Sono passati alcuni giorni da quando la laserista sedicenne Giorgia Cingolani ha manifestato il proprio disagio alle regate nazionali di Napoli. “Tornare a terra e trovare i ragazzi della Fraglia pronti a prendermi in giro, senza ritegno, davanti a tutti è stato triste. Molto triste“. Queste le sue parole, come riportato su Gazzetta.it, le potete rileggere qui. Qualuno ha dato seguito a quelle parole? Secondo quanto ci è stato possibile ricostruire solo in parte. Il presidente federale Ettorre ha chiesto spiegazioni all’allenatore di Giorgia che, non essendo presente al momento dell’ “incidente” ha suggerito di rivolgersi direttamente a lei, alla ragazza. Questo contatto però non c’è stato, nonostante che il presidente, modificando il proprio programma originale, abbia deciso di andare proprio a Napoli, dove ha presenziato alla premiazione. Nonostante che tra i premiati ci fosse anche Giorgia, presidente e atleta non hanno incrociato gli occhi. Il presidente sostiene di essere stato fortemente scoraggiato ad avvicinarsi dalla madre della ragazza, Barbara della Valle, nota a tutta la comunità velica per la sua incessante attività sui social media. La signora della Valle nega di essersi opposta a tale incontro e pare impossibile venirne fuori. Doveva salutare per prima Giorgia per mostrare rispetto, se non alla persona, all’istituzione che Ettorre rappresenta, oppure doveva salutare prima il presidente per mostrare la sensibilità dovuta ad una minore che denuncia un disagio? Mentre scegliete la risposta che meglio si adatta alla vostra, di sensibilità, sappiate che il presidente sostiene adesso che incontrerà Giorgia alla sua prossima regata Laser, tra due settimane. Troppo tardi? Giorgia Cingolani ha già subito l’onta di essere stata considerata una “teste non credibile” dal sistema della giustiza federale. Credete che un adolescente sia così interessato alla sottile differenza che passa tra “bugiardo” e “teste non credibile“? La risposta sta nel come i ragazzini della Fraglia si sono rivolti a Giorgia, chiamandola “spia“. Già, questi sono i raffinati signorini e signorini che escono dalla scuola di vela della Fraglia della Vela di Riva del Garda, dove, sentenze federali alla mano, ai meno svegli si dice amabilmente che “sono lenti come la merda che esce del culo“. Allora perchè stupirsi? La Fraglia Vela di Riva è ormai una entità completamente indipendente dalla Federazione Italiana Vela. Quest’ultima sembra aver abdicato dall’idea di riportarla alla ragione. In un mondo normale se una 16enne denuncia un atto di bullismo come quello subito da Giorgia, si fermano i giochi, si accerta immediatamente la verità e si prendono dei provvedimenti. Nessuna giustificazione può interferire con l’accertamento della verità. Invece qui vince il silenzio. Ma non contate sul nostro. E visto che non lo ha fatto nessuno, intanto: scusa Giorgia.

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Le motivazioni del doppio proscioglimento della Fraglia Vela di Riva e del suo allenatore Santiago Lopez (vedi il post precedente qui per il testo completo) sono destinate ad aprire un profondo dibattito nella vela italiana. Quella nel suo complesso da un lato, quella del club trentino dall’altro. Già, sembra proprio questa la voragine che si apre. I due proscioglimenti seguono evidentemente strade indipendenti. E da tali li affrontiamo.

Proscioglimento Fraglia Riva. Secondo la Corte Federale di Appellole problematiche relative alla regolazione interna della vita dell’affiliato esulano dall’ambito di competenza federale“. La tesi è interessante. Peccato che questo articolo 4, comma 7 dello Statuto FIV, indicato dalla Corte non sia stato tenuto in considerazione né dal Procuratore Federale in fase di indagine, né dal Tribunale Federale ai fini della prima sentenza. Ora che la Corte Federale di Appello smentisca le due principali entità che gestiscono la Giustizia Federale forse è affascinante per chi vuol vederci un segno di estrema autonomia tra gli organi. In effetti, guardando meglio, è solo un segno di estrema confusione. Ed è impossibile restire alla tentatazione, in queste circostanze, di vederlo come un pretesto. Specie in un contesto storico nel quale la FIV si è appena dotata di un Codice Etico che è vero che è stato introdotto successivamente ai fatti in questione, ma avrebbe quanto meno potuto indurre i Giudici della Corte a non togliersi lo “sfizio” di contraddire Procuratore e Tribunale Federale su un argomento sensibile come questo che gravita intorno al problema del bullismo.

