La corrispondenza FIV/ILCA/World Sailing

Come promesso pubblichiamo le lettere con le quali il presidente della FIV Francesco Ettorre “strappa” con ILCA sulla annosa questione Laser e comunica a World Sailing quanto avvenuto. In ultimo la risposta di ILCA. Il tono è molto diverso da quello a cui eravamo abituati dalla FIV. E ne siamo lieti.

La lettera di Ettorre al presidente World SailingLa lettera di Ettorre a ILCALa risposta ILCA a Ettorre

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Bravo Ettorre: finalmente!

Una lettera durissima, ad ILCA. Una denuncia circostanziatissima a World Sailing. Dopo due anni di navigazione in scarso, la FIV finalmente ha virato.

Cambiando atteggiamento nell’intricatissima storia della classe Laser italiana. Un pasticcio che, lo ricordiamo, costringe i laseristi al doppio tesseramento per poter regatare in Italia e all’estero.

Avevamo, su questa colonna nelle ultime settimane, aspramente criticato la decisione del presidente FIV Francesco Ettorre (Francesco Ettorrea sinistra) di riaprire un tavolo di trattative che coinvolgesse tanto la vecchia associazione di classe (Assolaser), quanto la nuova (AICL).Non tanto perché Assolaser sia già messa fuori gioco da una delibera del Consiglio Federale FIV che la disconosce e da una sentenza del TAR che sancisce la validità di quella delibera. Ma piuttosto per la totale inaffidabilità dei vertici di quella associazione.

Inaffidabilità che a questo punto coinvolge direttamente anche l’International Laser Class Association (ILCA). Vediamo di ricapitolare e capire come si sia giunti al cambio di strategia da parte della FIV. L’impasse dipende proprio da ILCA che ostinatamente continua a ribadire di riconoscere come proprio interlocutore in Italia soltanto Assolaser. Lo fa al di là di ogni logica e di ogni diritto, di fatto ponendosi al di sopra della FIV. Ma, continuando a farlo obbliga ogni velista italiano che desidera fare attività all’estero ad associarsi ad Assolaser.

Perché lo fa? Per mantenere la propria struttura serrata, per consolidare il proprio potere. Per rendersi progressivamente indipendente da tutto e da tutti, World Sailing compreso. ILCA si pone in questo modo arbitrariamente al di sopra delle autorità nazionali. Ma ha pur sempre, sinora, il dovere di rapportarsi con World Sailing che ne riconosce e autorizza l’esistenza. Proprio come ILCA fa, o pretende di fare, con le singole associazioni nazionali. E questo è il punto. Se dunque ILCA “sgarra”, a rimetterlo in linea deve pensarci proprio World Sailing. Che nei confronti della vela italiana ILCA abbia pesantemente “sgarrato” consentendo ad Assolaser comportamenti inauditi che hanno causato complicazioni ed esborsi a decine di velisti, è fuori discussione. Così come è indubitabile che la risoluzione del problema sia stata a portata di mano per tutto il periodo nel quale Charlie Cross (aka Carlo Croce) ha occupato simultaneamente la poltrona di presidente di World Sailing e della FIV. Sappiamo che talvolta, per dei corto circuiti della psiche umana, i nostri peggiori nemici sono i nostri compagni di squadra. Di più, talvolta, come in questo caso, persino i capitani della nostra squadra. Detto questo, siccome indietro non si può tornare e dei danni prodotti dal politico Charlie Cross abbiamo scritto decine di volte, guardiamo al futuro. Un futuro nei confronti del quale, per la prima volta dopo molti mesi possiamo essere ottimisti. Il famoso tavolo di trattative tra Assolaser e FIV è definitivamente naufragato alla fine di marzo. La coppia Macrino Macrì e Donatella Mariani (marito e moglie nella vita) (qui sotto entrambi in una foto di molti anni fa tratta dal sito Assolaser), segretario e tesoriere nominalmente, di fatto “padroni” da decenni di Assolaser, ha incontrato in due occasioni l’avvocato Mazzoni della FIV. Costui aveva mandato di verificare se le indispensabili modifiche allo Statuto richieste ad Assolaser, fossero in corso d’opera. Il piano originale era quello di mettere in regola Assolaser secondo le disposizioni FIV per poi svuotarla. Trasferendovi dentro tutta la struttura di AICL. In questo modo si sarebbe assecondata la richiesta di ILCA che nominalmente pretendeva di avere una entità chiamata Assolaser come interlocutrice. E insieme salvato il principio per il quale la FIV riconosce attualmente solo AICL in Italia. Una operazione di facciata che avrebbe fatto tutti contenti. Sin dal concepimento del piano però è apparso evidente che Assolaser aveva, più o meno intenzionalmente, radicalmente equivocato le intenzioni della FIV. Sono apparsi sul sito di Assolaser balzane considerazioni (a fianco un esempio) secondo le quali erano riprese le trattative con FIV (vero) con lo scopo di ripristinare la situazione precedente al disconoscimento (completamente falso). Alla fine del secondo incontro tra le parti è parso chiaro alla FIV che, nonostante ILCA assicurasse il contrario, Assolaser non aveva, non ha, nessuna intenzione di modificare il proprio Statuto. Per diventare una scatola vuota da riempire con gli uomini di AICL. Entità che rispetto alla vecchia, esprime una differenza sostanziale: è fatta da velisti democraticamente eletta dalla base dei laseristi italiani. (A destra il segretario di AICL Gianni Galli nel 1990, nella sua vittoria nel campionato italiano a Civitanova Marche). Posto di fronte al problema più grande da quando è diventato presidente FIV Francesco Ettorre non si è tirato indietro. Non abbiamo avuto nessuna remora in passato nel denunciare le malefatte del suo predecessore. Non ci siamo tirati indietro quando lo stesso Ettorre ci è parso titubante nel cercare una soluzione mediata. Che avevamo avuto la lungimiranza di riconoscere immediatamente come irrealizzabile.

