi. La trovate al completo qui oppure in basso. La Fraglia della Vela di Riva del Garda è stata condannata a pagare 4000 Euro. L’allenatore del circolo, Santiago Lopez ha subito una sospensione di 20 giorni.  E’ importante sottolineare che la sentenza riguarda solo il caso di “spiaggiamento”, di sicuro la meno grave tra quelle imputate al club e al suo allenatore dal Procuratore Generale. Quindi la vicenda è lungi dall’essere conclusa.

 

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Trasparenza: un’occasione persa da parte del Tribunale FIV

Il presidente del tribunale FIV ha interpretato l'articolo 39.2

Tribunale FIV. L’appuntamento è per domani alle 11. Ci saranno gli “imputati” Giancarlo Mirandola (in quanto presidente della Fraglia della Vela di Riva del Garda) e l’allenatore del medesimo club, Santiago Lopez. Inizia quello che dovrebbe essere l’ultimo atto della vicenda che ha per protagonista una minore e del quale abbiamo diffusamente parlato su queste colonne nelle ultime settimane. Quello che vedete qui sopra è un estratto del Regolamento di Giustizia della Federazione Italiana Vela. Domani la decisione del Tribunale FIVChe è disponibile anche on line, qui. Come vedete al punto 2 dell’articolo 39, c’è scritto che per “materie di particolare interesse pubblico, i rappresentanti dei mezzi di informazione (..) possono essere ammessi a seguire l’udienza (..)”. Chi decide quali materie siano di particolare interesse pubblico? Lo decide il presidente del Tribunale federale medesimo. Cioè il genovese Alessandro Ghibellini. Secondo Ghibellini, una caso che coinvolge una minore, un caso del quale tutta Italia ha parlato e parla da settimane, non rientra nella categoria “un particolare interesse pubblico”. “Il tribunale federale è un organo completamente indipendente” ci ha detto il presidente federale Francesco Ettorre. Che ha aggiunto:  “Non posso che prendere atto delle sue decisioni”. Tutto formalmente ineccepibile. Tutto altamente discutibile. Ettorre ha impostato la propria presidenza  secondo criteri di massima trasparenza. Tenere fuori la stampa dal dibattimento conclusivo non va’ certo in quella direzione. Che cosa teme Ghibellini? Perché ci priva della requisitoria del Procuratore Federale e della difesa della Fraglia. C’è forse qualcosa da nascondere? Speriamo vivamente di no. A pensar male si fa peccato. Ma purtroppo spesso…

Esci gratis di prigione

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E intanto Giorgia…

Non conosciamo, come potremmo?, la direzione e il senso della sentenza che il 21 aprile prossimo metterà un primo punto alla vicenda che vede protagonisti Barbara della Valle e la Fraglia della Vela di Riva del Garda. Sappiamo che ci saranno altre puntate, altre denunce, altre mamme indignate che hanno preso coraggio dopo la pubblicità di questo caso. Certamente ve ne daremo conto. Quello che questa sera è impossibile tacere è che Giorgia Cingolani, primogenita di Barbara della Valle, dopo poco più di un mese di attività in Laser, guida la classifica del campionato europeo 4.7. E lo fa da Under 16. Non sappiamo neppure come finirà questo campionato, se è per questo. Una cosa però l’abbiamo ben chiara. Cioè che Giorgia lo scorso mese di agosto ha lasciato la Fraglia della Vela di Riva presso la quale era tesserata alla FIV. L’ha lasciata per incompatibilità ambientale. Perché il cosiddetto metodo Fraglia, fatto di ruvidità virili e sbatacchiamenti non le andava più a genio. Da quel momento per lei è cominciato una specie di incubo. Dato che nessun circolo dell’alto Garda sembrava disposto a tesserarla. Perché accettarla come socia avrebbe voluto dire fare uno sgarbo al potentissimo club di Riva che ha esercitato tutte le pressioni del caso perché ciò non avvenisse . Sembra di raccontare una storia di fantascienza. Una ragazzina che se ne va sbattendo la porta dal club più famoso e che per questo va vicinissima a lasciare la vela. “Se Giorgia avesse smesso di andare in barca -ci ha raccontato il suo allenatore Fabrizio Lazzerini– sarebbe stata una sconfitta per tutta la vela italiana, per tutti noi”. Come non essere d’accordo. Ed è stato proprio lui, Fabrizio, a vincere le resistenze del suo club, il Circolo Vela Torbole e a farla tesserare. E solo dopo che il vecchio presidente ha lasciato il posto ad uno più indipendente. Poche settimane dopo quel tesseramento Giorgia Cingolani ha vinto a Formia la prima regata nazionale Laser alla quale ha partecipato. Giorgia Cingolani a FormiaE questa sera guida, dopo la prima giornata, la provvisorissima classifica del campionato europeo a Murcia in Spagna. C’è qualcosa di marcio, non in Danimarca, ma nella vela trentina. Ce lo urla Giorgia con la sua storia. Ce lo dicono i fatti di questi giorni. La vela italiana ha bisogno della Fraglia della Vela di Riva, ma ha bisogno di una Fraglia disposta a fare autocritica, a rifondarsi su presupposti completamente diversi. Con uomini completamente diversi.