Proscioglimento Santiago Lopez. Il Tribunale Federale di appello ha sancito che la velista Giorgia Cingolani non è credibile. Giudicate voi. Questo è il verbale della sua deposizione:

La Corte Federale di Appello si è presa la straordinaria responsabilità di ritenere che questa deposizione non avesse alcuna conseguenza disciplinare. Del resto che Giorgia Cingolani fosse in qualche modo nel mirino dell’autorità sportiva emerge chiaramente anche da questo altro documento, che riguarda una intervista che la stessa velista aveva rilasciato a Gazzetta.it. L’intervista ha per contenuto sostanzialmente gli stessi avvenimenti della deposizione. La potete rivedere qui

Quello che appare incredibile, in questa richiesta di archiviazione, è la considerazione finale. Giorgia viene dipinta come influenzata “dalla capacità pesuasiva del giornalista” (sic!) ma, considerando la sua vittoria nel campionato mondiale Laser di categoria, si propone l’archiviazione. Che sia possibile collegare il risultato sportivo alla decisione di procedere o meno nei confronti di un potenziale illecito disciplinare è davvero sorprendente. Che razza di modello educativo ha in mente il Procuratore Federale Giancarlo Sabbadini per la vela italiana? Quello che ne esce qui, ovvero: “chi va forte, può dire le bugie” fa venire i brividi. Stesse brividi avvertibili nelle acrobazie verbali dei documenti riportati. Squarciamo questa ipocrisia. Se Giorgia Cingolani, sprovveduta 16enne dipinta in balia della madre, non dice la verità, vuol dire che è una bugiarda. Eppure Giorgia cita fatti precisi, circostanze dove è testimone diretta. Una bugiarda che vince una regata, per quanto importante, merita indulgenza? E meritano indulgenza quei “gentiluomini” della squadra velica della Fraglia che hanno accolto ieri a Napoli, a margine della nazionale Laser, Giorgia con sfottò e prese in giro? Noi crediamo di no.

 

 

 