Con la stessa indipendenza adesso plaudiamo convinti alla decisione del presidente di rompere gli indugi. Era ora. Dalla FIV è partita nei giorni scorsi una lettera indirizzata a ILCA di una durezza senza precedenti e che contiamo di pubblicare nelle prossime ore. In questa lettera, indirizzata al segretario esecutivo Eric Faust  si “strappa” definitivamente con l’ipotesi di trattare con Assolaser. Finalmente riconosciuta come ciò che ha dimostrato di essere da anni. Cioè un problema, un inciampo della vela italiana, un’entità riconosciuta come definitivamente e irrevocabilmente inaffidabile.  Contemporaneamente è stata inoltrata a World Sailing l’intera documentazione della diatriba. Si chiede a World Sailing di farsi carico della questione.  Scoperto che abbiamo un presidente seppur a scoppio ritardato ma pur sempre, (nella circostanza), Cuor di leone, che cosa dobbiamo aspettarci adesso? L’ipotesi più accreditata vede altre nazioni -si parla di Grecia e Portogallo– con problemi simili ai nostri con le rispettive associazioni, disposte ad accodarsi nelle rimostranze con World Sailing. Per un ridimensionamento delle pretese di ILCA. La strada è in salita e potrebbe passare verso una rinuncia temporanea all’attività internazionale da parte degli atleti italiani. Un prezzo doloroso da pagare, ma forse inevitabile. Ve ne daremo conto. 

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Ettorre è in grado di risolvere la grana Laser?