Giorgia Cingolani con Fabrizio Lazzerini
Giorgia Cingolani con Fabrizio Lazzerini

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Una Fraglia di presunzione

Giancarlo Mirandola presidente della Fraglia. Ricordate Arthur Fonzarelli, Fonzie per gli intimi? Era il protagonista di una serie televisiva (Happy Days) in voga negli anni Settanta. Fonzie era afflitto da una rara sindrome. Era letteralmente incapace di dire “ho sbagliato“.  Giancarlo Mirandola, presidente della Fraglia della Vela di Riva del Garda sembra essere colpito dallo stesso problema. Forse persino in una variabile più grave del medesimo deficit. Per il secondo giorno consecutivo la vela conquista la stampa nazionale per motivi non nobili strettamente dipendenti dal suo circolo e lui continua a negare l’evidenza. Rifiutandosi di accollarsi la responsabilità oggettiva che non solo il buon senso, ma anche il Procuratore Federale FIV gli attribuisce. Mirandola sembra avere un serio problema con le istituzioni.Ha ricevuto un esposto dalla FIV dove gli sono mossi 5 punti. Tutti riguardano il medesimo allenatore, che si è ben guardato dal sospendere. E lui risponde alla Gazzetta dello Sport che “molte delle cose che ci sono state attribuite non sono vere”. Come dire che l’inchiesta condotta dalla procura federale ha preso lucciole per lanterne. Non conosce il significato della parola autocritica Mirandola. Non è mai sfiorato dal dubbio. Beato lui. Si rifiuta di chiedere scusa. Insiste nella sua tesi secondo la quale tutto vada attribuito ad una mamma fuori controllo. Non importa se ogni singola parola di quella mamma sia rigorosamente documentata. E per questo ritenuta attendibile dalla procura. Non importa se siano ci siano altre voci, con nomi e cognomi, disposte a testimoniare che quei fatti sono veri, che il sistema Fraglia sia eccessivo nei confronti dei ragazzini alle prime armi. Non importa se tutto il mondo dello sport italiano sia indignato nell’ascoltare una mamma che denuncia con molti particolari inoppugnabili comportamenti inaccettabili. Non importa che le Federazione Italiana Vela sia in gravissimo imbarazzo per la pessima pubblicità ricevuta. Incapace di vedere oltre il suo naso, il dirigente Mirandola è prigioniero di un provincialismo di rara ottusità, Mirandola non si smuove. Per lui “questo era e resta il caso di una barche spiaggiata”. Cioè, il Procuratore Generale FIV non sa quel che dice. Di fronte a un comportamento tanto insensato abbiamo finito gli argomenti. Mancano 8 giorni alla sentenza del caso. Forse Mirandola/Fonzarelli conta, non si capisce in base a che cosa, in un esito positivo. Supponiamo invece che sia sfavorevole alla Fraglia. Che valore avranno a quel punto le sue eventuali scuse? La Fraglia verrà sciolta per la vergogna? Ci ha pensato? Intanto godetevi, dalla Gazzetta dello Sport di oggi, un’altra puntata dello sputtanamento della vela italiana a cura della Fraglia della Vela di Riva. Non preoccupatevi del conto. Offre Mirandola.

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Dalla Fraglia vogliamo dimissioni a catena

La Gazzetta di oggi

Quello che vedete qui sopra è probabilmente il colpo più grave inferto alla credibilità dello sport della vela in Italia da decenni a questa parte. La seguitissima rubrica delle lettere del maggior quotidiano sportivo italiano, a firma di Franco Arturi, è interamente dedicata alla vela. Non per celebrarla. Si può ipotizzare che questo articolo, la lettera riportata, i fatti agghiaccianti che contiene (tutti documentati) da solo, terrà lontano dalla vela migliaia e migliaia di bambini. Dirottati dai loro genitori verso sport dalla migliore reputazione. La vela è coperta di fango a causa di un club, la Fraglia della Vela di Riva del Garda, che non è più palesemente in grado di trattare con i minori. La vela è coperta di fango mentre la FIV sta a guardare e non interviene per azzerare i suoi vertici. Una FIV che attraverso il suo Presidente di Zona, arriva inopinatamente ad esprimere solidarietà ad un club fuori controllo che non ha neppure l’elementare buon gusto di sospendere l’allenatore che ha innescato tutto ciò. Allenatore che ci auguriamo venga, il 21 aprile prossimo, giorno della sentenza FIV sul caso, radiato. Dalla Fraglia della Vela ci aspettiamo, come fa l’autorevole Franco Arturi, dimissioni a catena. Dal presidente Giancarlo Mirandola in giù, sino al segretario della classe Optimist Norberto Foletti, che è parte in causa in tutto questo. Dagli sponsor prese di distanza da una dirigenza completamente inadeguata che scherza col fuoco, minimizzando il terribile problema del bullismo. Che il mondo dello sport respinge senza se, senza ma. Dalla FIV, che sino ha colpevolmente taciuto, pretendiamo una parola. Una presa di posizione. La situazione certo lo esige. Presidente Ettorre, che cosa la frena? Può l’intera vela italiana essere svergognata perché il club trentino non è all’altezza della situazione? In questo contesto il Criterium Optimist, appena partito, deve continuare? Esistono i presupposti, la serenità perché questo avvenga con quell’allenatore ancora in piena attività? Mediti, mediti, Presidente.

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