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Se Giorgia Cingolani fosse un Laser, sarebbe più ascoltata? Lo chiediamo provocatoriamente al presidente federale Francesco Ettorre brillante risolutore della diatriba sul caso Laser, ma non ancora in grado di fare lo stesso con la quindicenne Giorgia. Già, Ettorre incassa l’indubbio successo nel caso che da anni tiene in scacco l’intero movimento velico italiano, quello della classe Laser.ILCA ha finalmente provveduto a revocare il proprio riconoscimento ad Assolaser e si accinge ad autorizzare l’attività di AICL. E’ giusto attribuire alla guida della FIV il pieno merito della risoluzione finale. Ettorre è riuscito con determinazione dove il suo predecessore Carlo Croce aveva miseramente fallito, riportando in modo chiaro, netto, inequivocabile, la Federazione saldamente alla guida delle associazioni di classe. Ettorre ha reso possibile, ha fatto, ciò che Charlie Cross alla guida contemporaneamente di FIV e World Sailing, aveva fatto sembrare irrealizzabile. In termini politici è una vittoria enorme che in questi giorni il presidente può assoporare, ma non gustare sino in fondo. Lo scintillante successo nella vicenda Laser è infatti in parte offuscato, come una nube dispettosa che intralcia un’ alba perfetta, da l’eco, tutt’altro che spento, di altra questione, quella legata all’ultima sentenza del Tribunale Federale, ancora sul caso Fraglia Vela di Riva del Garda. Nessuno della FIV, non il presidente, non coloro che a vario titolo si occupano di vela giovanile (Alessandra Sensini in testa) ha ancora sentito il bisogno di prendere posizione rispetto ad una sentenza che nei fatti tratteggia un modello didattico che definire “ruvido” è forse eufemistico. Come non era difficile immaginare questo silenzio non ha prodotto buoni frutti. Sui social media in queste ore il dibattito è accesissimo. Gli amministratori della pagina Facebook Amici della Vela 2.0, al culmine di una delle molte discussioni infuocate, hanno deciso di bannare proprio la quindicenne Giorgia Cingolani, figlia di Barbara della Valle, la genitrice che ha sollevato il coperchio sui discutibili metodi educativi messi in atto nella scuola Optimist della Fraglia della Vela di Riva del Garda e, a sua volta, bannata dalla pagina. Per gli amministratori della pagina madre e figlia non si attenevano alle linee guida della pagina, non nella sostanza dei loro interventi, ma nella forma di alcuni. Difficile non ammettere che la critica avesse un fondamento. Eppure resta ben fondato il dubbio che altre strade per ottenere lo stesso scopo, magari più mirate (censurando specificatamente i passaggi oltre il consentito non completamente le persone) sarebbero risultate più efficaci. Così facendo si fa (si è fatta) una pericolosa confusione tra vittima e carnefice. Giorgia Cingolani è la testimone di un modello sbagliato (che uno dei club velici più importanti d’Italia mette in atto da anni), però ha un cattivo carattere. E quello di sua madre è pure peggio. No. No. Giorgia Cingolani è una vittima. Punto a capo. Barbara della Valle è la genitrice che ha sfidato uno dei circoli più potenti d’Italia perchè ha visto le sue figlie a disagio dopo aver frequentato una scuola vela organizzata in nome e per conto della Federazione Italiana Vela. Questo passaggio è fondamentale. La pagina Amici della Vela 2.0 rappresenta una delle comunità veliche più numerose sul più popolare dei social media. Ce ne siamo occupati in passato (vedi qui), ora ci interessa rilevare che a seguito della decisione di bannare Giorgia Cingolani, circa il 3% degli appartenenti al gruppo hanno deciso di lasciare il gruppo medesimo in segno di disapprovazione e/o solidarietà nei confronti della quindicenne. Una reazione forte. Decisa. Sulla quale forse gli amministratori di Amici della Vela 2.0 avvieranno una riflessione. O forse no. In fondo non ci riguarda. Quello che più preme è che sia la FIV, il suo presidente, a non ignorare questi messaggi. Che urlano di una speciale sensibilità sull’argomento che è semplicemente folle ignorare. Il problema del modello educativo da proporre nelle scuole vela federali così come è tratteggiato dalla sentenza che assolve Santiago Lopez, allenatore della Fraglia di Riva, deve essere discusso adesso. Lo slancio del sucesso nella vicenda Laser possa essere d’inerzia. Giorgia e Barbara sono logorroiche, insopportabili, pedanti. E fanno un mucchio di errori, generose come sono. Ma sono le vittime ed è impossibile non stare dalla loro parte.Oltre che a voler loro bene.