Charlie Cross

Il terribile pasticcio che riguarda la classe Laser è ben lontano purtroppo dall’essere risolto. In queste settimane è difficile trovare degli aggiornamenti sull’argomento. La FIV si appresta a scegliere il nuovo ufficio stampa e chi ambisce a sedersi a tavola per lo divisione della torta si guarda bene dal pubblicare qualcosa che potrebbe anche solo lontanamente risultare sgradito alle alte cariche federali. Eppure di fatti nuovi ce ne sarebbero da raccontare. La posizione del presidente Francesco Ettorre è nota e annunciata da tempo: mettere allo stesso tavolo Assolaser (la vecchia associazione) con la AICL (acronimo della nuova associazione). E’ una posizione che apparirebbe inconciliabile con la delibera del Consiglio Federale che ha disconosciuto Assolaser nell’ormai lontano dicembre 2015. Dopo quella delibera sono successe molte cose due sopra di tutte: ILCA (acronimo dell’associazione mondiale della classe) e Assolaser l’hanno ignorata, con conseguenze devastanti per i velisti italiani della classe in primo luogo. Buon senso, logica e persino un briciolo di orgoglio nazionale dovrebbero indurre la FIV ha prendere una posizione forte nei confronti di ILCA che di fatto si pone al di sopra di essa, decidendo arbitrariamente e con somma arroganza chi la rappresenta in Italia, compito questo, istituzionalmente nelle mani della FIV. Ma questa affermazione di elementare principio si è stemperata nel tempo.  Se un anno fa la voce del presidente federale coincideva con quello del presidente di World Sailing, oggi, con Carlo Croce (aka Charlie Cross) uscito dall’incarico nazione per raggiunti limiti di mandato e buttato fuori (è impossibile trovare una immagine meno cruda di fronte al primo presidente non rieletto dopo il primo mandato nella storia della Federvela mondiale) da World Sailing il potere della vela italiana in campo internazionale è molto significativamente ridimensionato. Insomma, Charlie Cross, se solo lo avesse voluto, avrebbe potuto “spiegare” a ILCA la decisione della FIV con la possibilità di tenere il punto grazie al suo ruolo di presidente WS. Non lo ha fatto, danneggiando la vela italiana e questo rimarrà per sempre nella sua biografia di dirigente fallito. A noi, anzi, più precisamente al suo successore in Italia, Francesco Ettorre, restano le macerie con le quali fare i conti. Ettorre, indicato nel quadriennio precedente come uno dei più critici nei confronti della scellerata gestione Assolaser, non ha perso tempo. Già a Barcellona, nello scorso autunno, in occasione della Conferenza World Sailing ha affrontato la questione con i vertici ILCA. E ha capito una volta per tutto che ILCA non intende modificare la propria posizione di un millimetro. Per ILCA esiste un solo referente in Italia e questo si chiama Assolaser, ieri, oggi, domani e dopodomani. Per ILCA è importante il principio, più delle persone. Che vuol dire? Dalla sua fondazione Assolaser è stata guidata da due persone, Macrino Macrì e Donatella Mariani, uniti anche nella vita. Con un potente (ma proprio potente) eufemismo potremmo dire che Assolaser non si è distinta nella sua storia per la democraticità delle sue norme interne e per la trasparenza della sua gestione. Una gestione colpevolmente tollerata dalla FIV sino a quando si è resa indispensabile l’espulsione. Oggi ILCA apparentemente è disposta a sacrificare le persone, cioè non difende più, la del resto indifendibile coppia Macrì/Mariani ma, più o meno dice alla FIV: fate quello che volete all’interno di Assolaser, portate pure, se credete, AICL dentro Assolaser, non ci riguarda, l’unica cosa che conta è che il nostro interlocutore italiano continui a chiamarsi Assolaser. E’ proprio questa la “patata bollente” attualmente in mano al presidente Ettorre, essere il regista della cosiddetta “fusione” tra Assolaser e AICL, o meglio, dello svuotamento di Assolaser. Capita talvolta nella vita che si parta incendiari e si finisca pompieri e questo sembra proprio il caso di Francesco Ettorre. Dall’esterno, per chi vive la vela per passione e senza pretese dirigenziali, continua ad apparire inverosimile e inaccettabile che una associazione di classe internazionale possa imporre la propria visione ad una autorità nazionale. La FIV ha deciso che Assolaser, con mille buoni motivi e una delibera unanime del proprio consiglio, non rappresenta più i laseristi italiani? ILCA ne prende atto, punto. Si rifiuta di farlo? Se la FIV cede su questo punto ne va di mezzo non solo la propria autorità o credibilità, ma anche il senso stesso della propria esistenza. Il debosciato (come dirigente) Charlie Cross ha ingoiato il rospo? I suoi tragici errori non possono ricadere su tutta la vela italiana ed essere presi ad esempio dei suoi successori. Al di là delle buone intenzioni, Francesco Ettorre, è alle prese con una significativa prova di principio che potrebbe portare anche all’interruzione dell’attività internazionale della classe italiana. Un prezzo assurdo da pagare? Non proprio se in ballo c’è, appunto, il senso dell’esistenza stessa della FIV.  