Cinico Sailing: le ambizioni di Tronchetti

Ma Marco Tronchetti Provera ambisce ad essere il prossimo presidente dello Yacht Club Italiano? Il suo attivismo nella ultima assemblea del circolo (che ha deciso per una riscritttura dello Statuto) lo lascerebbe supporre. Cinico Sailing rielabora tutto a modo suo.

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Ho passato la vita a credere che Carlo Croce fosse un signore elegante ed ora mi sento uno stupido

Carlo Croce (ala Charlie Cross)Ho passato la vita a credere che Carlo Croce fosse un signore elegante ed ora mi sento uno stupido. La sua iniziativa di raccogliere firme per convocare una assemblea straordinaria dei soci dello Yacht Club Italiano il cui scopo ultimo è inficiare l’elezione di Nico Reggio a presidente, penso che sia il gesto più volgare a cui abbia mai assistito nella mia vita velica. Di più, la più rozza, insensata iniziativa velica di cui sia mai stato testimone. Non si tratta di saper o meno perdere, siamo molto oltre questo. Siamo alla completa assenza del senso del ridicolo. C’è tutto un mondo che ride più su della sopraelevata che schiaccia quel circolo verso il mare. Mi hanno insegnato che niente è più grave dell’assenza del senso del ridicolo. Ebbene, questo signore sembra esserne immune. Sapevo già di aver frequentato delle scuole molto diverse da quelle di Charlie Cross (aka Carlo Croce), adesso ho la sensazione di aver vissuto su un pianeta diverso. Come fa Charlie a non vedere, capire, sentire, che quello stesso senso del ridicolo del quale è privo, in conpenso lo sta travolgendo? Non bisogna essere necessariamente dei soci dello YCI per sapere che quel circolo nelle ultime settimane ha voltato pagina, aperto ad un nuovo orizzonte che prescinde dalle paturnie di un anziano dirigente incapace per tutta la sua vita di dirimere una sola diatriba, per quanto minima e poi, di colpo, artefice di una guerra per bande. Che razza di metamorfosi è questa? Non mi viene in mente niente di diverso da un principe che si trasforma in rospo. Uno al quale scompare il blazer sempre impeccabile e rimane in canottiera sporca di sugo. Charlie Cross non è più e non sarà mai più il presidente dello YCI, a Genova lo sanno tutti, anche le bitte. Perché non farsene una ragione? C’è chi impiega una vita a crearsi un nome, una posizione, una credibilità. C’è poi chi quel nome se lo trova nella culla senza alcun merito. Brillando di credibilità, autorevolezza, riflessa, tanto grande è il genitore. E’ la differenza che passa tra una stella e un pianeta, no? Lei non ha brillato di luce propria e quella del suo nome non arriva a illuminare il pianeta rancoroso dove si è cacciato. In quanto al nome, c’è invece chi non fa niente per meritarselo e poi, al momento della pensione decide che è il momento di smascherare l’equivoco. Resta il fatto che tutti quelli che hanno creduto in lei come dirigente velico, caro signor Cross, oggi si sentono offesi, frustrati, indignati. O semplicemente cretini, come me.

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