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C’è una velista adolescente che in questi giorni sta facendo parlare molto di se. Non per le sue imprese in regata, il Laser 4.7 è la sua barca, che pur sono notevoli non solo in campo nazionale, ma per ben altro. Il suo nome è Giorgia Cingolani. Ed è l’autrice di una denuncia sconvolgente che se avete dimenticato (risale al luglio scorso), vi consigliamo di rivedere qui. Questa denuncia, insieme a quella della madre di Giorgia, Barbara della Valle (la potete rivedere qui) e di un’altra mamma, Monica Lutterotti (la cui testimonianza potete rivedere qui) hanno portato al procedimento contro la Fraglia Vela di Riva del Garda e del suo allenatore Santiago Lopez. Come è noto quel procedimento si è concluso (le motivazioni della sentenza le trovate qui) con il proscioglimento di Lopez e una deplorazione scritta nei confronti del club velico di Riva del Garda. Le motivazioni hanno suscitato molte perplessità e parecchi malumori nei confronti di quali la presidenza FIV ha fatto sostanzialmente orecchie da mercante. Perchè se è certamente vero che le sentenze si rispettano, queste devono poter essere discusse specie come quando, come in questo caso, investono uno dei cardini del nostro sport, la sua porta d’ingresso principale, quella verso gli adolescenti. Il presidente Ettorre e il responsabile della vela giovanile Sensini devono uscire dalla banalità di “rispettiamo l’autonomia del Tribunale Federale” per affermare con chiarezza a quale modello di vela giovanile pensano. Quello eufemisticamente ruvido, definito dalle motivazioni della sentenza che sdogana il linguaggio triviale consentito all’istruttore Lopez, oppure un altro. Ma quale altro? Mentre aspettiamo una presa di posizione che tarda ad arrivare, la credibilità dell’intero impianto della vela giovanile italiana mostra tutte le sue crepe. Perchè l’intreccio che vede opposta la piccola/grande Giorgia Cingolani, sua sorella Carlotta e sua madre da un lato e la Fraglia Vela di Riva d’altra è lungi dall’essere finito. Non è concluso per la semplicissima ragione che i bambini, gli adolescenti sono strutturalmente incapaci di accettare le bugie. E nella sua giovanissima carriera di velista di gran talento, Giorgia Cingolani di bugie ne ha già viste troppe. Noi come lei siamo attoniti di fronte all’atteggiamento del suo vecchio circolo. Lo abbiamo scritto più volte, lo ripetiemo ancora in questo mondo di sordi: un club velico, a maggior ragione uno dei più importanti d’Italia e d’Europa, non può entrare in guerra con un bambino e con i suoi genitori. Se lo fa, non ha capito il proprio ruolo e il senso della propria esistenza. Un semplice incidente di percorso è diventato un caso nazionale per l’incapacità di un circolo di ammettere i propri errori, in principio piccoli, poi sempre più grandi in un crescendo travolgente. Incapace di vedere oltre il proprio naso il presidente della Fraglia Giancarlo Mirandola ha trascinato il suo circolo al minimo storico della sua popolarità, subendo una deplorazione scritta da parte del Tribunale Federale che è uno schiaffo a cinque dita al suo orgoglio e alla sua storia. Tutto questo pur di non ammettere che il suo allenatore Lopez si era comportato in modo incontrovertibilmente inadeguato. Già, si trattava di essere umili per un istante e riconoscere un errore. Ma essere umili, anche solo temporaneamente, non è proprio la migliore delle qualità del presidente Mirandola. Il presidente Ettorre avrebbe potuto indurre Mirandola ad evitare tutto questo. Ma non ne è stato capace. Il fatto che ci abbia provato a lungo parla in modo preoccupante dei suoi limiti come mediatore. Nella storia della FIV non c’era mai stato un circolo con un atteggiamento altrettanto ribelle rispetto al centro. E il precedente è pericoloso. Molto pericoloso. Così come lo è continuare a minimizzare la rabbia di Giorgia. Giorgia Cingolani ha scritto questa lettera al Procuratore Federale:

 

Denuncia di Giorgia Cingolani su Santiago Lopez

Procuratore sono Giorgia Cingolani e ho saputo che lei ha archiviato il procedimento su Santiago per quello che è successo a Malta l’anno scorso perché lui ha detto che non ha fatto assistenza ai tre della fraglia che regatavano e questo non è vero perché io ero in acqua e Santiago seguiva i tre in acqua e a terra. In acqua stava sul gommone di Cervia con l’istruttore Nicola Bissi. Santiago seguiva i 3 come sempre durante le regate, faceva i breafing e regolava le loro vele. Ricordo anche che durante il penultimo giorno in acqua ho protestato un ragazzino di Santiago, Alex de Murtas, e Santiago poi ha parlato con il mio allenatore Antonio Tamburin per chiedergli se io avevo poi fatto la protesta a terra. Questo glielo può confermare anche Antonio Tamburin. Tutto quello che sta succedendo non è bello e non mi piace perché io dico la verità.
Come tesserata FIV ho imparato che se vengo a conoscenza di qualcosa che è un illecito ho l’obbligo di denunciare e quindi io voglio denunciare che Santiago ha dichiarato il falso sia per il fatto di Malta ma anche per quello che ha dichiarato sull’episodio della palestra perché sono stata io ad accompagnare mia sorella in palestra il 7 febbraio e l’ho lasciata a Santiago che l’ha fatta entrare poi quando me ne sono andata la cacciata dalla palestra. Io voglio denunciare queste cose e voglio essere sentita.
Giorgia Cingolani
Chi si prende la responsabilità di dire a Giorgia che le sue speranze per una vela più pulita sono mal riposte? Vuol farlo lei presidente Ettorre?
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Quale è il modo migliore per celebrare la vittoria ad un campionato? Champagne? Vacanze? Ma no… Per Super Federica Cattarozzi, il modo migliore è vincere anche l’ultima regata. Anche se non cambia la classifica. Perché quando il vento è forte, se la tua casa velica è il Circolo Vela Torbole, puoi fare una cosa sola: vincere! Eccola subito dopo il traguardo festeggiare con Giorgia Cingolani, al suo debutto in campo internazionale ma già bravissima: è seconda nella classifica Under 16. C’è un’Italia velica che fa faville!