Se l’ipotesi di fusione tra Assolaser e AICL ci appare dunque come un bizantinismo ad uso e consumo di ILCA c’è anche chi la vede in modo ben diverso. Tale fusione, delibera della FIV di disconoscimento di Assolaser alla mano, potrebbe avvenire soltanto nel momento nel quale tutti i dirigenti di Assolaser (ossia, in buona sostanza, la coppia MacrìMariani) escono di scena e viene indetta una libera e democratica elezione al suo interno. Come già scritto ILCA, avrebbe fatto capire da tempo di non aver niente in contrario. O forse ci piace semplicemente pensarlo, perché nel frattempo lo stesso Macrì rimane il vice presidente di EURILCA, come suggerisce il nome, la branca continentale di ILCA. Sembra incredibile che tutto ruoti intorno ad un nome solo, che da due anni decine, centinaia di laseristi siano costretti al doppio tesseramento per fare quello che più li piace: regatare in Laser. Eppure è così. Macrì, stuprando il senso del volontariato sportivo, è la persona che prima ha gestito per decenni con metodi quanto meno dubbi la più importante (per numero di iscritti) classe velica italiana mentre la FIV faceva finta di non vedere. Ed è sempre Macrì che ha portato Assolaser al deragliamento, ossia sino al disconoscimento federale. Se per ILCA e/o EURILCA questo non è un problema, dovremo capire molto di come tali organizzazioni internazionali vengono gestite. E il particolare, da solo, dovrebbe essere sufficiente a farci comprendere l’assoluto non senso per la FIV di assecondare tali organizzazioni. Il punto oggi sembra essere: al di là delle intenzioni pubblicamente manifestate, Ettorre ha la forza di imporre le ragioni italiane a ILCA? La risposta è no. Passare attraverso la cosiddetta “fusione” tra Assolaser e AICL porterà alla soluzione del problema? Il prezzo da pagare sembra altissimo. Assolaser aveva impugnato la delibera federale che la disconosceva. Tre gradi di giudizio della giustizia sportiva le avevano dato torto. Attraverso quale equilibrismo o stato mortale legale ora la FIV vuole passare per rimangiarsi tutto e dire che aveva scherzato, che la giustizia sportiva italiana conta, ma mica quanto ILCA? C’è poi il caso Macrì. Costui in questi giorni è attivo più che mai. Scrive lettere in quantità. Che mostrano una idea sul come vada a finire che sembra chilometri lontana da quello che tutti si aspettano (cioè che si faccia da parte e non si faccia più vedere).
Un esempio? Ecco quanto scrive Macrì a un tesserato Assolaser: “Come hai visto è in corso un tavolo di trattative tra Assolaser e FIV che dovrebbe portare in breve ad una risoluzione, a quel punto l’unica tessera richiesta resterebbe quella Assolaser“.  A che punto sono le trattative? Macrì ha la risposta pronta per i suoi interlocutori: “L’accordo è di fatto già definito e concluso in quanto tutte le richieste a suo tempo esposte da FIV ad Assolaser nel 2014 sono state accolte. Deve ancora essere formalizzato da FIV, perchè per Assolaser non c’è altro da aggiungere”. Per Macrino Macrì dunque esiste già un accordo tra FIV e Assolaser, deve solo essere formalizzato. Ed usa un tono che tutto sembra meno quello di un dirigente ai titoli di coda, prossimo a farsi da parte per lasciar spazio ad altri. Lo stesso Macrì non spiega quale sorte toccherebbe ad AICL che opera in Italia su regolare mandato FIV. Si presume che verrà sciolta, con un bel marameo a chi ha pagato i soldi per la tessera. Siamo alla fantascienza. E anche alla risposta della domanda del titolo. No, Francesco Ettorre al momento non sembra in grado di risolvere la grana Laser. Ce lo ha fatto credere. Ma non è così.

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Cinico Sailing: paragoni demoralizzanti

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