Dopo il traguardo l’esultanza di Federica

Federica Cattarozzi e Giorgia Cingolani insieme

Federica e Giorgia esultano insieme

Classifica finale

La classifica finale

Giorgia Cingolani abbraccia Federica Cattarozzi

L’abbraccio delle ragazze dal gommone del coach Lazzerini

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Dopo una giornata di bufera e il conseguente annullamento delle regate, il vento è calato quel tanto che basta per consentire un paio di prove al campionato europeo 4.7 a Los Alcarez, vicino a Murcia, nella Spagna mediterranea meridionale. Calato quel che basta significa comunque che è rimasto ben sopra i 25 nodi. All’arrivo della seconda prova, Ilayda Veziroglu, la ragazza turca attualmente in terza posizione in classifica si è avvicinata alla vincitrice. Che peraltro aveva tagliato il traguardo da un pezzo. Nonostante il vento forte portasse via le parole, quello che ha detto si è sentito benissimo: “you are amazing Federica“. Che poi era la sintesi ineccepibile e perfetta per descrivere l’impresa di Federica Cattarozzi, Circolo Vela Torbole. Quarta regata con vento forte, quarta vittoria con distacco abissale. Guardate qui:

Federica vola verso il traguardo. Il resto della flotta è ancora al lasco. Una schiacciante quanto rara manifestazione di superiorità assoluta. Really amazing. Davvero stupefacente. Anche che lei, Federica, non se ne renda conto. “Le ho detto prima del via -racconta il suo allenatore Fabrizio Lazzerini– di tirare al massimo solo nella prima bolina. Poi di guardarsi intorno e di amministrarsi. Così ha fatto. Sono le sue condizioni, ci alleniamo sul lago molto a fondo ed è preparata con vento forte. Più delle altre”. Cosa ha detto dopo la vittoria? “Niente di speciale -prosegue Lazzerini– prima che le faceva un po’ male un ginocchio e poi che aveva fame”.

Cattarozzi al traguardo

Cattarozzi taglia il traguardo nettamente prima

Federica ha già vinto l’europeo due anni fa. “Si, ma in condizioni diverse. Molto diverse. Questo campionato lo sta gestendo molto meglio ed ha per questo un sapore molto diverso”. Lazzerini, è anche l’allenatore di Giorgia Cingolani, strepitosa con il vento medio leggero (due primi) di inizio campionato, meno brillante con il vento forte. “Giorgia è felicissima del suo campionato -dice Lazzerini– e anche io lo sono del suo. E’ seconda nella classifica under 16 e domani nell’ultima giornata ha ottime possibilità. Va in Laser da poche settimane, sa che le mancano molte ore di allenamento, specie con vento forte”.

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La classifica dopo 6 regate

La classifica dopo 6 regate

Ieri vento medio leggero e due primi posti per Giorgia Cingolani. Oggi vento forte e due primi posti per Federica Cattarozzi. Parliamo del campionato europeo del Laser 4.7 in corso di svolgimento a Murcia, in Spagna. Un campionato che l’Italia velica, attraverso il Circolo Vela Torbole (complimenti) sta dominando e che ci risintonizza con lo sport che amiamo. Federica vola con vento forte, il suo sorriso mentre arriva a prendersi i complimenti del suo allenatore Fabrizio Lazzerini dopo il traguardo (qui sotto) è bellissimo e splendente. La più bella foto di vela italiana che ci sia capitato di vedere da molto tempo a questa parte.

Federica Cattarozzi dopo il traguardo

Federica è stata bravissima -ci ha raccontato il suo allenatore al telefono- la seconda prova l’ha vinta con un vantaggio abissale, tutto il lasco e la bolina conclusiva”. Ma Lazzarini ha dire qualcosa anche su Giorgia, che va in Laser da appena un mese: “Anche Giorgia non è andata male. Un nono nella prima prova, dopo una scuffia quando era in quarta posizione e nella seconda è partita fuori, altrimenti sarebbe stato un quarto posto. Ma sono contento perché c’erano 25 nodi di vento che non sono certo le sue condizioni. E Giorgia ha capito oggi che può navigare davanti anche con vento forte”. Federica, Giorgia e Fabrizio. C’è anche un’Italia velica che funziona e ci va sognare. Meno male.

Giorgia Cingolani nelle regate di ieri

Giorgia Cingolani nelle regate di ieri

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Non conosciamo, come potremmo?, la direzione e il senso della sentenza che il 21 aprile prossimo metterà un primo punto alla vicenda che vede protagonisti Barbara della Valle e la Fraglia della Vela di Riva del Garda. Sappiamo che ci saranno altre puntate, altre denunce, altre mamme indignate che hanno preso coraggio dopo la pubblicità di questo caso. Certamente ve ne daremo conto. Quello che questa sera è impossibile tacere è che Giorgia Cingolani, primogenita di Barbara della Valle, dopo poco più di un mese di attività in Laser, guida la classifica del campionato europeo 4.7. E lo fa da Under 16. Non sappiamo neppure come finirà questo campionato, se è per questo. Una cosa però l’abbiamo ben chiara. Cioè che Giorgia lo scorso mese di agosto ha lasciato la Fraglia della Vela di Riva presso la quale era tesserata alla FIV. L’ha lasciata per incompatibilità ambientale. Perché il cosiddetto metodo Fraglia, fatto di ruvidità virili e sbatacchiamenti non le andava più a genio. Da quel momento per lei è cominciato una specie di incubo. Dato che nessun circolo dell’alto Garda sembrava disposto a tesserarla. Perché accettarla come socia avrebbe voluto dire fare uno sgarbo al potentissimo club di Riva che ha esercitato tutte le pressioni del caso perché ciò non avvenisse . Sembra di raccontare una storia di fantascienza. Una ragazzina che se ne va sbattendo la porta dal club più famoso e che per questo va vicinissima a lasciare la vela. “Se Giorgia avesse smesso di andare in barca -ci ha raccontato il suo allenatore Fabrizio Lazzerini– sarebbe stata una sconfitta per tutta la vela italiana, per tutti noi”. Come non essere d’accordo. Ed è stato proprio lui, Fabrizio, a vincere le resistenze del suo club, il Circolo Vela Torbole e a farla tesserare. E solo dopo che il vecchio presidente ha lasciato il posto ad uno più indipendente. Poche settimane dopo quel tesseramento Giorgia Cingolani ha vinto a Formia la prima regata nazionale Laser alla quale ha partecipato. Giorgia Cingolani a FormiaE questa sera guida, dopo la prima giornata, la provvisorissima classifica del campionato europeo a Murcia in Spagna. C’è qualcosa di marcio, non in Danimarca, ma nella vela trentina. Ce lo urla Giorgia con la sua storia. Ce lo dicono i fatti di questi giorni. La vela italiana ha bisogno della Fraglia della Vela di Riva, ma ha bisogno di una Fraglia disposta a fare autocritica, a rifondarsi su presupposti completamente diversi. Con uomini completamente diversi.

Giorgia Cingolani con Fabrizio Lazzerini

Giorgia Cingolani con Fabrizio Lazzerini

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